COME DON BOSCO
PINO PELLEGRINO
I verbi dell'educazione 16 - Dire sì
Qual è la più bella parola del mondo? Giulia, quattro anni e mezzo: «Sì». «Perché?» «È la parola-chiave, apre la porta del mio cuore»..

Nell’Università dell’Arizona, gli psicologi hanno calcolato una formula che ritengono magica: R : P = 5 : 1. ‘R’ è la ricompensa, la lode; ‘P’ è la punizione, il rimprovero. Dunque, la lode deve stare al rimprovero come cinque sta ad uno. Chi in giornata ha ricevuto una punizione, deve ricevere cinque lodi. Lo stesso vale per i sì ed i no. I sì devono battere i no per cinque ad uno.
È logico che sia così: i no, infatti, si limitano a sgombrare il terreno, a formare il muro di protezione; i sì, invece, danno la spinta, ti mettono le ali, fanno crescere. Ecco perché è bene riempire di sì la vita del figlio. Quali sì? Vediamone alcuni, non, certo, tutti.
Sì al bel tempo in famiglia
Non è stato lui a chiedere di nascere. Dunque non è giusto che si incontri con facce oscure, mascelle grintose, musi duri.
La gioia è una dei diritti fondamentali del figlio. Gli psicologi dicono che, per star bene, un bambino deve poter ridere anche 500 volte al giorno! Ogni risata allontana la paura, gli permette di comunicare con il mondo, gli porta salute fisica e psichica. Insomma, un bel sì al bel tempo in famiglia! Eppure tante volte siamo noi la causa della tristezza del figlio.
Sì ai loro giusti desideri
La pedagogista Patricia Holland ci dà un ottimo consiglio: “Sarebbe bene che i figli venissero ascoltati tanto quanto sono guardati”. Ad ascoltare i figli non abbiamo che da guadagnarci. I figli, soprattutto se bambini, non conoscono l’autocensura; parlano franco e tondo. Non dicono quello che vogliamo, dicono quello che siamo! Perché, dunque, non dar loro la parola?
Ascoltiamo i messaggi che seguono. Sono tutti desideri sinceri e veri che attendono il nostro pieno “Sì!”.
Sì alla mia età
“Sono stanca dei momenti in cui siete innervositi e dite di non fare la bambina. Ma io sono una bambina!” (Annalisa, sette anni).
“I genitori poiché ci hanno visti nascere, tendono sempre a considerarci bambini e a tenerci in disparte, non credendo che possano interessarci i loro discorsi” (Paola, tredici anni).
Sì a giocare insieme
“Papà, sono contento quando mi afferri per il pigiama e mi fai volare come un vero aeroplano. Sono anche contento quando mi racconti come eri birichino da piccolo” (Luca, sei anni).
Sì al papà
“Quando a sera torna a casa papà, mi sembra di essere in vacanza”. (Laura, sei anni)
Sì alla gentilezza
“Papà e mamma mi piacciono quando sono gentili; il guaio è che gridano sempre”. (Anna, otto anni)
Sì all’accordo di papà e mamma
“Bravo papà! Hai fatto bene a sposare la mamma!” (Luigi, sette anni).
“Quando vi vedo innamorati, mi innamoro del mondo, della vita, di tutto” (Carla, dodici anni).
Sì al rispetto
“Ieri ero in camera mia che giocavo al computer. Arriva mia mamma e mi dice di andare di là a fare da mangiare, io, tutto contento, sono corso in cucina, e così mi ha detto di impanare le bistecche e di metterle a friggerle in padella. Ho messo una bistecca nell’olio bollente ma, siccome l’avevo lasciata cadere un po’ in fretta, l’olio è schizzato un po’ in giro ed ecco che mia madre si mette a gridare: ‘Vai via! Sai solo fare pasticci!’. Le ho detto: ‘Tutti possono sbagliare’, e sono tornato in cameretta molto triste” (Stefano, nove anni).
Sì al buon esempio
“Papà, vorrei che quando mangi, non sputi nel piatto” (Stefania, otto anni).
Sì alla sincerità
“Mia mamma dice sempre le bugie. Esempio: la sera quando vado a letto mi dice: ‘Mi lavo i denti e poi ti faccio compagnia’, e poi non viene. Capisco che è stanca, ma io preferirei che mi dicesse che non ne ha voglia” (Irene, dieci anni).
Sì alla coerenza
“Perché i miei genitori continuano a ripetere sempre le stesse cose? Se io però dico due volte di fila di comprarmi il giornalino, il papà mi dice: ‘Ma quante volte me lo ripeti? L’ho già sentito!’” (Carla, dieci anni).
“La mamma mi dice sempre che non devo interrompere quando gli altri parlano. Però quando io vedo in Tv la ‘Domenica sportiva’ e discuto con papà di sport, lei ci interrompe in continuazione. E a me viene il nervoso” (Leonardo, nove anni).
Sì ad essere ascoltati e guardati
“Quando ti recito la lezione, mamma, i tuoi occhi sono sfavillanti, le tue guance si arrossano e si vedono tutti i tuoi denti bianchi. Che bello!” (Gianlorenzo, otto anni).

















