** Coloro che ricevessero grazie o favori per intercessione dei nostri beati, venerabili e servi di Dio, sono pregati di segnalarlo a postulatore@sdb.org. ** Per la pubblicazione non si tiene conto delle lettere non firmate e senza recapito. Su richiesta si potrà omettere l'indicazione del nome.
I NOSTRI SANTI
A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale
Il Santo del mese - Il Servo di Dio Carlo Della Torre, salesiano
In questo mese di giugno preghiamo per la beatificazione del Servo di Dio Carlo Della Torre, salesiano.

Nacque il 9 luglio 1900 a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, da Antonio e Filomena Magni. Era il quarto dei sette fratelli. Nel 1917, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il giovane Carlo venne chiamato alle armi, come tenente degli Arditi sul fronte albanese. A 23 anni, grazie al suo confessore che gli regalò il Bollettino Salesiano, per assecondare la sua vocazione sacerdotale missionaria, entrò nell’istituto salesiano Cardinal Cagliero di Ivrea, dove in tre anni riuscì a finire tutti gli studi ginnasiali. Nel 1926 salutò la sua famiglia per l’ultima volta e partì per la Cina. Un viaggio senza ritorno perché il Servo di Dio, missionario per ben 56 anni, non ritornerà mai più in patria. I superiori lo destinarono successivamente alla nuova missione salesiana della Thailandia, dove, l’8 dicembre 1927, emise la sua prima professione religiosa a Bang Nok Khuek, casa madre della missione salesiana thailandese. Il 29 giugno 1936 venne ordinato sacerdote e destinato a Tha Muang dove resterà per 12 anni, prima viceparroco e poi parroco. Anni difficili passati tra povertà e persecuzioni a causa della guerra indocinese. Dopo la Seconda guerra mondiale don Della Torre assieme ai superiori prese la dolorosa decisione di lasciare la congregazione salesiana per potersi dedicare pienamente alla sua nascente opera, incardinandosi nella diocesi di Bangkok. Nell’anno 1955, dopo molte difficoltà, le prime sette suore emisero la loro professione nel nascente istituto secolare femminile di diritto diocesano: “Figlie della Regalità di Maria Immacolata”, oggi diviso tra l’Istituto delle Figlie della Regalità di Maria e la Congregazione delle Suore della Regalità di Maria. Dopo vent’anni di lavoro intenso e senza risparmio, sentendosi mancare le forze, chiese ed ottenne di rientrare nella congregazione salesiana dove emise i voti perpetui il 9 dicembre 1981. Morì a Bangkok il 4 aprile 1982.
Preghiera
Dio Padre, fonte di amore e di misericordia.
Tu hai creato l’uomo a tua Immagine e l’hai fatto tuo figlio.
Tu chiami tutti ad essere santi come tu sei santo.
Molti ti hanno risposto a questa chiamata
e diventati santi in modo mirabile
vengono proposti come modelli della santità nella chiesa.
Don Carlo Della Torre, religioso e sacerdote
e fondatore della Congregazione delle Figlie della Regalità di Maria Immacolata,
ha risposto alla tua chiamata alla santità,
vivendo la sua vita in forma esemplarmente virtuosa
e compiendo la tua santa volontà con fermezza, fedeltà e perseveranza.
Per questo ti preghiamo affinché gli conceda l’onore e gloria in paradiso.
E se è tua volontà gli conceda l’onore di essere
modello di santità per tutti i cristiani.
Per sua intercessione concedici la grazia di…….
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
(Con l’approvazione dell’Arcidiocesi di Bangkok)
Ringraziano
Scrivo di un fatto che nel 1997 ha segnato la mia vita e che ha avuto nel Servo di Dio don Silvio Galli un punto di svolta. Mi era stato diagnosticato un linfoma mediastino Non-Hodgkin al Policlinico di Verona. Seguo tutta la procedura che dall’intervento al torace mi porta alla chemioterapia, lunga e snervante. Vivo da sola con mio figlio, ho una casa editrice, cavalli, cani… una vita piena. La malattia non mi ferma e ci metto tutta la mia energia, ma la chemio è pesante, molto pesante. Alla fine del primo ciclo il primario non è soddisfatto e mi avvisa che dovrò farne un secondo. Sono nel panico, sono disperata, non so dove potrò mai trovare l’energia per sostenere il secondo ciclo. Chiedo aiuto a tutti e un amico mi parla di don Galli. Io sto a Garda e Chiari non è così distante. Decido di andarci senza preavviso. La persona che mi apre è stupita e mi domanda come faccio a sapere che don Galli è lì in quel giorno, quando avrebbe dovuto andare a Roma e per un contrattempo non è andato. Aspetto un bel po’ e poi da una porticina fa capolino lui e mi dice di seguirlo. La stanza è buia e piena di libri e di carte. Lui è calmo, mi chiede di sedere accanto a lui e mi domanda cosa mi ha portato da lui. “Sono disperata Don ho bisogno di rigenerare la mia energia altrimenti non ce la farò e non posso lasciare mio figlio da solo”. Gli racconto della telefonata del primario e del nuovo ciclo di chemio, che ho la valigia in macchina e che dopo di lui andrò al Policlinico. Preghiamo insieme, mi mette una mano sulla testa e mi dice di non preoccuparmi che tutto si risolverà. Sono stati momenti molto intensi, che non avevo mai provato prima. Non sono molto religiosa o, meglio, non frequento la Chiesa, ma ho rispetto del prossimo e cerco di vivere una vita secondo i dettami. Riparto alla volta del Policlinico, sono all’altezza di Desenzano quando mi telefona il mio amico Professore che mi seguiva da vicino e mi avvisa che c’è un cambio di programma: “Non so come mai, ma il Primario ha cambiato idea e ha deciso di non fare il secondo ciclo ma di passare direttamente alla radioterapia”. Fermo la macchina al ciglio dell’autostrada e scoppio in lacrime. Un senso di amore e di protezione mi pervade. Non sono sola, non lo sono mai stata, e la benedizione di don Galli ha fatto il suo effetto. Da allora le mie terapie sono proseguite nel migliore dei modi. Da parecchi anni sono fuori pericolo. Sono stata benedetta, sono stata aiutata. Don Galli ha fatto la grande differenza.
(Monica Russo)


















