FMA
Monica Falcini
I primi cento anni della scuola
MADRE MAZZARELLO di Torino
Cent’anni e non sentirli. Soprattutto, non subirli, perché si può fare di meglio: viverli con la consapevolezza di una lunga storia alle spalle, da onorare e custodire, ma con l’energia di un giovanotto, che si incardina nel presente per rispondere alle sue necessità, e insieme sogna e spera con i ritmi generosi dell’età provetta.
Così è per la scuola Madre Mazzarello di via Cumiana 2, a Torino, della grande congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Ha aperto il bel portone all’angolo di corso Peschiera proprio cent’anni fa, rivolgendosi alle fasce deboli del quartiere con laboratori di sartoria e ricamo, con una scuola materna per i bimbi delle tante famiglie operaie e con corsi serali professionalizzanti. Nel volgere degli anni è cresciuta, si è qualificata, ha quasi raddoppiato la sua estensione, ed oggi è un grande plesso scolastico paritario che accoglie dai piccolissimi della sezione Primavera ai bimbi della scuola materna, che diventa primaria e secondaria, per finire con tre corsi liceali. Tutti gli angoli, dalle aule ai cortili, dalla veranda al salone, brulicano di una ricca e variegata umanità, che conta quasi novecento studenti e la giusta dose di docenti, educatori, collaboratori scolastici. Ultime, ma non meno importanti, le suore, espressione del carisma di don Bosco, per cui “basta che siate giovani perché io vi ami”. Ed è così ogni giorno. Per tutti.
Suor Enrica Ferroglio, direttrice della comunità, bisogna un pochino rincorrerla. È ovunque. Vien da chiedersi se il dono dell’ubiquità del santo di Castelnuovo sia passato anche a lei, o se sia semplicemente merito del fisico giovane e dell’impegno a non mancare mai. “Siamo rimaste in poche, noi suore, e qualche volta dobbiamo fare i salti mortali per aprire, chiudere, accogliere, insegnare, pregare, far quadrare i bilanci, collaborare con il territorio e tracciare nuovi percorsi. Ma siamo ben accompagnate: l’opposizione laici e consacrate è un retaggio del passato che non ci appartiene da tempo. Stiamo bene insieme, ci capiamo, rispettiamo le vocazioni individuali e lavoriamo con gioia, perché le case di don Bosco devono essere allegre!”
La sua mano destra (o il ventricolo sinistro? non è dato di saperlo!) è la professoressa Daniela Mesiti, che festeggia il centenario della scuola davvero “con il botto”. Nel suo caso, il botto è un bel fardello. Preside di lungo corso e di grande talento, da quest’anno dirige non solo l’infanzia e il liceo, ma l’intera scuola, in tutti i suoi ordini, in un carnevale di esigenze diversificate, mai sottovalutate, sempre prese a cuore. È donna senza orari, ama le camminate in montagna e forse per questo non la spaventano i percorsi in salita: con le pietre di inciampo è capace di farci un resort! Chi la conosce bene, come i suoi collaboratori più stretti, sa che si può sempre contare su di lei, per qualunque esigenza, professionale ma anche umana. Comprende, valorizza, accompagna. Guai in vista solo se comunica “Mi è venuta un’ideuzza”, perché lì scattano straordinari senza fine, ma anche nuove partenze verso traguardi che parevano impensabili.
Tornano sempre
E così la scuola cresce e ha salutato questo 2024 con iniziative di grande calibro: un musical dal titolo “Sei con noi”, memoria di Madre Maria Mazzarello, che ha visto oltre duemila persone riempire campo e spalti del Palazzetto dello Sport di Torino, per ricoprire tutti i ruoli che un musical di qualità esige: cantanti, ballerini, musicisti (che sinfonia quella band di suonatori di… secchielli e bacinelle!), coristi, suggeritori… E poi il festival della lettura, con scrittrici del calibro di Margherita Oggero, Alice Basso, Cristina Frascà, Valentina Petri, che di scuola se ne intendono quasi come di letteratura; il laboratorio d’arte in collaborazione con il Museo di Arte Urbana, che ha dato vita a due panchine d’artista nel cortile della scuola; la visita del Sindaco Lo Russo e la benedizione del vescovo monsignor Repole, che ha anticipato i tempi nel 2023. Per le iniziative da settembre a Natale… l’elenco è lunghetto e non si vuole spoilerare troppo…
Ma la vera festa del centenario è… tutti i giorni. Fonti ben informate riferiscono di fiumi di lacrime versate a fine quinta dai liceali che… salutano la scuola. Sono gli stessi che in tempi non sospetti non vedevano l’ora del decollo verso orizzonti più alti e ora abbracciano gli insegnanti dicendo “La Mazza rimarrà sempre la nostra casa”. E mantengono le promesse: i loro appuntamenti per cene o balli serali sono nella via, sotto le finestre delle suore, che ogni tanto si affacciano a salutare all’ennesimo colpo di clacson. Ma gli ex tornano, tornano sempre. E questo stropiccia il cuore dei loro insegnanti di tenerezza e nostalgia.
Chiunque voglia conoscere la scuola, è sempre ben accolto. Gli appuntamenti servono per garantire a ciascuno la dovuta attenzione e per non trovarsi in troppi a condividere le sedie del parlatorio o il tour delle aule. Ma c’è posto per tutti, fino al “proprio non ci stiamo più”!
La carica dei 101
“L’educazione è cosa di cuore”, recitava don Bosco. Questo è anche un caposaldo dell’offerta formativa della scuola Mazzarello, perché arriva al cuore dei ragazzi solo ciò che parte dal cuore dei loro maestri. E non si creda: anche la cultura fa questo percorso, perché il cervello dei giovani si apre a condizioni molto esigenti, che sono la sfida quotidiana dei docenti, anche i più esperti. E la Mazzarello vuole raggiungere traguardi di eccellenza anche sotto il profilo culturale, di cui sono testimonianza le curvature liceali e le innovazioni della scuola dell’obbligo, perché onesti cittadini si diventa anche attraverso una solida preparazione, conseguita con fatica e soddisfazione.
La Mazzarello è scuola, cultura, teatro, musica, tanto sport. È una finestra cui affacciarsi insieme, alunni e professori, per guardare il mondo, scoprirsene responsabili e cercare la maniera per restituire al creato e al Creatore talenti moltiplicati e messi a servizio. È modernità, nelle attrezzature, nei laboratori, nella costruzione di un ambiente di apprendimento intenzionale e sistematico, volto alla costruzione di competenze e abilità attraverso l’approccio esperienziale. Ed è tradizione, nel rispetto della migliore pedagogia salesiana, che chiede di essere “maestri in cattedra, amici in cortile”, che impone di amare al di sopra dei possibili nonostante…, e che spalanca orizzonti di infinito in una società che fatica anche solo a pensare oltre il ristretto orizzonte della materia.
Le previsioni post centenario parlano il linguaggio di una progettualità ampia, differenziata, inclusiva e innovativa. Pare che il motto di questo nuovo anno scolastico appena iniziato sia “La carica dei 101” e le energie non mancano in quel di via Cumiana. “Estote parati”, direbbe don Bosco. Traducendo oggi, stay tuned! Chiaro?
L’OFFERTA FORMATIVA
L’offerta formativa della scuola Mazzarello si articola in:
✦ scuola dell’infanzia, a partire dalla sezione Primavera per i bimbi di due anni, con bilinguismo;
✦ scuola primaria e secondaria di primo grado con potenziamento della lingua inglese;
✦ liceo linguistico a curvatura artistico ed enogastronomica, in collaborazione di Fondazione Torino Musei e Slow Food;
✦ liceo economio-sociale, con curvatura in economia civile, in collaborazione con la Scuola di Economia Civile;
✦ liceo scientifico scienze applicate, con curvatura in divulgazione scientifica.
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