STUDI E RICERCHE
FRANCESCO MOTTO
I dieci volumi dell’EPISTOLARIO di don Bosco
La monumentale impresa editoriale che ha permesso di raccogliere, catalogare e commentare l’intero epistolario di don Bosco (4682 lettere scritte dal 1836 al 1888), rappresenta una delle tappe più importanti della storiografia salesiana contemporanea.

Il lavoro di ricerca ha dato vita a dieci imponenti volumi, pubblicati tra il 1991 e il 2023 dall’editrice las dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. L’opera è stata interamente promossa e curata da don Francesco Motto, cofondatore ed ex direttore dell’Istituto Storico Salesiano, che ha dedicato oltre trent’anni a reperire le lettere sparse ovunque nel mondo, decifrare manoscritti, verificare date e redigere accurati apparati critici e note di commento. Oggi, peraltro, questa enorme miniera di informazioni è accessibile anche in formato digitale sul sito dell’Istituto Storico.
L’imponente corpus documentario è composto da missive scritte “di getto” da don Bosco, sotto la spinta dell’urgenza pastorale e di una straordinaria concretezza pragmatica. Lui stesso, nel Testamento spirituale, raccomandava estrema cautela nel caso in cui si fossero stampati i suoi scritti, ammettendo che la maggior parte delle lettere era stata redatta “precipitosamente”. Questa immediatezza trasforma l’epistolario in un immenso “diario aperto”, lo specchio fedele di un uomo d’azione, organizzatore instancabile e comunicatore avveduto.
La fitta rete di relazioni intessuta dal santo di Valdocco sbalordisce per la sua ampiezza e trasversalità sociale. Nelle pagine dell’epistolario egli tratta con la stessa naturalezza sia con i potenti della Terra sia con gli ultimi della società.
Dialoga con i vertici istituzionali (papi, vescovi, sovrani, ministri del Regno d’Italia…), non solo per motivi economici, ma spesso per difendere i diritti della sua Congregazione o per mediare in delicate trattative Stato-Chiesa; dialoga con il mondo della beneficenza (nobili, ricchi possidenti, borghesi, istituzioni pubbliche laiche e religiose…) per raccogliere i fondi necessari a mantenere i laboratori e le scuole dell’oratorio, sostenere le opere salesiane e le missioni patagoniche; dialoga con la famiglia salesiana con direttive pedagogiche e organizzative inviate ai singoli salesiani, ai direttori delle case salesiane, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ai primi missionari partiti per l’America Latina; dialoga con i suoi giovani mediante esortazioni affettuose e brevi ma incisivi consigli spirituali indirizzati direttamente ai suoi ragazzi, dove la severità educativa si stempera sempre in una profonda e paterna amorevolezza.
Un dialogo a tutto campo, una globalizzazione ante litteram di una passione educativa ed evangelizzatrice senza limiti.
Le nuove lenti interpretative degli esperti
La conclusione della pubblicazione dei dieci volumi è stata celebrata attraverso un ciclo di presentazioni ufficiali in tutta Italia. In queste occasioni esperti di varie discipline si sono confrontati sui testi, offrendo letture originali e complementari. Da questo ricco dibattito scientifico è nato il recente volume intitolato L’Epistolario di don Bosco. Prospettive multidisciplinari di lettura (Roma, las 2026), curato dallo stesso don Francesco Motto. Se l’edizione critica delle lettere ha reso disponibili i testi e gli apparati necessari per la ricerca, questo nuovo volume rappresenta uno dei primi tentativi sistematici di lettura interdisciplinare dell’intero corpus epistolare boschiano. Attraverso quindici diversi approcci il lettore viene accompagnato lungo percorsi interpretativi che mettono in luce la straordinaria ricchezza storica, culturale, educativa, religiosa e sociale delle lettere di don Bosco.
Da una parte esse costituiscono un tessuto narrativo e relazionale attraverso il quale si può seguire, quasi giorno per giorno, la nascita e lo sviluppo di un carisma; offrono la possibilità di entrare nel cuore e nella mente di don Bosco dall’ingresso in casa Pinardi nel 1846 al letto di morte nel 1888, mentre le scelte vengono pensate, pregate e faticosamente realizzate. Sono un invito a passare dalla sola ammirazione alla familiarità, dal racconto o aneddoto ascoltato alla parola accolta. Leggere le lettere significa entrare in un laboratorio vivo di discernimento e di azione, in cui la spiritualità si intreccia con la vita concreta, la fiducia nella Provvidenza accompagna la cura per i dettagli materiali. I salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i membri della Famiglia salesiana, gli amici ed ammiratori di don Bosco vi possono trovare nuove ispirazioni e inediti stimoli per un’imitazione creativa e aggiornata dell’operato del santo.
Da un’altra parte le lettere sono anche lenti d’ingrandimento per comprendere la complessità dell’Ottocento. Per lo storico civile esse restituiscono il clima di un Piemonte e di un’Italia in trasformazione: dalla costruzione degli Stati nazionali all’economia urbana e rurale, dalle migrazioni alla questione dell’istruzione popolare. Per lo storico della chiesa gettano un fascio di luce sulle tensioni e sulle prospettive di un cattolicesimo ottocentesco impegnato nel confronto con lo Stato moderno e di suoi processi di secolarizzazione. Dal punto di vista della storia dell’educazione le lettere documentano la sperimentazione di un inedito modello pedagogico. Gli studiosi di spiritualità si rendono conto che la santità di don Bosco si manifesta nella trama delle relazioni, nelle decisioni quotidiane, nella capacità di leggere gli eventi alla luce di una fiducia radicale in Dio e in una visione profondamente positiva della gioventù. Chi si occupa di comunicazione e di linguaggio creativo vi trova l’originalità dell’uso della parola scritta come strumento di governo, di mediazione, di consolazione e di costruzione di reti relazionali.
In sintesi il volume trasforma una monumentale raccolta di lettere tanto in un’appassionante lectio magistralis sull’essere e sull’operare di don Bosco, quanto in uno strumento vivo di ricerca scientifica.
















