LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
I SOLI EROI di cui ha bisogno la Terra
Ci sono anche moltissimi giovani che, in barba allo stereotipo che li etichetta come indifferenti e disimpegnati, rappresentano talvolta l’ultimo baluardo di resistenza di fronte all’imbarbarimento della società e ad una politica sorda al grido di dolore degli ultimi del mondo.
«Sventurata la terra che ha bisogno di eroi», esclamava Galileo Galilei in uno dei drammi più celebri di Bertolt Brecht. Non c’è dubbio, infatti, che una società che, per risolvere i propri squilibri e le proprie contraddizioni, ha bisogno di ricorrere all’intervento di figure eccezionali che mettano in campo misure straordinarie sia una società poco lungimirante, incapace di progettare e attuare misure strutturali a sostegno di chi è più fragile o di coloro che si trovano ad attraversare un momento di difficoltà. Una società che rincorre l’emergenza e che spesso non sa riconoscere e valorizzare il lavoro silenzioso e infaticabile di tanti uomini e donne che, con il proprio impegno quotidiano, tengono in piedi il mondo.
A dispetto di una retorica e di un immaginario collettivo che celebrano i gesti plateali e le personalità fuori dal comune, è infatti nella semplicità e nella discrezione che, non di rado, si consumano le storie invisibili di un’umanità autentica che ogni giorno combatte le proprie battaglie e, nel suo piccolo, dà il proprio contributo alla costruzione di una società migliore. È in questa “straordinaria normalità” che si cela la grandezza dei veri eroi: non personaggi da copertina, ma persone comuni che, lontano dai riflettori, lottano, amano e sognano, alimentando la speranza anche nei momenti più bui e riuscendo a vedere orizzonti laddove gli altri tracciano confini e alzano muri.
E tra questi eroi silenziosi «senza medaglie e senza trono» ci sono anche moltissimi giovani che, in barba allo stereotipo che li etichetta come indifferenti e disimpegnati, rappresentano talvolta l’ultimo baluardo di resistenza di fronte all’imbarbarimento della società e ad una politica sorda al grido di dolore degli ultimi del mondo. Sono tutti quei ragazzi e quelle ragazze che ancora scendono in piazza per sostenere un’idea o manifestare un dissenso, quelle migliaia di giovani volontari che ogni giorno fanno del loro meglio – nelle associazioni, nelle organizzazioni politiche, nelle parrocchie – per edificare una società più giusta. Tutti coloro che gettano il cuore oltre l’ostacolo e che, come moderni Don Chisciotte, non hanno paura di sembrare degli illusi se credono ancora in «un mondo all’altezza dei propri sogni» e, con coraggio e determinazione, inseguono l’utopia di una società più solidale e meno indifferente alle sofferenze dei più deboli. Ma anche tutti quei giovani adulti che, con le loro azioni quotidiane e la fatica dignitosa del proprio lavoro, ogni giorno scelgono la via della legalità e della gentilezza, senza ricorrere a compromessi o scorciatoie e rimanendo fedeli a se stessi e ai valori in cui credono.
Sono loro le “sentinelle del mattino” di cui, all’alba del nuovo millennio, parlava papa Giovanni Paolo II, messaggeri di una nuova cultura di pace e di giustizia che non si conforma ai dettami di una società che ci vuole individualisti e competitivi, ma che hanno il coraggio di andare controcorrente e di testimoniare con la propria vita che un mondo diverso è possibile. E con la loro forza discreta ma rivoluzionaria, con i loro gesti semplici ma significativi, con la loro immaginazione e le loro fragilità, restituiscono bellezza e speranza alla realtà, ricordandoci che il vero eroismo non risiede in imprese clamorose ed eccezionali, ma si manifesta nella grandezza delle azioni ordinarie e nell’audacia delle scelte quotidiane.
È di questi «eroi di tutti i giorni» che, oggi più che mai, ha bisogno la Terra!
A chi ha un sogno tra i denti e il cuore in gola,
a chi grida alla luna, ma ama ancora,
a chi si è sentito maestro, un allievo
e poi, in un attimo, perduto e straniero.
A tutti quelli sconfitti dal tempo,
ma sempre ostinati in un sentimento,
a chi crede ancora e fa del suo meglio,
con una speranza anche in mare aperto.
Chi affronta da solo la propria battaglia,
con una spada di latta ed un elmo di carta
e si alza ogni giorno sapendo che il mondo
forse è troppo difficile, ma gli corre incontro…
Per chi andarsene vuol dire non tornare,
per chi apre la sua casa a chi vuole entrare,
per chi trova un diamante in un pezzo di vetro,
una strada nel cielo.
A chi resiste anche nei giorni più duri,
dice cose straordinarie con parole comuni,
per i sogni di tutti e non solo di alcuni,
e vede orizzonti anche ad occhi chiusi…
Tu chiamali come vuoi,
io li chiamo soltanto eroi.
Eroi di tutti i giorni,
che a pensarli mi innamoro,
di ogni donna ed ogni uomo
che, ogni volta che li incontro,
se li canto, mi commuovo:
eroi a modo loro…
Tu chiamali come vuoi,
io li chiamo soltanto eroi.
Eroi che non ricordi,
senza medaglie e senza trono,
che non si arrendono davanti a niente
e sono, sì, eroi a modo loro,
eroi a modo loro…
(Fiorella Mannoia, Eroi, 2025

















