LA NOSTRA BASILICA
Natale Maffioli
Gli ARCANGELI di Valdocco
Don Bosco aveva un debole per gli angeli. E gli angeli lo ricambiavano con straordinario affetto. Non c’è da stupirsi se sui campanili della Basilica di Maria Ausiliatrice, con la statua della Madonna benedicente ha voluto le statue dorate di due magnifici arcangeli.
Per la facciata esterna della Basilica di Maria Ausiliatrice, l’architetto Spezia si ispirò alla facciata di San Giorgio Maggiore in Venezia, disegnata dal Palladio. Chi guarda la chiesa dall’imbocco della piazza presso corso Regina Margherita, vede splendere le statue dorate della Madonna sulla cupola (alta 4 metri, opera dello scultore Boggio) e degli angeli sui due bassi campanili: l’arcangelo Gabriele a destra e l’arcangelo Michele a sinistra.
Gli arcangeli dei campanili sono stati recentemente restaurati e indorati. Sono in rame battuto e indorato, la loro altezza è di due metri e mezzo.
Don Bosco stesso ne aveva fatto il disegno. A destra: un arcangelo, recante con la mano sinistra una bandiera, in cui, a traforo nel metallo e a grossi caratteri, è scritto: “Lepanto”. A sinistra un altro, in atto di offrire con la mano destra una corona d’alloro alla Santa Vergine, dominatrice sulla cupola.
«In un primo disegno, che noi abbiamo visto» scrive don Lemoyne nelle Memorie Biografiche, «anche il secondo angelo sollevava una bandiera sulla quale era, pur a traforo la cifra 19… seguita da due fori. Indicava una nuova data e cioè il mille novecento, ommesse le decine ed unità di anni. Si mise poi, come si è detto, in mano all’angelo una corona: ma noi non abbiamo mai dimenticato quella data misteriosa, la quale, a parer nostro, indicava un nuovo trionfo della Madonna».
Il messaggio degli angeli
I due arcangeli sono in posizione avanzata rispetto alla statua della Madonna. È come se la precedessero. Così ha voluto don Bosco, grande devoto degli angeli. All’altare dell’Angelo Custode ha celebrato la sua prima Messa. Agli angeli ha dedicato il suo primo libro. Gli angeli affollano le opere d’arte con la loro grazia, la loro bellezza. Sono il soggetto onnipresente nelle chiese, nelle edicole devozionali lungo le strade, sugli spalti dei ponti. Sottolineano la potenza e la gloria di Dio. La Vergine ne è quasi sempre circondata – lei è la Regina degli angeli – così come i santi sono accompagnati dagli angeli. Sono la rappresentazione di creature che non vediamo, ma che riempiono della loro presenza cielo e terra. E qualche volta sono ben visibili, come il Grigio di don Bosco.
I due arcangeli della Basilica sono un dolce messaggio di don Bosco a tutti quelli che verso di loro alzano lo sguardo.
Gli angeli di cui ci parla la Bibbia ci indicano che in tutte le situazioni della nostra vita entra una vicinanza che sana e salva. Dio non è solamente il mistero lontano e inconcepibile, ma egli interviene concretamente con gli angeli nella nostra vita. Ci manda angeli sotto figura di uomini, che fanno un tratto di strada con noi e ci aprono gli occhi per la realtà vera. Ci invia angeli che nel sogno ci additano una via d’uscita da un vicolo cieco, che nel sogno ci porgono medicine per la nostra anima e ci slegano le catene. Dio ci aiuta con l’angelo che sta dentro di noi, nel nostro cuore, nei nostri pensieri, nei delicati impulsi della nostra anima. Se, come fa la teologia, consideriamo gli angeli esseri creati, la vicinanza di Dio si concretizza in loro in una realtà creata, sperimentabile.
Questo è un messaggio consolante, un messaggio che recupera il Dio lontano e inconcepibile e lo inserisce nella realtà della nostra vita quotidiana.



















