BS Settembre
2023

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Esserci per un nuovo inizio

Di fronte ai fallimenti e alle delusioni più cocenti che incrinano la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità la vita ci offre sempre la possibilità di ricominciare, di rimettere insieme i cocci, di ritrovare il nostro posto nel mondo.

«Esserci per un nuovo inizio»: così la filosofa Hannah Arendt definisce la condizione propria dell’essere umano, riconoscendo che la peculiarità del nostro agire risiede nella capacità di dare inizio a qualcosa di inedito, di essere artefici di un’innovazione. Ogni individuo serba quindi in sé un “nuovo inizio”, un potenziale d’azione che contribuisce a rendere imprevedibile la propria esistenza e la realtà che ci circonda, facendo sì che il mondo sia segnato dal «permanente affacciarsi del nuovo», che contraddice ogni determinismo e azzera l’ineluttabilità di un destino già scritto.

In altri termini – come ha scritto efficacemente Alessandro D’Avenia, commentando proprio le parole della Arendt – «a ciascuno di noi è affidato il proprio sé come inizio, compito e compimento», ed è esattamente in questo che si manifesta appieno la nostra libertà e irrepetibilità. Mettendo radicalmente in discussione la nullità dell’essere ipotizzata da Heidegger, che concepiva l’umano stare nel mondo a partire dall’esperienza della morte, ovvero a partire da un suo limite insuperabile, la riflessione della filosofa tedesca prende le mosse da un’analisi dell’esistenza ontologicamente radicata nel concetto di “natalità”. È con il miracolo della nascita, intesa non semplicemente come un «essere gettato nel mondo», cioè come un evento declinato al passato e privo di una dimensione relazionale, ma come «vita partorita», attestante il legame con l’origine e con le nostre radici, che ognuno di noi si affaccia al mondo con tutto il suo carattere di novità, quale segno di speranza che si inserisce in una realtà già data, ri-configurandola e ri-generandola. Ed è attraverso il fenomeno biologico del “venire al mondo” che, dando piena concretezza alla nostra facoltà di dare inizio a qualcosa di inedito, sperimentiamo al massimo grado la nostra libertà.

La forza di rinascere

Ma questo miracolo si ripete nella nostra esistenza di giovani adulti ogniqualvolta incominciamo qualcosa di nuovo, intraprendiamo un nuovo percorso tra le molteplici strade possibili, riprendiamo in mano la nostra vita dopo un periodo di buio, o comunque di stallo, che ci ha temporaneamente “congelati” in una condizione di immobilità e di “morte interiore”. La decisione di rimettersi in cammino rappresenta, infatti, una vera e propria “ri-nascita”, in cui siamo chiamati – appunto – a «esserci per un nuovo inizio», ovvero a essere portatori di novità e di cambiamento, esercitando appieno la nostra libertà e, con essa, la responsabilità di scegliere, di agire, di dare una nostra risposta originale alle domande e alle sollecitazioni che quotidianamente ci vengono poste dalla realtà che abitiamo.

Di fronte ai fallimenti che inevitabilmente segnano il percorso verso l’adultità, alle delusioni più cocenti che, creando dentro di noi una sorta di corto circui­to, incrinano la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, alle cicatrici che lacerano la nostra interiorità, lasciandoci in eredità paure e insicurezze, la vita ci offre sempre la possibilità di ri-cominciare, di ri-mettere insieme i cocci, di ri-trovare il nostro posto nel mondo, rinnovando la speranza in un futuro migliore. E anche se ciò non ci dà alcuna garanzia di riuscita, poiché siamo sempre esposti al rischio di nuove cadute e avvilimenti, il fatto stesso di ri-metterci in gioco, accettando la sfida di ri-disegnare il nostro itinerario esistenziale e di ri-provare ad essere felici, rappresenta già di per sé un “buon inizio”!        

Tu lo sai dove va
la vita senza il coraggio?
Rimane vera a metà,
come una statua di ghiaccio.
Scomparirà pian piano quello che ho passato,
come dediche a mano sopra un libro usato.
Bisogna dare il giusto peso ad uno sbaglio:
le cicatrici servono a volare meglio…
In mezzo a questo rumore
e tra un milione di strade,
cerco un futuro migliore,
mi fermo e provo a brillare!
E chi mi guarda mentre ballo sola un lento
non sa mai com’è bello darsi il proprio tempo.
È il brivido che provo sopra il precipizio,
la fine di una gara prima del giudizio…
Quando ci metto l’anima
e poi mi perdo d’animo
è il mondo che crolla,
ma la mia testa dura no!
Cade il sorriso dalle labbra,
come un bicchiere che si rompe sul pavimento:
ci son parole come bombe che brucian dentro,
ma non le ascolterò,
non lascio vincere la rabbia!
E cresce come una foresta il mio cambiamento,
scambio quello che temevo per ciò che sento,
e non è molto,
ma almeno è un buon inizio!
Cosa si è rotto in me?
Cosa mi ha fatto tremare forte?
È la paura che trasforma a volte
l’insicurezza in libertà…
Bastasse un treno per scappare, scappare via;
bastasse un trucco per coprire tutta l’apatia;
bastasse un buon inizio per la mia malinconia…
E cresce come una foresta il mio cambiamento,
scambio quello che temevo per ciò che sento,
e non è molto,
ma almeno è un buon inizio!

(Laura Pausini, Un buon inizio, 2023)

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