** Coloro che ricevessero grazie o favori per intercessione dei nostri beati, venerabili e servi di Dio, sono pregati di segnalarlo a postulatore@sdb.org. ** Per la pubblicazione non si tiene conto delle lettere non firmate e senza recapito. Su richiesta si potrà omettere l'indicazione del nome.
I NOSTRI SANTI
A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale
Il Santo del mese - Il Servo di Dio Elia Comini
In questo mese di ottobre preghiamo per la Causa del Servo di Dio Elia Comini, salesiano sacerdote.
Una delle stragi più efferate compiute dalle SS naziste in Europa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, è stata quella consumata attorno a Monte Sole, nei territori di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, comunemente nota come la “strage di Marzabotto” (Bologna). Tra le vittime ci furono alcuni sacerdoti e religiosi, tra cui il Salesiano don Elia Comini.
Il Servo di Dio don Elia Comini nasce in località “Madonna del Bosco” di Calvenzano di Vergato (Bologna) il 7 maggio 1910. Monsignor Fidenzio Mellini, già alunno di don Bosco a Torino, lo orienta ai Salesiani di Finale Emilia. Novizio il 1° ottobre 1925, emette la prima Professione il 3 ottobre 1926 ed è professo perpetuo l’8 maggio 1931. Ordinato sacerdote a Brescia il 16 marzo 1935, il Servo di Dio vive nelle case salesiane a Chiari (in provincia di Brescia, fino al 1941) e a Treviglio (in provincia di Bergamo, dal 1941 al 1944), e si distingue come bravo docente di materie umanistiche e sicuro riferimento per tanti giovani. D’estate don Elia rientra sull’Appennino bolognese – a Salvaro – per aiutare la mamma, ormai anziana e sola. Qui aiuta nella pastorale lo stesso monsignor Fidenzio Mellini.
Tale è il viaggio che impegna don Elia Comini anche nella difficilissima estate del 1944. Egli arriva a Salvaro il 24 giugno. Vi resterà per poco più di tre mesi, sino alla morte. Soccorre la popolazione nella concretezza delle sue molteplici esigenze dettate dal tempo di guerra, anima la liturgia e promuove la frequenza dei sacramenti; affianca le consacrate e vive un intensissimo apostolato nell’esercizio di tutte le opere di misericordia corporale e spirituale. Media, inoltre, tra gli opposti fronti: i partigiani e i tedeschi della Wehrmacht. Il Servo di Dio istituisce con il giovane Dehoniano padre Martino Capelli una fraternità sacerdotale che li associa nel ministero.
Il 29 settembre 1944 mattina, don Elia e padre Martino Capelli accorrono verso la “Creda”, un abitato dove le SS della Sedicesima Divisione Corazzata avevano appena perpetrato un eccidio: stola, oli santi e teca con alcune particole eucaristiche li identificano chiaramente come sacerdoti, nell’esercizio del loro ministero di conforto degli agonizzanti. Catturati, spogliati delle insegne sacerdotali, usati come «bestia» da soma nel trasporto delle munizioni, don Elia e padre Martino iniziano il loro triduo di passione.
Alla sera del 1° ottobre 1944, viene ucciso insieme con padre Martino e con il gruppo degli “inabili” – nonostante egli fosse giovane e abile al lavoro – presso la “Botte” della canapiera di Pioppe di Salvaro, al termine di una surreale liturgia in cui le SS avevano fatto sfilare i prigionieri su una passerella prima di falciarli con le mitragliatrici: egli, intonando le Litanie e gridando infine “Pietà!”, l’aveva trasformata in un avanzare orante verso il Cielo. Poco prima della morte, un tedesco ne colpisce violentemente le mani e il suo breviario cade tra i corpi. Nell’impossibilità di recuperare le salme, verranno successivamente aperte le griglie e l’impetuosa corrente del fiume Reno trasporterà via per sempre quei poveri resti, già consumati e divenuti “terra”. Negli istanti dell’esecuzione, il corpo di don Elia Comini aveva protetto uno dei soli tre scampati all’eccidio della “Botte”.
A don Elia Comini è associata da subito una fama di martirio, grazie alla quale anche la sua vita santa precedente viene riletta in una luce di consapevolezza nuova. Egli è testimone della carità del Buon Pastore che veglia sul gregge, pronto a dare la vita per esso, in difesa dei deboli e degli innocenti. Il 18 dicembre 2024, il Santo Padre Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei santi a promulgare il Decreto riguardante il martirio del Servo di Dio Elia Comini, di cui attendiamo l’imminente beatificazione.
Preghiera
O Dio Padre,
ti ringraziamo perché hai concesso al sacerdote don Elia Comini
di amarti e di servirti nell’educazione dei giovani, secondo il cuore di don Bosco,
e nella carità pastorale verso le vittime dell’odio.
Donaci la gioia di vederlo glorificato
come tuo eroico sacerdote e educatore esemplare.
Per sua intercessione concedi a noi la grazia che ti chiediamo… con cuore fiducioso.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Ringraziano
Desidero ringraziare pubblicamente san Giovanni Bosco e Maria Ausiliatrice per la grande grazia ricevuta. Un nostro caro amico di famiglia è stato ricoverato improvvisamente in ospedale, per gravissimi problemi di salute. Era in pericolo di vita. Ricordandomi delle parole di don Bosco: “… pregate Maria Ausiliatrice e vedrete cosa sono i miracoli”, ho pregato intensamente per ricevere la grazia della sua guarigione. Ora, dopo mesi e mesi di ricovero in ospedale e riabilitazione in centri specializzati, è tornato a casa in buone condizioni. Lo ritengo un grande miracolo e voglio ringraziare san Giovanni Bosco e Maria Ausiliatrice per la continua protezione su di me e su tutta la mia famiglia.
(Michelone Maria – Vercelli)
CRONACA DELLA POSTULAZIONE
15-18 luglio 2025: a Macas-Sucúa (Ecuador) ricognizione canonica e trattamento conservativo delle reliquie della Beata Maria Troncatti (1883-1969), Suora Professa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che sarà canonizzata il 19 ottobre 2025.
8-23 luglio 2025: a Cuenca (Ecuador), ricognizione canonica e trattamento conservativo dei resti mortali del Venerabile Carlo Crespi (1891-1982) Sacerdote Professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, missionario.
















