I NOSTRI SANTI

A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale

IL SANTO DEL MESE: i Beati Giuseppe Calasanz e Enrico Aparicio Saiz, e 93 Compagni, martiri.

In questo mese di dicembre preghiamo per la Canonizzazione dei Beati Giuseppe Calasanz e Enrico Aparicio Saiz, e 93 Compagni, martiri.

Il 18 luglio del 1936 scoppiò in Spagna la guerra civile, accompagnata da persecuzione religiosa. Vescovi, sacerdoti religiosi e laici furono incarcerati, torturati e uccisi per la loro fede; tra questi 95 membri della Famiglia Salesiana: 39 sacerdoti, 22 chierici, 24 coadiutori, 2 Figlie di Maria Ausiliatrice, 3 Salesiani cooperatori, 1 socia dell’ADMA, 3 aspiranti salesiani e 1 collaboratore laico. Tutti costoro diedero la vita per la fede a Cristo tra il luglio del 1936 e l’aprile del 1938. Le Cause di martirio furono: quella del gruppo di Valencia – 32 martiri – con a capo Giuseppe Calasanz Marqués († 29 luglio 1936), beatificati l’11 marzo 2001 a Roma; quella del gruppo di Siviglia e Madrid – 63 martiri – con a capo Enrico Sáiz Aparicio, beatificati a Roma il 28 ottobre 2007. Morirono dando esempio di fedeltà alla loro fede cristiana e alla vocazione salesiana, con sentimenti di fiducia in Dio e di perdono nei confronti dei loro uccisori.

 

 

Preghiera

Ti ringraziamo, o Dio nostro Padre,

perché hai sostenuto fino alla testimonianza suprema

i Beati Giuseppe Calasanz Marqués e 31 compagni

e i Beati Enrico Saiz Aparicio e 62 compagni,

martiri della Famiglia Salesiana della Spagna.

Essi hanno versato il loro sangue

per amore tuo e della Chiesa.

Ti preghiamo, concedici,

per il loro esempio e la loro intercessione,

di rispondere generosamente alla tua chiamata,

fino al dono totale della nostra vita.

Per loro intercessione ti chiediamo la grazia di…

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ringraziano

Il sabato prima della festa di don Bosco del 2019, alcuni ragazzetti vengono all’Oratorio. Tra i ragazzetti c’è un bimbo di cinque anni e la cuginetta di circa dieci anni. Si divertono a disegnare e a giocare nel cortile ricco di neve. Presto desiderano tornarsene a casa perché un po’ infreddoliti. Chieste due caramelle, una ciascuno, si affrettano ad andare a casa. Il piccolo si chiama Antonio e la cuginetta Andra. Si erano comportati bene e quindi meritavano la “bomboana”. Uscirono; ma ecco che la piccola Andra rientra, gridando che il cuginetto sta male. “Strano!” penso io. E subito mi affretto alla porta d’ingresso. Vedo il piccolo che pare soffochi e che si dimena, cercando di sputare qualcosa. Temo che sia stato colpito da una forma influenzale epidemica in circolo e che produce molto catarro causando soffocamento. Non è così. Infatti la cuginetta mi grida che il piccolo ha inghiottito una caramella, quella che io gli avevo dato poco prima e che la caramella lo stava soffocando. Ricordandomi come si soccorre in questi casi, cerco di fare qualcosa alla meglio, ma la situazione va peggiorando. Prego allora intensamente dentro di me, supplicando don Bosco e i Santi Salesiani: – Don Bosco, Don Bosco, aiutalo! Aiutaci! … Mi viene immediatamente un’idea. Lo invito ad aprire la bocca, e, subito, mettendogli un dito in gola, sento nella gola la presenza della caramella. Rapidamente la spingo fuori dalla gola e dalla bocca. La caramella cade a terra e rimane lì accanto, a testimoniare il fatto; giace lì sul manto nevoso, su uno strato di neve. Il bimbo è salvo! Ringrazio don Bosco nel mio cuore e faccio respirare il bambino in modo che riprenda il respiro regolare. Arrivano intanto i suoi cari che lo riportano a casa, affaticato e spossato, ma salvo. Grazie don Bosco!

Don Sergio, Bacău – Romania

 

Voglio rendere partecipe di una grande gioia, quella cioè di vedere ritornare miracolosamente a casa, dall’ospedale di Lagonegro la mia sorella Teresa, dopo solo dieci giorni di degenza. Teresa già da alcuni giorni avvertiva dei disturbi, e poiché la situazione si aggravava di giorno in giorno, abbiamo chiamato il medico di base il quale ha ritenuto urgentissimo il ricovero in ospedale. La diagnosi è stata la seguente: ulcera-duodenale acuta con emorragia, anemia acuta, insufficienza renale, fibrillazione atriale. Dinanzi alla gravità del caso il mio primo pensiero è stato quello di rivolgermi con fiducia e fede all’intercessione del servo di Dio don Silvo Galli il quale ha esaudito a pieno la mia richiesta di aiuto e così, in un secondo momento anche l’esito della biopsia è risultato negativo. Spesso anche quando don Silvio era tra noi, mi rivolgevo a Lui e le difficoltà, i problemi, si risolvevano immediatamente. Ora Don Silvio dal cielo continua a guardare tutti con compassione e con cuore di padre ed anche io e Teresa gli serbiamo un’immensa riconoscenza e gli vogliamo tanto bene.

Carmela Iannini, Maratea (Potenza)

Cronaca della Postulazione

Il 27 settembre 2021 presso l’arcivescovado di Lima (Perù) si è svolta la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita e sulle virtù eroiche nonché sulla fama di santità e di segni del servo di Dio Luigi Bolla (1932-2013), Sacerdote Professo della Società di San Francesco di Sales, missionario tra gli indios Shuar e Achuar dell’Ecuador e del Perù.

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