PASQUA
Redazione
E per voi, CHI SONO IO?
“Non c’è nessun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati”. Gesù di Nazareth e nessun altro.
Un famoso saggio, parlando di Gesù, afferma: “Figlio di una ragazza madre, era nato in un oscuro villaggio. Crebbe in un altro villaggio, dove lavorò come falegname fino a trent’anni. Poi, per tre anni, girò la terra predicando. Non scrisse mai un libro. Non ottenne mai una carica pubblica. Non ebbe mai né una famiglia né una casa. Non frequentò l’università.
Non si allontanò più di trecento chilometri da dove era nato. Non fece nessuna di quelle cose che di solito si associano al successo. Non aveva altre credenziali che se stesso.
Aveva solo trentatré anni quando l’opinione pubblica gli si rivoltò contro. I suoi amici fuggirono.
Fu venduto ai suoi nemici e subì un processo che era una farsa. Fu inchiodato a una croce, in mezzo a due ladri.
Mentre stava morendo, i suoi carnefici si giocavano a dadi le sue vesti, che erano l’unica proprietà che avesse in terra. Quando morì venne deposto in un sepolcro messo a disposizione da un amico mosso a pietà. Due giorni dopo, quel sepolcro era vuoto.
Sono trascorsi venti secoli e oggi egli è la figura centrale della storia dell’umanità. Neppure gli eserciti che hanno marciato, le flotte che sono salpate, i parlamenti che si sono riuniti, i re che hanno regnato, i pensatori e gli scienziati messi tutti assieme, hanno cambiato la vita dell’uomo sulla terra quanto quest’unica vita nascosta”.
Davanti a Gesù agli uomini non rimangono che due alternative come ai discepoli quando incontrarono il Cristo risorto: “È un fantasma” oppure “È il Signore”. Si deve scegliere tra la fede in Gesù Cristo che è una luce autentica o le luci artificiali che il mondo ci propone.
Padre Daniel-Ange: “Trovami un altro uomo nella storia che abbia suscitato un amore così totale, così folle, così profondo!”
Quante persone hanno consacrato, e continuano a farlo, la loro esistenza a servizio di quest’uomo la cui parola oltrepassa i secoli ed è più attuale che mai.
San Charles de Foucauld diceva di Gesù: “È il segreto della mia vita: io ho perduto il mio cuore per questo Gesù di Nazareth crocifisso 1900 anni fa e passo la mia vita a cercar di imitarlo per quanto possa la mia debolezza”.
Josh McDowell scrive: “Che un gruppetto di uomini semplici abbia inventato in una sola generazione una personalità tanto potente e affascinante, un’etica così elevata e una visione della fratellanza umana così profondamente capace di ispirare altri, sarebbe un miracolo di gran lunga più incredibile di quelli registrati nei vangeli”.
Prima della risurrezione quasi tutti i seguaci di Gesù lo avevano abbandonato e poi alla luce della risurrezione di Gesù questi stessi suoi amici ritrovarono un coraggio incredibile e incominciarono a portare questo sconvolgente messaggio fino agli estremi confini della terra. Tutta la vita dei suoi amici ruotava su questo fatto per loro indiscutibile: Gesù era vivo e operante in mezzo a loro. Nacque così il nucleo primitivo della Chiesa. Inoltre, perché inventare un mito avente come protagonista una figura considerata sacrilega dai giudei e assurda dai pagani e che aveva terminato la vita con un fallimento clamoroso e una morte infamante?
Rice Broocks scrive: “Una banda di apostoli, spaventati e impauriti, che era stata sul punto di rinunciare a ogni cosa per scappare disperata in Galilea. Se questi contadini, pastori e pescatori che avevano tradito e rinnegato il loro maestro e poi lo avevano abbandonato miseramente, poterono improvvisamente essere trasformati in una società missionaria piena di sicurezza – convinta della salvezza e capace di lavorare con molto più successo dopo Pasqua – allora nessuna visione o allucinazione è sufficiente a spiegare una tale rivoluzionaria trasformazione”.
La propaganda
Al tempo della propaganda antireligiosa, in Russia, un commissario del popolo aveva presentato brillantemente le ragioni del successo definitivo della scienza. Si celebrava il primo viaggio spaziale. Era il momento di gloria del primo cosmonauta, Gagarin. Ritornato sulla Terra, aveva affermato che aveva avuto un bel cercare in cielo: Dio proprio non l’aveva visto. Il commissario tirò la conclusione proclamando la sconfitta definitiva della religione. Il salone era gremito di gente. La riunione era ormai alla fine.
“Ci sono delle domande?».
Dal fondo della sala un vecchietto che aveva seguito il discorso con molta attenzione disse sommessamente: “Christòs ànesti”, “Cristo è risorto”. Il suo vicino ripeté, un po’ più forte: “Christòs ànesti”. Un altro si alzò e lo gridò; poi un altro e un altro ancora. Infine tutti si alzarono gridando: “Christòs ànesti”, “Cristo è risorto”.
Il commissario si ritirò confuso e sconfitto.
Al di là di tutte le dottrine e di tutte le discussioni, c’è un fatto. Per la sua descrizione basterà sempre un francobollo: Christòs ànesti. Tutto il cristianesimo vi è condensato. Un fatto: non si può niente contro di esso. I filosofi possono disinteressarsi del fatto. Ma non esistono altre parole capaci di dar slancio all’umanità: Gesù è risorto.
L’ultima parola
Nella sala operatoria della clinica universitaria stava per essere introdotta una barella. Su di essa giaceva un malato al quale il chirurgo stava spiegando l’operazione che doveva subire di lì a poco.
“Lei ha una forma piuttosto grave di carcinoma alle corde vocali. Noi siamo certi di poterlo estirpare interamente, così le salveremo la vita, ma lei non potrà mai più parlare con la voce che ha avuto fino ad oggi…”. Il medico fece una pausa e poi continuò: “… se ora volesse pronunciare le ultime parole della sua vita, con la sua voce, può farlo”.
Il paziente rimase un attimo in silenzio e poi, con voce alta e chiara, disse: “Sia lodato Gesù Cristo!”

















