LA NOSTRA BASILICA
Natale Maffioli
IL BATTISTERO
La basilica di Maria Ausiliatrice non è nata come parrocchiale, ma secondo i progetti di don Bosco è diventata parrocchia ed ha quindi anche un fonte battesimale e un battistero, anche se un po’ nascosti.
La chiesa di Maria Ausiliatrice non è nata come parrocchiale, tuttavia don Bosco si è sempre interessato ai fedeli della zona di Valdocco: dichiarò che tra i motivi secondari del nuovo edificio sacro c’era quello «di provvedere al bisogno religioso per la popolazione del vicinato specialmente nei giorni festivi».
Agli inizi del Novecento Maria Ausiliatrice fu insignita del titolo di basilica minore e successivamente anche di parrocchia. Uno dei primi parroci fu monsignor Michele Arduino; fu vescovo di Shiuchow (1948), poi, fu espulso dalla Cina nel 1951 e, appena tornato in patria, nominato parroco della basilica (dal 1952 al 1962).
Essendo però la chiesa insignita del titolo di basilica minore, non necessitava né di un battistero e neppure di un fonte battesimale, ma per rendere l’edificio completo dei suoi elementi essenziali tra il 1945 e il 1956 fu dotato di un battistero che fu realizzato alle spalle dell’altare di san Giuseppe; nell’ambito dei lavori di ampliamento del santuario era il prolungamento della grande cappella a sinistra dell’abside, denominata cappella degli studenti e degli artigiani.
Il costruito è, dal punto di vista architettonico, con pochi pregi artistici, è in definitiva una stanza con il soffitto decorato con lacunari occupati al centro da bottoni e rose canine in stucco su fondo di colore rosso e bleu; la decorazione perimetrale alta è fatta da baccellature terminanti con conchiglie di san Giacomo, simbolo dello strumento che nella tradizione era associato al battesimo. Le pareti interne però sono arricchite con affreschi realizzati dal pittore Carlo Morgari e recano sul bordo inferiore destro la firma dell’autore e la data “1956” con scene desunte dall’Antico e Nuovo Testamento, intervallate da lesene decorate con candelabre tratte dal repertorio di origine rinascimentale. Gli affreschi riportano: l’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo di Giacobbe, Mosè che fa scaturire l’acqua dalla roccia, Pietro salvato dall’affogamento nelle acque del lago di Genezareth, Tobiolo che pesca un pesce e lo eviscera. Tutte le scene hanno come riferimento l’acqua, elemento naturale indispensabile alla celebrazione del sacramento del battesimo. Sulla parete opposta alle scene bibliche è dipinto un finto tendaggio di broccato appeso ad un’asta.
Sul fondo della cappella è collocato il fonte battesimale alle cui spalle è stata disposta negli anni ’45 (dopo i bombardamenti patiti dalla basilica durante il secondo conflitto mondiale) una vetrata dipinta dal pittore Carlo Cussetti e realizzata dalla ditta Janni di Torino con la raffigurazione del Battesimo di Gesù, iconografia, questa, da sempre richiesta dai sacri canoni.
Il fonte battesimale non è enorme, ma di forme eleganti e preziose realizzato in marmo giallo antico. La vasca, appena al di sotto del conopeo (in legno e decorato con elementi floreali), è arricchita con una serie di rose canine, a basso rilievo, avvolte da foglione di olivo e raccolte tra due semplici cornici. La vasca, nella parte inferiore, è decorata con una elegante baccellatura ed è sostenuta da un rocco di colonna strigilato e la strigilatura termina con foglie di acanto. Il rocco si appoggia ad un fondo di arabescato orobico profilato di marmo nero del Belgio; il tutto poggia su una base con cornice di modanatura classica: toro, scozia a trochilo. Il fonte è affiancato da una serie di interessanti decorazioni a nicchia in marmo bianco di Carrara: le nicchie, con il fondo in alabastro, non sono profonde e sormontate da una mezza calotta sferica, questa è riempita da una conchiglia e sostenuta da una testina alata di cherubino.
















