TEMPO DELLO SPIRITO

CARMEN LAVAL

I dieci doni di san Giuseppe

Amato teneramente da Maria e da Gesù è il nostro forte e silenzioso protettore. È un modello di uomo e di padre quanto mai attuale per il nostro tempo

LA PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO

Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò il suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.

O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male. Amen.

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1. La forza del silenzio

Non chiede spiegazioni, non obbietta, si fida, crede e agisce. Senza tante parole. È intelligente, capisce il disegno e lo esegue. Un silenzio grazie al quale Giuseppe, all’unisono con Maria, custodisce la Parola di Dio. Nel silenzio e nella tranquillità della notte, gli angeli gli parlano.

Ricordati che il silenzio è la lingua di Dio.

2. L’umiltà

San Giuseppe è l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, che sa essere un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà.

Quante persone comuni, solitamente dimenticate, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo.

Oggi ringrazia chi pulisce il marciapiedi dove passi.

3. La vera paternità

Padri non si nasce, lo si diventa. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti. Essere padri significa introdurre il figlio all’esperienza della vita, alla realtà. Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libertà, di partenze.

Oggi un sincero «Ti voglio bene» al tuo papà. Ovunque sia.

4. Il coraggio

Giuseppe è solido, determinato e ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca. Giuseppe non è un uomo rassegnato passivamente, non cerca scorciatoie, ma affronta “ad occhi aperti” quello che gli sta capitando, assumendone in prima persona la responsabilità.

Oggi affronterai un problema che rimandi da troppo tempo.

5. Il lavoro

San Giuseppe era un costruttore. Egli è il vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e sua Madre. Il Cielo interviene fidandosi del suo coraggio crea-tivo e del suo lavoro quotidiano per mantenere la sua famiglia.

Benedici il tuo impegno quotidiano.

6. La protezione

Il Figlio dell’Onnipotente ha bisogno di Giuseppe per essere difeso, protetto, accudito, cresciuto. Dio si fida di quest’uomo, così come fa Maria, che in Giuseppe trova colui che non solo vuole salvarle la vita, ma che provvederà sempre a lei e al Bambino. Questo Bambino è Colui che dirà: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Così ogni bisognoso, ogni povero, ogni sofferente, ogni moribondo, ogni forestiero, ogni carcerato, ogni malato sono “il Bambino” che Giuseppe continua a custodire.

Anche tu proteggi i fratelli più piccoli.

7. La tenerezza

Giuseppe vide crescere Gesù giorno dopo giorno «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52). Come il Signore fece con Israele, così egli “gli ha insegnato a camminare, tenendolo per mano: era per lui come il padre che solleva un bimbo alla sua guancia, si chinava su di lui per dargli da mangiare” (cfr. Os 11,3-4). Gesù ha visto la tenerezza di Dio in Giuseppe.

Oggi sii gentile con chi incontri.

8. L’obbedienza

A Giuseppe Dio ha rivelato i suoi disegni. Giuseppe non esitò ad obbedire, senza farsi domande sulle difficoltà cui sarebbe andato incontro: «Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode» (Mt 2,14-15). In ogni circostanza della sua vita, Giuseppe seppe pronunciare il suo sì, come Maria nell’Annunciazione e Gesù nel Getsemani.

Vivi con gioia il “Sia fatta la tua volontà”.

9. La speranza

Come a Giuseppe, Dio ripete anche a noi: “Non abbiate paura!”. Occorre deporre la rabbia e la delusione e fare spazio, senza alcuna rassegnazione ma con fortezza piena di speranza, a ciò che non abbiamo scelto eppure esiste.

Metti la tua vita nelle mani di Dio e fidati.

10. L’intercessione

Santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa e grande devota a san Giuseppe: «Non ricordo ad oggi di avergli domandato cosa che non mi abbia concesso. Stupiscono le grandi grazie da Dio concessemi per mezzo di questo Santo beato, e i pericoli del corpo e dell’anima da cui mi ha sciolto. Il Signore vuole farci capire che, come sulla terra era suo padre e poteva comandargli, così in cielo può far quel che vuole».

Chiedi tutto ciò che il tuo cuore desidera a san Giuseppe. Ti ascolterà.

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