COME DON BOSCO
PINO PELLEGRINO
I verbi dell'educazione 12 - Uno studente in PIENA FORMA
I genitori hanno un peso notevole sul rendimento scolastico del figlio. Certo, avete ragione a dire che la parte decisiva del successo è nelle mani del ragazzo: è lui che deve studiare, fare attenzione, impegnarsi. Avete anche ragione a dire che una buona fetta di responsabilità l’hanno gli insegnanti con la loro preparazione, forse non sempre eccellente, con il loro senso del dovere non sempre lodevole, con la loro scarsa sensibilità psicologica. Però resta certo che anche i genitori sono responsabili dell’andamento scolastico del figlio. Ebbene, volete che il vostro ragazzo sia sempre uno scolaro in piena forma? Seguite questo decalogo: potrà esservi utile.
- Create un ambiente raccolto e sereno
Le discussioni e le urla in casa, la radio e la televisione sempre a tutto volume provocano nervosismo e stordimento. Come può un ragazzo fare attenzione a scuola quando ha la mente imbottita di immagini e saltellante come il telefonino che ha usato pomeriggio e sera?
- Dategli una solida motivazione
II problema di fondo dei ragazzi è: “Perché dobbiamo studiare?” I genitori devono manifestare chiaramente le loro aspettative. Attraverso l’incoraggiamento e l’esempio soprattutto. In fondo, i bambini studiano per forza. Gli studi sono qualcosa che interessa gli adulti, non loro. I piccoli vogliono sapere, questo sì. Hanno una curiosità praticamente immensa, che la scuola ordina e incanala, come l’acqua destinata a produrre energia elettrica in una centrale. Questo richiede sforzo. Molti ragazzi non riescono però a vedere un obiettivo convincente nel susseguirsi delle materie scolastiche. La vaga indicazione di un mitico “pezzo di carta” non è più sufficiente.
- Lasciatelo dormire
Il ragazzo necessita di 8-10 ore di riposo al giorno. Dopo una serata tranquilla, lontana da spettacoli eccitati ed eccitanti, sarà bene che si infili sotto le coperte attorno alle 21.
Anche qui: come può un ragazzo esser vivo a scuola se già vi entra morto perché è stato sveglio fino alle 23 o alla mezzanotte e oltre?
- Nutritelo con intelligenza
Al mattino, con tutta la famiglia seduta attorno al tavolo (questo sarebbe l’ideale!) fa un’abbondante colazione: latte, pane, marmellata, burro. Nell’intervallo di mezza mattinata, poi, un buon frutto di stagione (una mela, un’arancia…) è sempre meglio delle più sofisticate merendine.
Insegnate un metodo di lavoro: il cervello diviene tanto più efficiente quanto più efficientemente viene usato. La memoria lavora tanto meglio quanto più viene fatta lavorare. L’intelligenza di molti giovani è a rischio di atrofia, semplicemente per mancanza di esercizio. Per poter riuscire a pensare, il bambino ha bisogno che gli si insegni a pensare. Per poter usare adeguatamente la memoria, ha bisogno che gli si insegni a ricordare.
- Lasciatelo muovere
Il ragazzo ha un naturale bisogno di movimento fisico. L’ora di ginnastica è senz’altro utile, ma non sufficiente. Un’ora e mezza di moto dopo pranzo è indispensabile per scaricare la tensione accumulata nella mattinata. Lasciatelo giocare. Il bambino prima di essere scolaro è sempre bambino. Ora, è proprio il gioco che gli permette d’essere tale. Per un ragazzo, giocare, non è mai tempo perso: è tutta esperienza che entra. Gli scolari più distratti sono spesso quelli che non sanno giocare o che giocano male. Ai corsi extrascolastici si può dire “sì”, a condizione che il loro impegno non superi un massimo di 3-4 ore settimanali.
- Siate presenti nella vita scolastica
Come sperare che un bambino prenda sul serio la scuola se i suoi genitori se ne disinteressano? I figli sentono importante quello che i genitori dimostrano di considerare importante. I genitori devono partecipare alle riunioni e agli incontri. Non come una specie di controparte dell’istituzione scolastica, ma come il più prezioso degli alleati. Non lasciateli soli, ma non sostituitevi a loro. Per quanto è possibile, i genitori devono evitare due comportamenti opposti: sostituirsi ai ragazzi nello svolgimento dei loro impegni oppure abbandonarli a se stessi, facendo al massimo “la guardia”.
- Insegnate loro a gestire il tempo
È importante che i genitori aiutino i figli a “tenere in ordine” la giornata, a fare una scaletta gerarchica degli impegni. È bene che i genitori controllino il diario con i figli. Per aiutarli a fare una programmazione che deve integrare con gli impegni scolastici anche divertimento, gioco, sport, attività collettive.
- Non aspettatevi troppo
(ma neppure troppo poco). Non pretendete che sia il primo della classe. Vi sono genitori che trasmettono al figlio l’ansia dell’interrogazione, del brutto giudizio, dell’insuccesso. E, proprio allora, l’insuccesso arriva puntuale. Evitate l’ansia da insuccesso. È necessario tenere sempre separata la stima per la persona del figlio dall’esito scolastico. Spesso il giudizio scolastico guarda solo il risultato e non tiene conto del progresso che ci può essere stato.
- Non giudicate gli insegnanti
in presenza del figlio. Piuttosto, se qualcosa non funziona, cercate di avere un colloquio franco con i maestri ed i professori. Quanto più l’intesa e la collaborazione scuola-famiglia sono profonde e leali, tanto più il fanciullo ne trae beneficio.
A casa, i ragazzi devono vedere concretamente “a che cosa serve la scuola”. Se la scuola non viene collegata alla vita, rischia di essere percepita come un’inutile vessazione. Il periodo scolastico dei figli è il più grosso investimento dei genitori per il futuro. Un investimento che va protetto in ogni modo. La scuola non è una condanna. Bisogna lottare, e molto, perché i ragazzi sentano il piacere d’apprendere, il piacere di leggere, il piacere di ragionare. L’amore per i libri, per esempio, di solito si impara in casa.
- Alla domenica…
poi, si sta tutti insieme: ci si diverte, si parla, si fa una scampagnata… Ecco: se seguirete questi consigli, il vostro ragazzo si presenterà tutte le mattine a scuola in pole position, in piena forma, preparato per essere uno scolaro attento, calmo, sereno.
















