IL TEMPO DELLO SPIRITO
CARMEN LAVAL
Il MESSAGGIO del CIELO
Per il Salmo 19, Dio parla con una voce così forte che è impossibile non sentirla. È un’orchestra immensa, una musica universale e sconfinata: «I cieli narrano la gloria di Dio, il firmamento annunzia l’opera delle sue mani. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia, senza discorsi, senza parole, senza che si oda alcun suono. Eppure la loro voce si espande per tutta la terra…».

Nel cielo, nella terra, nel giorno e nella notte, il Creatore parla. Ma oggi gli esseri umani non lo percepiscono più. Forse preferiscono o si preoccupano di tante altre cose, come narra un’antica storia.
Dalla sua finestra affacciata sulla piazza del mercato il Maestro vide uno dei suoi allievi, un certo Haikel, che camminava in fretta, tutto indaffarato. Lo chiamò e lo invitò a raggiungerlo.
«Haikel, hai visto il cielo stamattina?». «No, Maestro».
«E la strada, Haikel? La strada l’hai vista stamattina?». «Sì, Maestro».
«E ora, la vedi ancora?». «Sì, Maestro, la vedo».
«Dimmi che cosa vedi». «Gente, cavalli, carretti, mercanti che si agitano, contadini che si scaldano, uomini e donne che vanno e vengono, ecco che cosa vedo».
«Haikel, Haikel – lo ammonì benevolmente il Maestro –, fra cinquant’anni, fra due volte cinquant’anni ci sarà ancora una strada come questa e un altro mercato simile a questo. Altre vetture porteranno altri mercanti per acquistare e vendere altri cavalli. Ma io non ci sarò più, tu non ci sarai più. Allora io ti chiedo, Haikel, perché corri se non hai nemmeno il tempo di guardare il cielo?».
San Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20).
Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.
FISIONOMIA DEL CREATORE
Il canto del cielo e della terra è una voce potente che proclama l’esistenza del Creatore. Più la scienza si evolve, più scopre l’inevitabile necessità di un Creatore. Un Creatore che ci lascia il suo identikit nella Creazione.
L’Universo è sovranamente intelligente. Nel 1687 Newton scriveva nei suoi Philosophiae naturalis principia mathematica: «Questa magnifica costruzione che lega il sole, i pianeti e le comete non poté nascere se non dal pensiero e dal comando di un Essere intelligente e potente. E se le stelle fisse sono i centri di simili sistemi, anch’essi saranno tutti costruiti secondo un disegno e sottomessi all’azione di un solo Signore. Egli è eterno e infinito, onnipotente e onnisciente, governa tutto e conosce tutto, ciò che accade e che può accadere, è presente dall’infinito all’infinito».
Gli scienziati intravedono sempre più l’intelligenza incredibile del Creato. Paul Dirac, premio Nobel per la fisica, afferma: «Dio è un matematico eccelso che ha fatto ricorso a una matematica molto avanzata per costruire l’Universo».
George Smoot, premio Nobel per la fisica, dice: «L’evento più catastrofico che possiamo immaginare, il Big Bang, a guardare più da vicino, appare come qualcosa di finemente orchestrato».
Un altro Premio Nobel, Arno Penzias, afferma: «L’astronomia ci indica un evento unico, un Universo creato a partire dal nulla, che si regge sul delicatissimo equilibrio necessario per rendere possibile la nascita della vita, e che obbedisce a un progetto nascosto».
E il celebre professor Dyson confessa che «più esamino l’Universo e i particolari della sua architettura, più trovo delle prove del fatto che l’Universo, in un certo senso, doveva sapere che saremmo arrivati».
Questa nostra Terra è stata preparata come una culla proprio per noi.
L’Universo è incredibilmente bello. I bambini lo vedono anche in una pozzanghera per la strada o in una processione di formiche.
All’entrata della scuola si era formato un nutrito capannello di mamme che aspettavano i loro bambini. Naturalmente i bambini erano il soggetto della chiacchierata.
«La mia bambina fa dei disegni incredibili!» diceva una. «Pensate che il mio Fabio batte suo padre a scacchi!» incalzava un’altra». La mia bambina ha imparato a usare il computer molto meglio di me!»
Pareva che tutte avessero dei bambini eccezionali.
Solo una mamma era rimasta silenziosa. La guardarono con aria vagamente incuriosita. Lei disse: «La mia Sara sa fare una cosa: sa stupirsi. Davanti ad ogni cosa mi dice sorridendo a braccia aperte: “Mamma, che bello!”»
La piccola Sara è d’accordo con il grande Albert Einstein che disse: «Ci sono soltanto due modi di vivere. Uno è pensare che nulla sia un miracolo, l’altro è pensare che tutto sia un miracolo».
Rimane una questione. La domanda delle domande: perché? Perché Dio ha creato questo capolavoro? Scoprirlo è fondamentale per ciascuno di noi: perché un giorno, quello del mio compleanno, Dio mi ha messo qui?
L’Universo è un progetto amorevole. Il Creato è stato affidato agli esseri umani. Solo gli esseri umani “assomigliano” al Creatore: sono intelligenti e “creativi”, possono prendere decisioni, sanno che cosa significa amare. Il progetto, in fondo, è semplice: tu sei stato creato per amore e quindi tu amerai.
Anna Frank, prigioniera nella stanza dove era nascosta, scrisse: Prova anche tu, una volta che ti senti solo o infelice o triste, a guardare fuori dalla soffitta quando il tempo è così bello. Non le case o i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, sarai sicuro di essere puro dentro e tornerai ad essere felice.
















