LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
Guariti dall’AMORE
Persino nei momenti in cui fatichiamo a proiettarci in modo costruttivo verso il futuro e a intercettare segnali di speranza cui aggrapparci possiamo incontrare sul nostro cammino dei gesti insperati di amore in grado di riscaldarci il cuore.

Nel cammino verso l’adultità ci ritroviamo, a volte, bloccati in una situazione di stasi, arenati nella vana ricerca di un sentiero da percorrere, di una direzione da seguire, di un orizzonte verso cui puntare lo sguardo e orientare i nostri passi. Improvvisamente, tutto ci sembra insensato, vano, refrattario a ogni nostro tentativo di discernimento e, di fronte a questa realtà sfuggente e dominata dall’individualismo, in cui ognuno appare ripiegato nella propria solitudine assordante, sperimentiamo un disorientamento e un senso di vacuità che, a lungo andare, diventano insostenibili. È in questi momenti che, come “figli di un Dio minore” che pare essersi dimenticato di noi, ci sentiamo gettati nel mondo, orfani di un senso che guidi la nostra vita, vulnerabili nel riscoprirci incapaci di salvarci da soli e di aver bisogno degli altri per tirarci fuori dal baratro in cui siamo precipitati.
Finiamo, così, per adattarci a “vivere per difetto”, imparando a fare a meno di una felicità che pensiamo non sia alla nostra portata, spettatori di un’esistenza che ci scivola addosso senza che riusciamo ad afferrarne ogni singolo istante, poiché ci manca il coraggio di lasciarci riempire dall’unica esperienza in grado di restituire significato alla nostra vita: l’esperienza dell’amore.
È l’amore, infatti, ciò che colma le nostre mancanze, che riscatta le nostre povertà e guarisce le nostre ferite; perché l’amore eccede ogni difetto o fragilità e trasfigura ogni cosa. È l’amore che, quando siamo impantanati nelle secche delle nostre paure, ci dà il coraggio di superare i nostri limiti, parlando al nostro cuore attraverso lo sguardo di chi ci vuole bene o la mano tesa di un amico. Ma soprattutto è l’amore che ci sprona al cambiamento, che mette le ali ai nostri piedi e che muove ogni nostra azione… esattamente come muove la natura intorno a noi, nella cui bellezza ed armonia la nostra anima si specchia.
Ecco perché un mondo privo di amore ci appare insopportabile! Ecco perché quando, nel nostro percorso verso la condizione adulta, ci viene a mancare l’amore per quello che facciamo, per le persone che abbiamo a fianco, per la vita che abbiamo scelto, tutto ci sembra franare, tutto perde significato e ci ritroviamo a girare a vuoto in questa insensatezza, senza “un posto dove andare”, senza “un cielo in cui volare” per restituire pienezza alla nostra quotidianità.
Ma persino in questi momenti di stallo, in cui fatichiamo a proiettarci in modo costruttivo verso il
futuro e a intercettare segnali di speranza cui aggrapparci per risalire dagli abissi della nostra disperazione, possiamo incontrare sul nostro cammino dei gesti insperati di amore in grado di riscaldarci il cuore e risvegliare in noi il desiderio di riprendere la strada, se necessario anche aggiustando il tiro di scelte sbagliate o che non ci appartengono. Un amore che può scaturire dalla presenza silenziosa di chi ci è accanto, dalla scoperta di una reciprocità in grado di curare la nostra solitudine, ma anche dall’incontro con un Amore ancora più grande e incondizionato che, nella misura in cui ci salva dal nostro buio interiore, ci sollecita a superare ogni timore ed incertezza e restituisce dinamismo e prospettiva al nostro andare.
Amor
che muovi il sole, le stelle e il mare,
tu dove sei, che qualcosa qui non va?
E già che siamo figli
di un Dio minore,
cosa vale un mondo senza te?
E fu così che,
accecato dal sole,
con in bocca un fiore,
son caduto al mondo, solo come te.
Questo mondo invano,
vecchio da bambino,
dove andiamo andiamo,
ognuno pensa a sé…
Amor
che muovi il sole, le stelle e il mare,
tu dove sei, che qualcosa qui non va?
E già che siamo figli
di un Dio minore,
non posso sopportare
un mondo senza di te…
Ci vuole un cielo per volare,
ferite e ali addosso,
vivi per difetto
in questo posto qua.
Immacolato cielo
che ci vendemmi il cuore,
benedetto sole
questo cuore qua.
Io non voglio un mondo senza di te.
Amor
che muovi il sole, le stelle e il mare,
tu dove sei, che qualcosa qui non va?
E già che siamo figli
di un Dio minore,
non posso sopportare
un mondo senza di te.
Ci vuole un posto dove andare,
lacrime da salvare
e un arcobaleno
in fondo agli occhi tuoi che,
accecata dal sole,
con in bocca un fiore,
sei caduta al mondo, sola come me.
Io non voglio un mondo senza di te…
(Zucchero, Amor che muovi il sole, 2024)


















