DON BOSCO NEL MONDO
Marcella Orsini
Gli strumenti della
MISSIONE SALESIANA
(Planning and Development Offices)
La complessità è la sfida crescente della società globale e la famiglia salesiana, con le sue strutture di governo e organizzazioni, è chiamata a dotarsi di strumenti che contribuiscano a interpretarla e a gestirla, per poter impattare in maniera significativa sul miglioramento delle condizioni di vita di chi soffre a causa di povertà e mancanza di opportunità.

Ai Salesiani di Don Bosco appare chiaro il mandato apostolico affidato loro dalla Chiesa e non mancano di creatività e di propensione al rinnovamento, per compierlo “in una pluralità di forme, determinate in primo luogo dalle esigenze di coloro a cui ci dedichiamo”, scrivono i Figli di Don Bosco nelle Costituzioni, l’insieme delle regole per l’identità salesiana.
Inoltre, affermano: “Attuiamo la carità salvifica di Cristo, organizzando attività e opere a scopo educativo pastorale, attenti ai bisogni dell’ambiente e della Chiesa. Sensibili ai segni dei tempi, con spirito di iniziativa e costante duttilità le verifichiamo e rinnoviamo e ne creiamo di nuove”.
Il quadro di riferimento entro cui i Salesiani operano è ben definito e dare al bene la possibilità di esser fatto in maniera coordinata e organizzata è un obiettivo, oltreché una vocazione, che contribuisce a “creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli”.
Il benessere delle persone che le differenti realtà salesiane raggiungono e coinvolgono rappresenta il ritorno e lo specchio di questa forza e di questa qualità organizzativa e istituzionale, in un continuo impegno di interpretazione delle differenze e di discernimento della proposta educativo-pastorale da presentare negli svariati contesti in cui la Congregazione è presente.
In questa prospettiva va inquadrata la gestione della missione salesiana per i giovani esclusi e privi di opportunità attraverso uffici dedicati alla pianificazione e allo sviluppo interni alle Ispettorie, i Planning and Development Offices (pdo).
Già il “Progetto di animazione e amministrazione del Rettor Maggiore e del suo Consiglio Generale nel sessennio dal 2014 al 2020 stabiliva, come prioritaria, l’istituzione dei pdo, diventata oggi una realtà imprescindibile che fornisce alle Ispettorie uno “strumento di sostegno per la qualificazione, efficacia, professionalità, creatività e coerenza della risposta salesiana nel mondo” come riportano le “Linee generali del modello e funzioni dell’Ufficio di pianificazione e Sviluppo nel mondo”, pubblicate dall’Economato Generale a Novembre del 2018, all’indomani dell’incontro Internazionale dei pdo a Nairobi.
Le condizioni di vita della maggioranza delle popolazioni dei Paesi in cui i Salesiani sono presenti non garantiscono a tutte e tutti pari accesso alla giustizia sociale per costruire un progetto di vita solido e a lungo termine. La sicurezza delle persone è minacciata dalla privazione e dalla violazione dei diritti umani a loro tutela ed è per questo che le azioni dei Salesiani per quelle più marginalizzate e in difficoltà, che siano a breve, medio o lungo termine, devono necessariamente essere pianificate in maniera strategica, perché siano sostenibili ed efficaci, avendo cura che le risorse, umane ed economiche, locali o provenienti dalla solidarietà internazionale, siano impiegate secondo un sistema di gestione maturo e organizzato a più livelli.
Gli incontri sui pdo che si sono tenuti ad Hyderabad nel 2011 ed a Nairobi nel 2018 sono stati due pietre miliari per la Congregazione in questa direzione e hanno fornito alle Ispettorie la prospettiva di dotarsi tutte di uno strumento di pianificazione e sviluppo, per dare forza esecutiva al quadro di riferimento educativo-pastorale e stabilità al sistema di promozione e di tutela dei diritti umani.
L’esperienza dell’Ispettoria salesiana di Colombia-Bogotà
Per fornire un’esperienza concreta, diventata nel tempo un modello e un riferimento, abbiamo incontrato Elma Mireya Ardila Duarte, oggi Coordinatrice dell’Ufficio Relazioni Istituzionali e Accompagnamento al Lavoro dell’Ispettoria salesiana di Colombia-Bogotà (cob) e nel recente passato Coordinatrice dell’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo Ispettoriale.
Mireya ci racconta come si è svolto il processo di costruzione di un pdo diventato il centro di creazione di una metodologia gestionale per tutta l’Ispettoria, in relazione a tutti i portatori d’interesse, in primo luogo i giovani più poveri e le loro comunità di appartenenza. Inoltre, come questo percorso abbia generato e potenziato la cooperazione con le altre Organizzazioni della Società Civile e la rappresentanza istituzionale dei Salesiani presso la Comunità Internazionale.
Qual è stata la spinta che vi ha portate e portati tutti, salesiani e laici, agli incontri istituzionali presso l’Unione Europea e le altre istituzioni internazionali?
Elma : «La risposta a questa domanda deve essere data secondo due punti di vista. L’Ispettoria Colombia-Bogotà ha intrapreso un cammino da diversi anni durante i quali ha scelto di identificare e realizzare processi organizzati e nuovi modi di svolgere la missione a favore dei più poveri. Durante questo cammino abbiamo cominciato a pianificare la missione salesiana in una prospettiva di gestione per lo sviluppo, in cui tutti i processi sono assunti strategicamente, per far sì che la missione abbia significato. In quest’ottica, l’Ufficio Relazioni Istituzionali e Accompagnamento al Lavoro è stato creato in risposta alle continue richieste da parte delle aziende dei curricula dei nostri diplomati e laureati per i loro processi di selezione, fino a quel momento gestiti in maniera disorganizzata e poco funzionale. Abbiamo capito che si trattava di un’opportunità per stabilire alleanze e accordi con queste stesse aziende e con altre organizzazioni che avrebbero reso visibili le attività educativo-pastorali dell’Ispettoria. Queste relazioni non sarebbero state di breve durata, ma sarebbero state sostenibili. Per rispondere a questa riflessione, è stato necessario cercare informazioni a livello di Congregazione sull’esistenza di uffici simili e in questo esercizio ci siamo imbattuti nella proposta di advocacy che il Dicastero per la Pastorale Giovanile sta sviluppando da alcuni anni.
In un secondo momento, come risultato di questa ricerca, sono stati realizzati alcuni incontri istituzionali presso l’Unione Europea e altre istituzioni internazionali. Dal Coordinamento delle Opere Sociali della Congregazione attraverso don Rafael Bejarano, nel dicembre 2022, siamo stati invitati a partecipare al processo di redazione di un report sui diritti umani nel contesto della presentazione della Colombia alla Revisione Periodica Universale del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che ha avuto luogo a Ginevra nel mese di Novembre 2023.
Abbiamo incontrato per questo a Bogotà e Medellin il salesiano referente alle Nazioni Unite in quel momento, don Thomas Pallithanan che, insieme a don Rafael Bejarano, coordinatore del Settore delle Opere Sociali del Dicastero per la Pastorale Giovanile, ci ha introdotti nel mondo dell’advocacy. Abbiamo svolto questo lavoro insieme all’Ispettoria della Colombia-Medellín (COM) con la quale abbiamo formato un’équipe e in quattro mesi abbiamo completato il report per il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Nello svolgimento di questo compito, abbiamo compreso l’importanza e la dimensione delle azioni di advocacy come strumento che ci permette di rendere visibile la realtà dei nostri destinatari in quanto titolari di diritti di fronte ai portatori di doveri, lo Stato, ma anche il nostro dovere di portatori di doveri. Pertanto, oltre a realizzare un primo report della Società Civile in questo contesto, era necessario continuare a formarci su ciò che significa costruire azioni di advocacy.
Ad agosto del 2023, prima di recarci a Ginevra, si è tenuto presso l’Ispettoria il primo workshop su Advocacy e Diritti Umani durante il quale abbiamo stabilito le azioni e il percorso con le organizzazioni interessate, in base alla loro missione, a conoscere la situazione dei bambini e dei ragazzi vittime del conflitto armato in Colombia che per noi è fondamentale rendere visibili. Insieme al Dicastero per la Pastorale Giovanile, attraverso il Don Bosco International, l’organizzazione salesiana di rappresentanza presso l’Unione Europea con sede a Bruxelles, abbiamo gestito numerosi incontri con le Organizzazioni della Società Civile e le Istituzioni europee attive nel campo dei diritti umani».
Ci spieghi com’è avvenuto questo processo?
Elma: «La nascita della mia attuale posizione e del mio ufficio è il risultato della riflessione che ha avuto luogo dai miei inizi con la rete delle scuole e dei Centri di Formazione Professionale nel 2020 e le azioni di ristrutturazione proposte dal nostro Economo Ispettoriale don Rafael Lasso. È stato lui a indicarci la necessità di ampliare la nostra visione verso la Direzione di Sviluppo Missionario, intesa come un’équipe strategica che aiuti a proporre percorsi efficaci per la missione salesiana nella comunità ispettoriale di oggi nei suoi diversi ambienti e settori. Così, dal 2021, l’équipe di gestione dello sviluppo missionario anima le linee di lavoro di tutta l’Ispettoria in materia di pianificazione strategica, sistemi di gestione, progetti di cofinanziamento, processi ambientali, relazioni istituzionali, advocacy e imprenditorialità.
È in questo contesto che è nato l’Ufficio Relazioni Istituzionali e Accompagnamento al Lavoro, per supportare il processo di inserimento lavorativo dei diplomati e dei laureati come strategia per chiudere il ciclo di accompagnamento dei giovani per l’inserimento nei settori produttivi del Paese. Successivamente, è stato avviato un progetto di cofinanziamento che prevedeva l’inserimento lavorativo come indicatore chiave del progetto che ha motivato la mia partecipazione a questo processo, portandoci a riflettere come équipe tecnica sull’importanza non solo della responsabilità di accompagnare l’inserimento, ma anche di capire che il vero impatto della formazione educativa pastorale diventa evidente proprio nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso sia l’imprenditorialità sia l’occupabilità.
Nel corso degli anni si è fatta strada l’idea secondo cui si è ritenuto che la collocazione più appropriata per questo servizio fosse quella della Direzione per lo Sviluppo delle Missioni, in seguito è stato incluso il Sistema di Gestione Ambientale, assumendo così il nostro compito di essere un servizio di supporto allo sviluppo della missione salesiana che si svolge attraverso la Pastorale Giovanile, le missioni, la formazione, la comunicazione e la famiglia salesiana».
Come collaborano salesiani e laici nell’ispettoria colombiana di Bogotà?
Elma: «L’Ispettoria è maturata in relazione al lavoro corresponsabile tra salesiani e laici e questa realtà sta diventando sempre più evidente attraverso: l’impegno in un progetto ispettoriale di formazione congiunta, dove salesiani e laici rafforzano l’identità carismatica e crescono professionalmente; l’affidamento ai laici di posizioni e incarichi chiave come le commissioni locali, il coordinamento dei servizi a livello provinciale nel settore della pastorale giovanile, la direzione di scuole e istituti tecnici, la leadership in processi come la gestione dello sviluppo missionario; la partecipazione dei laici agli organismi di animazione e di decisione, ai capitoli ispettoriali, ai consigli di gestione delle scuole, ai consigli parrocchiali, alla Commissione economica, all’Equipe esecutiva della direzione ecclesiastica, tra gli altri».


















