I FIORETTI DI DON BOSCO
B.F.
Il gioco dei MATTONI
Neanche don Bosco sapeva quanti passi, quante scale, quante suppliche aveva fatto per poter costruire una chiesa più grande della misera cappella Pinardi. Ora la chiesa di San Francesco di Sales era stata consacrata.
Pensate che don Bosco si sarebbe preso un periodo di riposo? Dopo due giorni, cominciò a dire: «Dopo aver provvista una casa al Signore, bisogna prepararne un’altra pe’ suoi figli!».
La nuova costruzione doveva occupare lo spazio dell’antica casa Pinardi, partir cioè dalla nuova chiesa e protendersi fino alla casa Filippi, con tre piani oltre al sotterraneo e con doppia fila di camere. Un’ala parallela ed uguale in lunghezza alla sporgenza della chiesa di S. Francesco di Sales, con tre stanze ad ogni piano, doveva limitare il cortile a levante. La casa Pinardi sarebbe rimasta in piedi fino al termine della nuova costruzione.
I lavori stavano progredendo a vista d’occhio, quando, il 20 novembre 1852, un tratto di muro dalla parte di levante, per la rottura di un ponte, rovinò. Grande fu la costernazione e lo spavento di tutti. Don Bosco ripeté le parole che gli erano abituali nelle più dolorose circostanze: «Sia fatta la volontà di Dio! Tutto come Dio vuole!».
La costruzione riprese e stava per essere terminata, ma una notte una terribile bufera si abbatté su Valdocco e il muro a mezzogiorno crollò. Mamma Margherita, che stava per andare a dormire, si precipitò piangendo fuori dalla sua stanzetta; temeva che il figlio fosse rimasto sotto le rovine.
Anche i giovani, pieni di spavento, erano balzati dal letto, e correvano qua e là gridando.
Ecco che si udì il noto suono di un campanello e di lì a non molto apparve un lume in fondo al balcone. Era don Bosco che usciva tranquillo di camera, e scendeva a visitar le rovine. Appena comparve, da ogni parte i giovani presero a gridare: «Don Bosco!… Oh don Bosco!… Don Bosco è salvo!».
In quel momento crollò un altro pezzo di muro.
Don Bosco, con il solito sorriso sulle labbra esclamò: «Il demonio ha voluto darci un calcio; ma state tranquilli, il Signore è più forte di lui, ed egli non riuscirà a impedire l’opera di Dio».
Alle 8 del mattino, della nuova casa era rimasta in piedi soltanto una parte del muro prospettante il cortile, a mezzogiorno, un ragazzo, vedendo muoversi i pilastri, gridò: «Fuggite!»
Tutti fuggirono in mezzo al cortile, e tosto il muro precipitò con un fragore spaventoso, proiettando travi, pietre e mattoni a vari metri di distanza.
Don Bosco, sempre calmo, disse sorridendo: «Abbiamo giocato al gioco dei mattoni!».
Nell’ottobre successivo la nuova casa fu inaugurata.
















