BS Giugno
2026

NUOVE FRONTIERE

Antonio Carriero

Formare i Salesiani oggi.
LA NUOVA RATIO
tra cuore e Intelligenza Artificiale

Nasce la quinta “Ratio” dei Salesiani di Don Bosco. Non un manuale di regole, ma una bussola per essere, oggi, nel tempo dell’IA e delle sfide digitali, il sorriso di don Bosco per ogni giovane che i salesiani incontrano.

C’è una stanza a Valdocco che custodisce un segreto datato 26 gennaio 1854. Fuori fa freddo, ma dentro quattro ragazzi e un prete dal cuore grande stanno decidendo di cambiare la storia. In quella sera, don Bosco propone loro un «esercizio pratico della carità»: da quella piccola scintilla nacque un nome che oggi risuona in 134 nazioni: Salesiani.

Esattamente 172 anni dopo, il 26 gennaio 2026, la Congregazione ha scelto di abitare nuovamente quella data carica di profezia. Lo ha fatto per consegnare a ogni suo figlio e a ogni laico che ne condivide la missione la quinta edizione della Ratio, dal titolo significativo: “La formazione dei Salesiani di Don Bosco”.

La nuova Ratio è la bussola che prova a rispondere alla domanda che ogni genitore, educatore o giovane si pone oggi: “Di quale guida hanno bisogno i ragazzi in questo cambiamento d’epoca?”.

Il salesiano tra cuore e schermo

Il mondo non è più quello del 2000, anno della precedente edizione della Ratio. Oggi i nostri ragazzi vivono immersi in un habitat digitale che non è più un semplice strumento, ma una vera e propria dimensione di vita. La nuova Ratio affronta questa realtà con una modernità sorprendente: non guarda all’Intelligenza Artificiale come a un nemico da temere, ma come a una nuova frontiera da abitare con sapienza. È l’impegno concreto di chi sceglie di non lasciare i giovani soli nelle tempeste del web. Ci viene ricordato che il Salesiano di oggi deve essere un evangelizzatore digitale, qualcuno cioè capace di spegnere lo schermo per accendere il cuore, certo, ma anche in grado di usare quegli stessi schermi per portare una parola di speranza a chi, oggi, si sente disconnesso e scarico.

Un sogno condiviso: 3600 voci da tutto il mondo

C’è una bellezza profonda nel modo in cui questo testo è venuto alla luce. Non è il frutto del lavoro solitario di pochi esperti chiusi in un ufficio romano; è, al contrario, un vero capolavoro di «sinodalità». Per cinque anni, infatti, la Congregazione ha scelto di mettersi in ascolto del battito del mondo, raccogliendo oltre 3600 testimonianze da ogni angolo del pianeta.

Vi hanno partecipato tutti: dai confratelli anziani ai giovani in formazione, fino ai tantissimi laici e alle famiglie. Ne è nato un racconto che riflette l’incredibile ricchezza delle culture e delle centinaia di lingue parlate dai figli di don Bosco nei 137 Paesi del mondo. È un sogno scritto a più mani, che profuma di universalità.

La scuola per il cuore salesiano: imparare dai più piccoli

In queste pagine vibra quella che don Fabio Attard definisce l’«opzione Valdocco»: una verità profonda che ci riporta alle nostre radici più autentiche. La Ratio lo ribadisce con una forza che scuote l’anima: un Salesiano non può dirsi davvero tale, non può realizzarsi pienamente, se resta lontano dai giovani, specialmente dai più poveri. La formazione non si esaurisce tra i banchi di scuola o nel silenzio di una cappella. La partita vera si gioca nel «sacramento della presenza», stando in mezzo ai ragazzi di strada, ai migranti, ai rifugiati e a chiunque sia rimasto senza voce. Paradossalmente, sono proprio loro – i piccoli, i vulnerabili – i nostri veri «formatori», gli unici capaci di educare davvero il cuore di un figlio di don Bosco. È solo abitando la loro vita, sporcandosi le mani con la loro realtà, che si impara l’arte difficile di essere padri e fratelli; pronti a dare tutto, seguendo l’esempio del nostro Santo fondatore.

Salesiani e Laici: la santità che nasce dalla condivisione

Nel sogno di don Bosco, Salesiani e laici camminano e lavorano fianco a fianco. La nuova Ratio trasforma questa collaborazione in una priorità assoluta, parlandoci di formazione congiunta. Non esistono più un «chi insegna» e un «chi esegue» – logica che appartiene ai servi e non agli amici – ma un cammino condiviso dove la professionalità del laico e la consacrazione del religioso si fondono per l’unico scopo che conta: il bene dei ragazzi. È il dono prezioso di una «santità condivisa». Sapere che chi educa i nostri figli compie questo percorso insieme alle famiglie e ai collaboratori rende le nostre case salesiane non semplici strutture, ma vere «famiglie di famiglie».

Sempre discepoli e in continua formazione

Forse il tratto più profondamente umano di questa Ratio risiede proprio nell’insistenza sulla formazione permanente. Il Salesiano che emerge da queste pagine, infatti, non è un «eroe arrivato», ma un uomo reale che attraversa – come ognuno di noi – le diverse stagioni della vita: dall’entusiasmo della giovinezza alla fatica dell’età adulta, fino alla sapiente vulnerabilità della vecchiaia e della malattia. Proprio per questo, il testo è un invito costante a restare «discepoli» per sempre, lasciandosi evangelizzare dalla vita e dalla grazia in ogni istante. Come ci ricorda il Rettor Maggiore, questa pubblicazione non segna affatto il fischio finale del novantesimo minuto; al contrario, è il calcio d’inizio di una partita meravigliosa da giocare, ogni giorno, sul campo della nostra quotidianità.

Una lucerna nella notte ancora oggi

In un mondo che sembra aver smarrito la «bussola del bene», noi Salesiani sentiamo il bisogno di rinnovarci, restando però fedeli a quella «lucerna nella notte» che brillava già nel primo oratorio di Valdocco.

Questa nuova Ratio non è solo un documento ma è la nostra voce viva, il modo in cui oggi i figli di don Bosco dicono a ogni giovane: «Vogliamo conoscerti davvero, abitare il tuo mondo digitale e difendere la tua dignità, camminando al tuo fianco». Per tutti noi della Famiglia Salesiana, sapere che il nostro progetto educativo sa rifiorire con questo vigore è la notizia più bella dell’anno. Ci dice che il Sogno di don Bosco continua e che oggi abbiamo una mappa più chiara per camminare, tutti insieme, verso il futuro.

«O DI DON BOSCO O DI NESSUNO»

Commentando questa quinta edizione della Ratio in un video, il Rettor Maggiore don Fabio Attard usa parole di profonda umiltà e ci sprona a non subire il testo come un mero adempimento burocratico ma ad accoglierlo come un’occasione di vera conversione. Citando don Rinaldi, ha ribadito con forza: «O siamo di don Bosco o siamo di nessuno». Per don Fabio, questo processo ha un solo scopo: trasformarci in un sorriso e in una mano amica per i giovani che attraversano le tempeste del presente. La Ratio stessa, nelle sue parole, cambia natura: «Non è un timbro finale, ma solo il fischio d’inizio».

RADICI, RAMI E VOCI CHE FANNO FIORIRE I SALESIANI

La stesura della nuova Ratio è stata un vero e proprio «cantiere aperto», un percorso ricco di dettagli sorprendenti che sanno di vita vissuta. Nelle prime fasi del lavoro, i redattori non si sono limitati a compilare tabelle e paragrafi, ma hanno voluto disegnare un vero “albero” della Ratio: hanno identificato radici, rami e foglie per rappresentare visivamente come la formazione debba far fiorire l’unicità di ogni salesiano.

A dare respiro mondiale a questo progetto è stata una consultazione senza precedenti, con oltre 3600 risposte da confratelli, comunità e laici dai cinque continenti. Tra queste, un’attenzione speciale è stata dedicata al protagonismo dei giovani.

Numerosi giovani salesiani in formazione sono stati scelti dai loro stessi compagni per partecipare a gruppi di studio e redazione. Non come semplici “intervistati”, ma chiamati a raccontare come “architetti” del loro stesso futuro come sognano di essere formati in vista della missione che li attende.

Nonostante le numerose lingue parlate dai figli di don Bosco, la Ratio ribadisce l’importanza dell’italiano come lingua del cuore, la lingua di don Bosco, fondamentale per tornare alle fonti e ascoltare le parole originali del Fondatore senza filtri, attingendo direttamente al cuore di Valdocco.

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