BS Febbraio
2024

IL TEMPO DELLO SPIRITO

CARMEN LAVAL

ESSERE AMABILI
come don Bosco

Il semplice e singolare consiglio della Madonna nel sogno dei nove anni «Renditi umile, forte e robusto» divenne la struttura di una personalità unica e affascinante.

Tutti amavano don Bosco. Perché? Era attraente, leader nato, una vera calamita umana. Per tutta la vita sarà sempre un “conquistatore” di amici affezionati.

Giovanni Giacomelli che gli rimase amico per la vita ricorda: «Entrato in seminario un mese dopo gli altri, non conoscevo quasi nessuno, e nei primi giorni ero come sperso in mezzo ad una solitudine. Fu il chierico Bosco, che si avanzò a me la prima volta che mi vide solo, dopo il pranzo, e mi tenne compagnia tutto il tempo di ricreazione, raccontandomi varie cose graziose, per divagarmi dai pensieri che potessi avere di casa o dei parenti lasciati. Discorrendo con lui, venni a sapere che durante le vacanze era stato alquanto ammalato. Egli poi mi usò molte gentilezze. Tra le altre mi ricordo che, avendo io una berretta sproporzionatamente alta per cui vari compagni mi prendevano in giro, e ciò rincrescendo a me e a Bosco che veniva sovente con me, me la aggiustò egli stesso, avendo seco l’occorrente ed essendo molto abile nel cucire. D’allora in poi incominciai ad ammirare la bontà del suo cuore. La sua compagnia era edificante».

Possiamo rubare qualcuna delle sue qualità per diventare anche noi “amabili”.

1. Essere una forza positiva

Qualcuno che mantiene costantemente un atteggiamento positivo ci aiuta a vedere il lato positivo e ci spinge ad andare avanti. «Quando don Bosco visitò per la prima volta la misera tettoia, che doveva servire pel suo oratorio, dovette far attenzione per non rompersi la testa, perché da un lato non aveva che più di un metro di altezza; per pavimento aveva il nudo terreno, e quando pioveva l’acqua penetrava da tutte le parti. Don Bosco sentì correre tra i piedi grossi topi, e sul capo svolazzare pipistrelli». Ma per don Bosco era il più bel posto del mondo. E partì di corsa: «Corsi tosto da’ miei giovani; li raccolsi intorno a me e ad alta voce mi posi a gridare: “Coraggio, miei figli, abbiamo un Oratorio più stabile del passato; avremo chiesa, sacristia, camere per le scuole, sito per la ricreazione. Domenica, domenica, andremo nel novello Oratorio che è colà in casa Pinardi. E loro additava il luogo”».

2. Preoccuparsi sinceramente degli altri

Una delle caratteristiche delle persone “attiranti” è l’attenzione e la preoccupazione genuina e sincera per gli altri. Non si tratta solo di chiedere a qualcuno come è andata la giornata e di ascoltare la sua risposta. Si tratta di ascoltare davvero, entrare in empatia e mostrare un interesse genuino per la vita degli altri. Don Bosco piangerà con il cuore in pezzi alla morte di don Calosso, di Luigi Comollo, alla vista dei primi ragazzi dietro le sbarre di una prigione.

3. Essere un buon ascoltatore

In un mondo in cui tutti sembrano parlare in continuazione, un buon ascoltatore si distingue. Una cosa è ascoltare ciò che qualcuno dice, ma ascoltare davvero – assorbire e capire – è un’altra cosa. Essere un buon ascoltatore non significa solo rimanere in silenzio mentre l’altra persona parla. Si tratta di partecipare alla conversazione, di fare domande di approfondimento e di mostrare un interesse genui­no.

4. Essere avvicinabili

Sapete di essere una buona persona quando le persone vengono sempre a chiedervi consigli e incoraggiamenti. La porta di don Bosco era sempre aperta per grandi e piccoli. La bellezza dell’uomo buono è una qualità difficile da definire, ma quando c’è, te ne accorgi: come un profumo. Tutti sappiamo che cos’è il profumo delle rose, ma nessuno si può alzare in piedi e spiegarlo.

“Talora accadeva questo fenomeno, che un giovane udita la parola di don Bosco, non gli si staccava più dal fianco, assorto quasi in un’idea luminosa… Altri vegliavano di sera alla sua porta, picchiando leggermente ogni tanto, finché non venisse loro aperto, perché non volevano andare a dormire col peccato nell’anima”.

5. Essere autentici

Nell’era digitale, le persone autentiche sono molto importanti. Non si mettono in mostra, non cercano di adattarsi a uno stampo, si sentono a proprio agio con chi sono e non hanno paura di mostrarlo. Esprimono i loro pensieri e sentimenti con totale onestà, senza preoccuparsi di ciò che gli altri potrebbero pensare, creando un ambiente di onestà e accettazione.

6. Essere resistenti

La vita è piena di sorprese. Le cose non vanno sempre lisce e a volte affrontiamo sfide che mettono alla prova la nostra forza e la nostra determinazione. In questi momenti, la resilienza è una qualità potente. Si tratta di avere la forza mentale ed emotiva di riprendersi di fronte alle avversità, di andare avanti anche quando le cose si fanno difficili. Ed è qualcosa che le persone ammirano. Avere accanto qualcuno che incarna il coraggio può essere un’incredibile fonte di ispirazione. Il miglior titolo per una vita di don Bosco credo sia Giovannino Semprinpiedi.

Monsignor Cagliero ricorda: «Non ricordo di averlo visto un solo momento, nei 35 anni in cui stetti al suo fianco, scoraggiato, infastidito o inquieto per i debiti dei quali era sovente carico. Sovente diceva: “La Provvidenza è grande, e come pensa agli uccelli dell’aria, così penserà ai miei giovanetti”.

7. Essere umili

Le persone umili non hanno bisogno di continui elogi o riconoscimenti per sentirsi bene con se stesse e non sentono il bisogno di dimostrare il proprio valore agli altri. Inoltre, hanno una mente aperta e sono sempre disposte a imparare dagli altri, indipendentemente dal loro status o dalla loro posizione. Don Bosco non si vergognò mai di chiedere l’elemosina. Umile e forte, come gli aveva chiesto la Maestra. A testa alta con tutti.

8. Diffondere la gentilezza

In fin dei conti, la gentilezza è ciò che conta di più. È il modo in cui trattate gli altri, la compassione che mostrate e l’amore che diffondete che definisce davvero chi siete come persona. La gentilezza può essere semplice come un sorriso, una parola di incoraggiamento o una mano tesa. L’idea è quella di far sentire gli altri apprezzati e amati. I ragazzi di don Bosco testimonieranno con un’insistenza quasi monotona: «Mi voleva bene». Uno di loro, Luigi Orione, scriverà: «Camminerei sui carboni ardenti per vederlo ancora una volta, e dirgli grazie».

Così don Bosco predicava Dio. Sempre presente e vivo. Dio come compagnia, aria che si respira. Dio come l’acqua per i pesci. Dio come il nido caldo di un cuore che ama. Dio come il profumo della vita. Dio è ciò che sanno i bambini, non gli adulti.         

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