BS Dicembre
2023

SALESIANI

SARAH LAPORTA

«Essere Salesiani qui è una sfida»

Incontro con Derosi Raja Gnana Pragasam, Salesiano in Ungheria

Può presentarsi?

Sono don Derosi Raja, missionario salesiano in Ungheria. Sono indiano di origine. Vengo dal Tamil Nadu, la parte meridionale del mio Paese. 22 anni fa ho professato i voti religiosi e da 9 anni svolgo il mio servizio come sacerdote. 16 anni fa sono arrivato in Ungheria come missionario. Ho studiato teologia e formazione per insegnanti in ungherese. Ho lavorato nella mia Ispettoria come Viceprovinciale, Rettore, Delegato provinciale per la formazione e la missione.

Perché sei salesiano? Come è nata la tua vocazione?

Quando avevo tre anni, l’allora Santo Padre Giovanni Paolo II visitò per la prima volta l’India. La sua visita non fu solo una benedizione ma anche un’ispirazione per me. È stato emozionante quando ho sorpreso gli anziani del mio villaggio e i miei amati genitori dicendo che sarei diventato Papa. A quei tempi non sapevo quanto fosse difficile essere un pastore nella Chiesa e non conoscevo la differenza tra un sacerdote religioso e un sacerdote diocesano. Man mano che la mia famiglia si avvicinava alle Suore Salesiane, attraverso di loro ho conosciuto don Bosco, il Pastore dei giovani. Alla fine sono entrato nell’aspirantato salesiano all’età di 13 anni e ora sono completamente per la Chiesa e la Congregazione salesiana.

Come hanno reagito i tuoi genitori?

I miei genitori erano timorati di Dio. Mia madre voleva farsi suora da giovane, ma sua madre non glielo permise perché era l’unica figlia della famiglia. Si sposò con mio padre e mise al mondo cinque figli. Ha messo ognuno di noi nelle cinque piaghe del Signore crocifisso. Io fui l’ultimo a nascere; quindi, probabilmente, mi pose sulla ferita del costato di Gesù, dove fu trafitto dalla lancia. Da questa ferita sgorgarono l’acqua e il sangue come sacramenti, prefigurando il battesimo e l’eucaristia.
È stato grazie alla preghiera e all’esempio della mia pia madre che sono diventato sacerdote. Purtroppo morì prima della mia ordinazione sacerdotale.
I miei genitori mi hanno consegnato volentieri alla Chiesa. Quando ho espresso il desiderio di andare in missione, mia madre mi ha detto: “Derosi, vai dove Dio ti vuole. Chi sono io per bloccarti?”.

Com’è il luogo in cui svolgi il tuo lavoro?

Ho lavorato per sette anni in una scuola e in una casa fondate per la prima volta dai Salesiani in Ungheria. Istruisco bambini e adolescenti nella fede. Molti si sono avvicinati a Cristo e si sono uniti alla Chiesa cattolica grazie alla mia umile strumentalità. Ogni anno preparo un gruppo di giovani ai sacramenti come il battesimo, la confessione, la comunione e la cresima. Alcuni genitori dei miei studenti hanno fatto benedire i loro matrimoni in chiesa.
Mi è piaciuto preparare i volontari per le missioni. Molti giovani si sono avventurati nel volontariato a breve e lungo termine in molti Paesi europei, africani e asiatici. L’esposizione alla missione ha avuto un ruolo significativo nella loro vita. Un ragazzo che era volontario si sta preparando per l’ordinazione sacerdotale nel giugno 2023 come sacerdote diocesano, e una ragazza che era volontaria sta per fare la prima professione a luglio come FMA nella Basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino.

Qual è la situazione dei ragazzi e dei giovani in Ungheria?

I giovani ungheresi si motivano ad appartenere a qualche posto. Cercano gruppi. Se trovano un gruppo buono e morale, sono fortunati. E solo i gruppi cristiani basati sulla fede possono garantire relazioni sane e morali. E come salesiano, sento di dover far conoscere ai giovani ungheresi i vari gruppi e movimenti della famiglia salesiana.

Com’è il rapporto con la Chiesa locale?

Il rapporto con la Chiesa locale è sufficientemente buono. Poiché molti sacerdoti diocesani sono amici dei Salesiani, li invitiamo per le celebrazioni delle Sante Messe nelle nostre scuole, e aiutiamo le loro parrocchie quando chiedono delle sostituzioni. Poiché i sacerdoti diocesani vivono da soli nei loro presbiteri, spesso vengono nelle comunità salesiane per pranzi fraterni e momenti più leggeri.

Quali sono le più belle realizzazioni della vostra Ispettoria?

Dal punto di vista spirituale, la nostra Ispettoria ha il privilegio di avere il martire Beato Stefano Sándor, un fratello laico salesiano. È passato esattamente un anno da quando la sua reliquia è stata identificata e collocata solennemente dal Rettor Maggiore nella chiesa. L’intero luogo e l’edificio in cui lavorava Stefano Sándor furono confiscati durante il comunismo e ora sono stati restituiti ai Salesiani.
Dal punto di vista ecologico, abbiamo un Centro Visite del Parco Naturale basato sui principi della Laudato si’ scritta dal nostro Santo Padre Francesco per sensibilizzare i giovani sul riscaldamento globale. Educhiamo le persone all’ecologia e alla cura dell’ambiente. È il primo impegno della Chie­sa cattolica in Ungheria per la protezione della natura, sostenuto dall’Unione europea e dal governo.
Dal punto di vista spirituale, grazie alla generosità dei nostri benefattori, la Casa di Ritiro e il Centro Pellegrini, dove ho lavorato come Rettore, hanno istituito la Via Lucis, che è la prima opera monumentale della Chiesa ungherese. Poiché i Salesiani sono noti per la loro allegria, il nostro sforzo è quello di annunciare il Vangelo di Cristo con gioia.

Come la gente considera i salesiani?

La gente ci guarda come una famiglia. La famiglia salesiana è molto visibile in Ungheria, in quanto apporta contributi qualitativi in contesti di pastorale giovanile come l’oratorio, la parrocchia, il parco giochi e la scuola.
I giovani sono attratti dalle feste salesiane, dai campi e dai ritiri spirituali condotti dai salesiani. I salesiani sono noti per la loro animazione dei giovani.

Quali sono le maggiori difficoltà?

La mancanza di vocazioni al sacerdozio e alla consacrazione laicale in Ungheria. Mantenere vivo il carisma salesiano qui è una grande sfida.

QUINTO MEETING DI ARCINAZZO

Il 7 ottobre u.s. si è tenuto il quinto meeting autunnale di Arcinazzo (Roma) con il sempre nutrito gruppo di professionisti (magistrati, medici, ingegneri, avvocati, manager…) convocati dall’exallievo salesiano ingegner Nicola Barone. Il tema di riflessione prescelto è stato in perfetta sintonia con quello oggetto del contemporaneo sinodo in Vaticano: “Per una chiesa sinodale. Il contributo dei laici”. Articolato in due sessioni mattutine e una pomeridiana, è stato introdotto dal prof. don Francesco Motto, che ha rammentato la linea di continuità con le tematiche dei precedenti meeting, tutti condotti dal prof. don Paolo Carlotti, prematuramente e improvvisamente venuto a mancare pochi mesi prima e per il cui suffragio si sarebbe celebrata l’eucarestia serale. Lo ha egregiamente sostituito il prof. don Aimable Musoni, docente di teologia dogmatica, in particolare di ecclesiologia nella Pontificia Università Salesiana, e consultore di vari dicasteri vaticani. Ad ogni sessione hanno fatto seguito interventi dei presenti, coordinati dall’ingegner Barone, registrati da esperti della TIM per una successiva diffusione. Il meeting, di cui è stata data notizia in diretta a Radio Vaticana, è stata anche l’occasione per complimentarsi con lo stesso ingegnere per la recentissima nomina ad Ambasciatore inviato della Repubblica di San Marino con deleghe alle Telecomunicazioni, Rapporti interreligiosi e rapporti con enti sociali e culturali. Il prossimo meeting è calendarizzato per la fine settembre 2024.

aaaaa
I fioretti di Don Bosco

L’epidemia di Lanzo

4_Immagine1491371
Il messaggio del Rettor Maggiore

La cesta di Mamma Margherita

6_82
Il nostro Nobel

Don Antonio Polo. Nobel dei missionari 2023

11_Shutterstock_1213145671
Tempo dello Spirito

Oro, incenso e mirra anche per noi

Padre Gildásio Mendes
invitato

Don Gildasio Mendes

18_8. Bambini a Boomayapuram
Don Bosco nel Mondo

In missione con APIS

20_image0
Le case di Don Bosco

160 anni fa don Bosco a Oropa

24_Derosi
Salesiani

«Essere Salesiani qui è una sfida»

29_Immagine1485769
Avvenimenti

A Nazareth primo centenario della consacrazione della Basilica di Gesù Adolescente

FMA
FMA

Istituto Paolo VI Centro internazionale di studi e di documentazione

34_Shutterstock_692862658
Come Don Bosco

I verbi dell'educazione 1 - Aspettare

Tired,Job,Candidates,Waiting,For,Interview,Far,Too,Long.,Unemployed
La linea d’ombra

Il riposo del viandante

38_50f69bbeaf4c316098eabbd8a56bef4e_XL
La storia sconosciuta di Don Bosco

La scomparsa di alcuni protagonisti

40_Dom Lustosa - Arcebispo de Belém do Pará
I nostri santi

Il Santo del mese - Il Venerabile Antônio De Almeida Lustosa

41_Immagine1488490
Il loro ricordo è benedizione

Don Paolo Carlotti

42_RELAX dicembre 2023 Schema
Il crucipuzzle

Scoprendo Don Bosco

43_Posta
La buonanotte

Posta per Marta