BS Dicembre
2023

DON BOSCO NEL MONDO

MARCELLA ORSINI E FEDERICA ANNIBALI

In missione con APIS

La Fondazione DON BOSCO NEL MONDO da anni sostiene le missioni salesiane anche attraverso associazioni per la solidarietà internazionale che usufruiscono del suo servizio per la raccolta fondi e per la realizzazione di micro-progetti in India del Sud e oggi in Sri Lanka.

L’APIS, un’ape sempre operosa

Un’ape operosa. Questa è la prima associazione che viene alla mente pensando all’apis (acronimo di Associazione Pro India del Sud) e al suo operato che si è rivolto prevalentemente al Tamil Nadu, lo stato più povero ed estremo di uno straordinario paese, l’India. L’Ape come il suo prodotto il miele, un distillato di dolcezza prodotto dal lavoro umile e collettivo di un ristretto numero di persone, amici e cattolici praticanti che hanno mandato avanti da 25 anni questa associazione di volontariato di Roma.

L’apis fu fondata ufficialmente nel 1997 da due coniugi Antoinette Pasquer e Domenico Catarinella (rispettivamente nati nel 1924 e 1929) i quali in occasione della loro pensione si recarono nell’India del sud dove vissero un’esperienza straordinaria accanto ad un sacerdote salesiano di grande carisma, padre Tarcisio Rathnaswamy in quella che è stata (ed è) una delle più estese e importanti missioni salesiane del Tamil Nadu.

“Un sacerdote dallo sguardo ieratico e vivace, occhi profondi e un volto benevolo che incute simpatia e al tempo stesso deferenza e rispetto”; così lo descrissero nei loro appunti di viaggio i due coniugi Catarinella al loro primo incontro avvenuto nell’ottobre 1990 a Chennai. Fu lui, allora direttore della Don Bosco Beatitudes di Vyasarpadi, a “farci conoscere tanti poveri, i fanciulli e le donne, anziani e malati di lebbra in quell’angolo estremo del sub-continente indiano”. E fu in seguito a questa esperienza e alla permanenza di oltre un mese alla missione, sita a ridosso di uno degli slum più poveri di Chennai, che la loro vita cambiò definitivamente. Al loro rien­tro a Roma Domenico e Antoinette raccolsero un gruppo di amici appartenenti al loro percorso di fede e cominciarono ad aiutare attivamente padre Tarciso e poi altri salesiani che avevano migliaia di necessità e bisogni in quell’area martoriata dalla povertà, dalla fame e da malattie ormai scomparse, quali la lebbra. Un’attività missionaria laica e silenziosa svolta in silenzio, mettendo a disposizione il tempo conquistato dopo la pensione. Attivarono e promossero spettacoli e manifestazioni, raccolte di denaro tra amici, vendita di prodotti indiani acquistati in India. Nacquero così i primi dispensari, furono costruiti i primi pozzi per l’agricoltura, acquistate jeep ambulanza e barche per i pescatori colpiti dallo tsunami, inoltre furono costruiti impianti igienici per gli orfanotrofi e le prime sartorie per dare lavoro alle donne povere. E si diede il via a centinaia di “sostegni a distanza” allo studio per i bambini più bisognosi. Fu dalla straordinaria attività di questo primo nucleo di cooperatori delle missioni salesiane in Tamil Nadu, che “padre Tarcisio riuscì nel 1996 a vincere le nostre perplessità e far sì, contagiati dalla sua incrollabile volontà, che costituissimo l’Associazione Pro India del Sud, per aiutare in forma concreta e più sistematica le missioni salesiane”.

Ancora oggi il sogno di un gruppo di laiche e laici viene portato avanti, anche dopo la morte di padre Tarcisio e di Antoinette (avvenute in modo quasi coincidente nell’aprile e agosto del 2007) e di Domenico Catarinella (2014). L’associazione apis negli anni è cresciuta ed ha raggiunto, grazie alla tecnologia e allo sviluppo delle comunicazioni, maggiore capillarità e diffusione.

Ma lo spirito e le idee di quel primo gruppo di amici dei salesiani sono rimasti gli stessi: un gruppo allargato di una trentina di amici (prima costitui­tosi onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e oggi odv (organizzazione di volontariato) che in comunione lavorano incessantemente e a titolo assolutamente gratuito per le missioni in India, in Tamil Nadu e oggi anche in Sri Lanka. Sempre accanto ai salesiani.

Continuando con lo stesso spirito di umiltà e di servizio per i poveri e per i giovani, l’apis ha rea­lizzato più di 95 tra piccoli e grandi progetti con un impegno economico profuso di oltre un milione di euro.

Dai pozzi per l’irrigazione e i dispensari negli anni si sono potuti costruire laboratori di falegnameria e aule di informatica per i ragazzi delle scuole salesiane, strutture sanitarie, sartorie per le donne in cerca di occupazione. Soprattutto l’associazione ha costruito scuole, una secondaria dedicata a Domenico Catarinella a Nedungadu che ospita attualmente più di 700 ragazzi, una primaria nel villaggio di Boomayapuram (distretto di Keela Eral) e due centri professionali per il miglioramento delle condizioni educative e di impiego a Ulagampatti e a Chittampatti. Poi un villaggio per i più poveri tra i poveri, i dhobi, a Madurantakam e un altro per ospitare 42 famiglie di lebbrosi ad Atthor, il Villaggio di madre Antoinette, una struttura di recupero per i bambini affetti da hiv a Nammakal, bagni e cucine e altri locali per i ragazzi di tanti istituti salesiani.

Si continua a sostenere ancora il grande polmone di amore che è nel dna dei volontari, il centro di Vyasarpadi ora diretto da padre Joe Andrew: una struttura immensa ancora fondamentale in quel territorio che dà una casa, vitto, accoglienza e cure mediche a migliaia di diseredati e abitanti dello slum di Chennai senza il quale non avrebbero nessun aiuto sociale.

In particolare, negli ultimi anni l’apis ha potuto contribuire alla ristrutturazione di una cucina e di un impianto di potabilizzazione dell’acqua per gli anziani della Saint Thomas Home, di un ostello di accoglienza per le ragazze orfane, Nirmala House e per gli orfani della Domenico Savio Boys Home, per i quali è stata costruita una cucina nuova di zecca. Negli anni si è sempre più consolidato il rapporto tra le “piccole api di Roma” e questa missione così significativa per la storia dell’associazione e delle stesse comunità salesiane nelle missioni indiane.

A Vyasarpadi di recente è stato mandato il primo volontario apis che ha rinsaldato antichi e nuovi rapporti, restando a lavorare e a servire i poveri nel mese di agosto del 2022. La sua è una testimonianza di continuità, di unità nella missione e d’impegno nella realizzazione del sogno salesiano tra i giovani, per i giovani. Un accompagnamento ai giovani e un approccio pedagogico peculiare dei salesiani che favorisce una dinamica di missione circolare, tra pari.

Progetto Sri Lanka: “Bici and go!”

Insieme alla Fondazione don bosco nel mondo l’associazione apis nel corso del 2023 si sta dedicando a dare sostegno allo Sri Lanka che in questi ultimi anni ha subito un grande impoverimento nelle condizioni sociali a decremento dell’educazione dei giovani. Soprattutto nel nord dello Stato dove la comunità Tamil è stata decimata da una guerra civile durata 26 anni (1983-2009), ha subito intorno alle 100 000 vittime tra perdite di civili; migliaia infatti sono i padri scomparsi e gli orfani che non hanno accesso alle scuole pubbliche a pagamento.

Attualmente il Paese sta attraversando la peggiore crisi economica e sociale dal post-indipendenza, costringendo la popolazione più povera all’instabilità e all’insicurezza.

In particolare, nella zona di Kilinochchi e Mullaitheevu i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze dai 6 ai 16 anni che abitano in una quindicina di villaggi sono costretti a percorrere a piedi tra i 6 e i 15 chilometri ogni giorno per recarsi alla scuola salesiana più vicina. Un percorso importantissimo per costruire un futuro di opportunità e di sicurezza.

apis e Fondazione don bosco nel mondo, insieme alla comunità salesiana di Kilinochchi, hanno dato avvio al progetto Bici and Go! (Saliamo in bici!) per il nuovo anno scolastico che partirà a Gennaio 2024.

Il progetto ha l’obiettivo di facilitare l’accesso all’istruzione di 100 bambine e bambini attraverso l’acquisto di 100 biciclette del costo di 100 Euro l’una, aiutandoli a percorrere le difficili strade di terra battuta del nord dello Sri Lanka per raggiungere la scuola salesiana.

In questo, la comunità salesiana, supportata dalle due organizzazioni, contribuisce a ridurre il rischio di abbandono scolastico, da parte delle bambine e delle ragazze, richiamate al lavoro domestico e dei bambini e dei ragazzi, costretti al lavoro a causa dell’instabilità economica delle famiglie.

Con questo progetto si vuole dare continuità e si vuole potenziare la rete a sostegno delle missioni salesiane nel mondo, nella certezza che il sogno di don Bosco possa rinnovarsi e attualizzarsi nelle varie espressioni di un’unica vocazione: l’amore per le giovani e i giovani più fragili.

https://apisindia.net/

UN’ESTATE A VYASARPADI (TAMIL NADU, CHENNAI)

L’esperienza di Manu Saviano, volontario APIS in India

«Sono Manu Saviano, 32 anni, italiano di origine indiana. Sono di Trieste da dove è iniziato il mio percorso di vita fin da bambino. Una città che mi ha offerto tutto, lavoro compreso. Sentivo il bisogno di rendermi utile e quindi la voglia di intraprendere il servizio di volontariato era forte. Sono entrato in contatto con l’Associazione APIS attraverso l’amicizia dei miei genitori con Federica Annibali (presidente dell’Apis) che mi ha aiutato fornendomi le indicazioni adeguate e mettendomi in contatto con Joe Andrew, direttore dell’Istituto Don Bosco Beatitudes di Chennai, in Tamil Nadu.

Svolgevo alcune attività particolarmente con i bambini. La mattina li accompagnavo a scuola e li riportavo nell’Istituto all’ora di pranzo, facevo lezioni di inglese e nel pomeriggio organizzavo giochi di ruolo, calcio ma anche disegno e pittura.

L’istituto ospita circa 100 ragazzi e ragazze, di età variabile dai 6 ai 17 anni e tra questi ci sono giovani orfani, ragazzi i cui genitori non possono mantenerli economicamente, ragazze con precedenti di abusi. L’istituto, quindi, accoglie questi ragazzi offrendo loro un posto sicuro dove dormire, mangiare, stare insieme, ma soprattutto imparare a leggere, a scrivere e istruirsi. Seguono quindi una routine giornaliera: la mattina vanno a scuola e dopo la pausa pranzo dedicano tempo allo studio.

Gli studi hanno l’obiettivo di formare i ragazzi e poi inserirli nel mondo del lavoro. Per i più bravi e portati per lo studio, l’istituto si sforza ulteriormente di finanziare il College in modo che si possano iscrivere alla facoltà adeguata e trovare un lavoro e condizioni di vita migliori.

L’esperienza di volontariato presso questo Istituto, portata a termine nell’estate del 2022, è stata bella e unica, accompagnata da ricche emozioni, commozioni e condivisioni».

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