BS Aprile
2022

DON BOSCO NEL MONDO

MARCELLA ORSINI

Dopo il tifone

La rinascita delle opere salesiane nelle Filippine all’indomani del tifone Rai – Odette.

Lo scorso 16 dicembre le Filippine sono state colpite da uno dei più potenti e distruttivi tifoni degli ultimi anni, il super tifone Rai, chiamato localmente Odette, che ha attraversato 38 province con venti medi a 195 chilometri orari, con punte fino a 270 chilometri orari, a cui si sono aggiunte piogge così abbondanti da provocare alluvioni e frane.

Il Governo stima che Rai – Odette abbia distrutto completamente 370 mila abitazioni e che ne abbia danneggiate e rese inagibili 980 mila, quasi 8 milioni di persone sono state colpite dal disastro naturale e circa 500 mila sono stati gli sfollati interni, persone costrette ad abbandonare i territori e le abitazioni d’origine per aver perso ogni risorsa.

Le morti sono state poco più che 400, un numero che possiamo definire limitato, data l’intensità del fenomeno, ma tuttavia, dalle testimonianze degli operatori umanitari e dei missionari salesiani sul campo, abbiamo potuto constatare che il suo impatto sia ancora oggi di proporzioni ben più grandi di quelle a cui rimandano i numeri ufficiali.

I Salesiani in azione

L’attenzione mediatica si è ridotta, i dati governativi non rimandano a un’emergenza umanitaria causata da un disastro naturale, ma è necessario che la solidarietà internazionale sia rivolta alla riduzione dell’impatto drammatico che l’evento ha oggi sulle famiglie vulnerabili e in difficoltà, rimaste prive di un tetto e della possibilità di tornare alle attività produttive per la sussistenza.

Sebbene sia difficile raggiungere le fasce di popolazione delle aree più povere colpite dal tifone, rimaste senza riparo, cibo, acqua potabile e accesso ai servizi di base, possiamo ascoltare le voci dei Figli di Don Bosco nelle Filippine e dell’intera Famiglia Salesiana che immediatamente ha prestato soccorso attraverso la distribuzione di beni alimentari e di acqua potabile e che oggi è impegnata nella ricostruzione post emergenza.

I Salesiani dell’Ispettoria delle Filippine Sud (fis) ci raccontano che il Don Bosco Technical College di Punta Princesa, nella città di Cebu, è tra le opere più danneggiate e richiede l’intervento delle organizzazioni salesiane nel mondo per la ripresa delle attività a favore delle ragazze e dei ragazzi più bisognosi.

La Fondazione Don Bosco nel mondo ha raccolto l’appello dei Figli di Don Bosco nelle Filippine, in particolare per la rinascita di due delle parti del Don Bosco Technical College più significative per la realizzazione delle attività aggregative e formative della comunità studentesca, l’aula magna e la palestra.

Il tifone Rai – Odette ha manifestato tutta la sua potenza su una vasta area già tragicamente colpita dalla diffusione del Covid-19, laddove le precondizioni erano già tali da rendere la popolazione particolarmente fragile.

Per le ragazze e per i ragazzi la pandemia ha ridotto le possibilità di formazione in presenza e per loro tornare alle proprie abitazioni, studiare a distanza, anche da villaggi remoti, con servizi di scarsa qualità ha significato subire un vero e proprio trauma, dovuto al distacco dai percorsi condivisi e dall’isolamento dentro le proprie abitazioni, adesso per la maggior parte spazzate via dal forte vento e dalle alluvioni di dicembre.

Parola d’ordine: ricostruire

La missione dei Salesiani di Don Bosco nelle Filippine, fino all’arrivo del super tifone, si svolgeva per l’accesso all’istruzione e alla formazione professionale orientata all’acquisizione di conoscenze e competenze per l’inclusione lavorativa, attraverso programmi didattici durante la pandemia realizzati a distanza e per il supporto alle famiglie più povere dei villaggi delle province più remote.

Il Don Bosco Technical College aveva ripreso alcune attività didattiche e formative in presenza, ma il tifone Rai – Odette ha interrotto bruscamente il tentativo di ritorno alla normalità e ha distrutto quegli stessi spazi che per i giovani rappresentavano il simbolo del ritorno al loro “stare insieme”.

Nell’aula magna e nella palestra si svolgono, in ogni scuola del mondo, assemblee, incontri formativi, attività dedicate al sano sviluppo della persona, scambi fondamentali per la crescita umana, tutti elementi di ripresa e di speranza che Rai – Odette, a Cebu, ha spazzato via.

I Salesiani dell’Ispettoria delle Filippine Sud, tramite l’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo (pdo Planning and Development Office) dal mese di febbraio sono impegnati nella pianificazione e nel coordinamento degli interventi di ricostruzione post emergenza previsti in partenza nel mese di aprile, stabilendo le priorità e le fattibilità in base agli aiuti provenienti dalla solidarietà internazionale.

L’obiettivo a medio termine è ricostruire e rendere nuovamente funzionanti gli spazi educativi e formativi delle opere salesiane danneggiate, quello a lungo termine è ricreare percorsi integrati, riabilitativi post emergenza per ricomporre un assetto di vita equilibrato e sano per le ragazze e per i ragazzi in situazione di disagio, per le loro famiglie e per le comunità intere dei territori colpiti dalla pandemia e dal disastro naturale.

La Famiglia Salesiana in questi due anni di pandemia si è riunita intorno alle popolazioni più in difficoltà fino ai confini del mondo, oggi vogliamo aiutare la ricostruzione delle opere salesiane danneggiate nelle Filippine con lo stesso spirito di rinascita che viene dalla vocazione stessa dei Figli di Don Bosco, consapevoli che la sofferenza apra le porte della speranza.

Ferite brutali

Abbiamo chiesto a Leah Samson del pdo dell’Ispettoria delle Filippine Sud, coordinatrice della solidarietà salesiana per gli interventi di ricostruzione post emergenza, di raccontarci quanto forte sia il bisogno delle ragazze e dei ragazzi di ritornare alla “normalità”, in un tempo di sofferenza sia per la pandemia di Covid-19 sia per il disastro provocato da Rai – Odette.

Leah ci ha ricordato che le Filippine sono state l’ultimo Paese al mondo a riaprire le scuole per le lezioni in presenza da quando l’oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato lo stato pandemico, a marzo del 2020. A dicembre del 2021 c’erano solo 287 scuole pubbliche e private, a livello nazionale, che si sono proposte come scuole pilota per la didattica in presenza, su circa 60 000 scuole primarie e secondarie del Paese. Le lezioni in presenza vengono nuovamente interrotte a causa dell’impennata della variante del virus Omicron e a Cebu e in altre parti delle Visaya distrutte dal tifone Rai – Odette, l’esperimento di riaprire le scuole non può proseguire anche a causa dei gravi danni causati dal tifone. Sono stati distrutti stabilimenti commerciali, edifici scolastici, linee elettriche e di comunicazione, linee idriche, case e proprietà.

A Cebu, le lezioni online sono riprese all’inizio di febbraio 2022. Gli insegnanti hanno cominciato a tenere di nuovo le lezioni online con le loro case danneggiate. Lo stesso ancora oggi avviene per un buon numero di studenti, divisi tra lo studio e la necessità della famiglia di riparare le abitazioni.

“I nostri ragazzi e le nostre ragazze desiderano ardentemente tornare nelle loro classi”, ci racconta Leah Samson, ma anche se le lezioni in presenza saranno già consentite dal Governo quest’anno scolastico (che terminerà a giugno 2022) sarà prima necessario realizzare i lavori di riparazione dei danni subiti dalle scuole. Si tratta di un intervento urgente che dovrà essere realizzato da subito ed entro l’apertura del prossimo anno scolastico (agosto 2022) affinché un senso di normalità torni nella vita degli studenti, un senso di normalità possibile soltanto attraverso il ritorno all’apprendimento “faccia a faccia” in classe, a scuola, luogo preposto in maniera specifica a un’educazione olistica che si realizza nelle interazioni di persona, il supporto nella cura della salute psicologica e la realizzazione di attività fisiche all’aperto e al di fuori degli spazi domestici o di svolgimento delle lezioni.

In queste condizioni di mancanza di accesso all’istruzione e alla formazione, ai Salesiani e al pdo delle Filippine Sud è stato chiesto uno sforzo di adeguamento che questi compiono, in maniera esemplare, attraverso alcune attività sussidiarie di grande valore per l’inclusione.

Il tifone ha interrotto le comunicazioni e ha distrutto in alcune abitazioni la rete per le utenze. Ancora oggi, non per tutti gli studenti è possibile il collegamento a internet, ma alcune strutture salesiane, rimaste agibili, sono state messe a disposizione degli insegnanti per la registrazione di interi moduli didattici a cui far accedere i ragazzi quando vi siano le condizioni logistiche e strutturali. Gli insegnanti, inoltre, continuano a stampare il materiale didattico e si recano personalmente a distribuirlo laddove sia necessario, affinché nessuno resti indietro.

Nessun aspetto è trascurato. La scuola organizza sessioni individuali di orientamento e di consulenza per gli studenti che soffrono di malesseri emotivi e psicologici e, qualora sia necessario, queste vengono estese ai genitori. Inoltre, nelle situazioni di maggiore fragilità e bisogno, i Salesiani effettuano visite domiciliari agli studenti che necessitano di essere seguiti individualmente o che vivono una difficoltà specifica.

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