BS Marzo
2022

FMA

Emilia Di Massimo

Il talento di educare

Diversa da tutte, una università per la cultura della vita: la Facoltà “Auxilium” coltiva, promuove la ricerca nel campo delle scienze dell’educazione, prepara ricercatori, insegnanti e operatori, a diversi livelli, nell’ambito dell’educazione.

“A distanza di cinquant’anni sentiamo la rinnovata fiducia della Chiesa e dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nei confronti della nostra Facoltà, nello stesso tempo siamo consapevoli della responsabilità che ci viene riaffidata: essere istituzione universitaria, pontificia, salesiana, femminile. Nella densità di significato degli aggettivi che ci qualificano è contenuta una chiamata che ci interpella e non possiamo disattendere”. Così suor Piera Ruffinatto, Preside della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” (Roma) introduce un dialogo che desidera soprattutto far emergere il valore educativo che si vive nell’università.

“L’impegno della nostra ricerca è costantemente orientato all’elaborazione di una cultura umana ed umanizzante che pone al centro la qualità della vita e la sua crescita. E questo valorizzando la logica pedagogica, progettando il cambiamento e la trasformazione sociale a partire dall’empowerment delle persone, nella consapevolezza che educare suppone il mettersi in atteggiamento di reciproco potenziamento a vari livelli”.

Chiedendo il perché della scelta del nome “Auxilium”, del motto Con Maria, per una cultura della vita, apprendiamo che ciò ha qualificato ulteriormente l’identità della Facoltà nella linea di coltivare l’interesse e lo studio della figura di Maria come educatrice. Infatti, sottolinea ulteriormente suor Piera: “La Facoltà ‘Auxilium’ coltiva, promuove la ricerca nel campo delle scienze dell’educazione, prepara ricercatori, insegnanti e operatori, a diversi livelli, nell’ambito dell’educazione. La Facoltà orienta il suo impegno in una prospettiva educativa, accogliendo l’invito di essere sul territorio un “laboratorio pedagogico” dove elaborare piani di intervento per preparare i giovani alla vita, per educare ed evangelizzare.

Persona, più che matricola

Chiara si è laureata nel marzo 2020, in piena pandemia, dopo aver frequentato il Corso di Laurea magistrale in Psicologia dell’Educazione.

“Quando si parla di università si pensa spesso ad un ambiente grande, caotico, pieno di persone, in cui gli studenti si sentono disorientati, dispersi in un marasma ricco di stimoli, talvolta forse troppi. Io, nella mia personale esperienza, venivo da una triennale in una università pubblica in cui sentivo di essere soltanto un numero, una matricola, nulla di più. Agli esami i professori preferivano dare importanza alla quantità piuttosto che alla qualità. Vi lascio immaginare le file interminabili alla segreteria studenti e tutte le mail a cui non ho ricevuto risposta. Ma quando per la prima volta sono entrata all’interno dell’Auxilium mi sono resa conto che da quel momento in poi la mia esperienza sarebbe stata molto diversa. Ricordo che la prima cosa che mi ha stupito è stata la cordialità delle persone: quando varcavo la porta di ingresso venivo inondata di sorrisi e belle parole. Le persone mi chiamavano per nome e non ero più semplicemente un numero di matricola, ma una persona. Tutto questo succedeva non solo tra colleghi, ma anche con gli insegnanti, con i quali negli anni ho stretto un rapporto di stima e fiducia, ben oltre la materia di studio, sentivo che desideravano conoscermi, si preoccupavano se notavano delle difficoltà, erano disponibili a venire incontro alle mie esigenze. Ricordo con molta gioia le feste organizzate all’interno della Facoltà prima delle vacanze, quando tutto il corpo docente e gli alunni si ritrovavano per scambiarsi i saluti prima di ritornare dalle proprie famiglie. Erano momenti di convivialità e di spensieratezza che ci ricordavano che oltre a condividere le fatiche dello studio, era importante condividere la gioia dello stare insieme vivendo la fraternità.

La didattica della Facoltà si basa prevalentemente sull’educazione integrale, sull’empatia e ciò favorisce la motivazione delle competenze personali. Il motto dell’Università è “coltivare il talento di educare” e la missione è quella di accompagnare gli studenti in una ricerca personale, volta all’educazione, alla capacità di ognuno di noi di trarre fuori il talento personale e degli altri. Ogni studente viene messo nella condizione di cercare e coltivare i propri talenti, le proprie capacità e farne una missione di vita anche in ambito professionale e lavorativo. L’università negli anni mi ha insegnato davvero a coltivare il talento del dono e a farne una professione, come afferma papa Francesco: «Donare fa sentire più felici noi stessi e gli altri; donando si creano legami e relazioni che fortificano la speranza in un mondo migliore».

Ho avuto modo di individuare le mie potenzialità per costruire un progetto professionale ed i passi necessari per realizzarlo. Certo, la strada da percorrere è ancora tanta ma ho fiducia: ho ricevuto delle basi solide per entrare con maggiore sicurezza nella vita, nel mondo del lavoro”.            

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