DON BOSCO NEL MONDO
Marco Borraccino - Responsabile Comunicazione Fondazione DON BOSCO NEL MONDO
Dona energia
ILLUMINA il FUTURO in CIAD
Il Centro Salesiano di Sahr può cambiare il futuro di migliaia di giovani, ma deve dotarsi di una fonte energetica sicura e sostenibile. La Fondazione Don Bosco nel Mondo lancia una raccolta fondi per installare pannelli solari e accendere nuove opportunità.
“Sono uno studente e vengo spesso qui al Centro Salesiano. Per me significa poter leggere e studiare, perché qui c’è la Nouvelle-Élysée, una biblioteca fornita, che contiene libri che a casa non abbiamo. E poi, qui c’è anche un laboratorio informatico, quindi posso lavorare anche al computer. Purtroppo, però, anche qui come nel resto della città, manca spesso la corrente elettrica. Non c’è luce… e questo blocca tutto”.
Yannick Bari ha 15 anni e vive a Sahr, in Ciad. Le sue parole, così ineluttabili, quasi rassegnate, colpiscono al cuore. Ma in effetti essere nati in una delle zone più “fortunate” del pianeta può portare tutti noi a dimenticare quanto siano preziose, altrove, cose che qui sembrano normali.
Eppure dovremmo ricordarcene ogni giorno. Specie in questa stagione, è la luce elettrica ad allungare le nostre giornate. Qualsiasi sia il meteo, l’elettricità illumina ogni ambiente. Le nostre interruzioni di corrente sono sporadiche, legate a circostanze eccezionali. La luce elettrica ci consente di lavorare, di studiare, di stare in compagnia. In tanti luoghi del mondo, tutto questo è un lusso.
“Stiamo soffrendo e chiediamo ai salesiani di aiutarci e di trovare qualche soluzione per quanto riguarda l’elettricità”, continua Yannick “così da poter venire a studiare in biblioteca anche di sera o a lavorare al computer, o a svolgere altre attività al centro anche durante le ore serali, visto che ora purtroppo tutto è fermo”.
La mancanza di elettricità significa precarietà
L’angoscia di questo ragazzo trova conferma nelle parole del confratello Pierre Claver Agbetiafan, salesiano del centro Don Bosco della città di Sahr.
“Al centro giovanile Don Bosco organizziamo attività culturali e sportive che coinvolgono molti ragazzi”, ci racconta “ma spesso dobbiamo annullare tutto perché ci manca l’elettricità. Spesso capita anche che la biblioteca e il laboratorio informatico non possano aprire al pubblico perché non c’è corrente”.
Quello che può sembrare un banale problema logistico ha in realtà un impatto profondo sulla vita di migliaia di persone. Il centro non riesce ad accogliere tutti e ad avviare le tante attività didattiche di cui c’è richiesta. Senza energia, tutto è incerto. Tutto si ferma.
“Considerando quante sono le richieste di iscrizione che ci arrivano” continua il confratello Pierre “dovremmo avere un sistema energetico che ci permetta di lavorare senza interruzioni”. Il suo allarme è più che giustificato. La fornitura di energia nella zona del Centro Salesiano Don Bosco è di due o tre volte alla settimana, per poco tempo al giorno, mai per più di cinque o sei ore. Ogni volta che l’elettricità manca, il centro è costretto ad avviare un gruppo elettrogeno.
A Sahr, la situazione del Centro giovanile Don Bosco non è certo un’eccezione: l’intera regione soffre la stessa precarietà. Il Ciad è uno dei paesi con il più basso tasso di accesso all’elettricità al mondo e sono molte le zone extraurbane a essere ancora escluse dalla rete elettrica nazionale.
A peggiorare le cose, ci sono i costi elevati di carburante e manutenzione dei generatori, che rendono insostenibile ogni soluzione temporanea. A Sahr, i blackout non sono un imprevisto. Sono la normalità.
Il paradosso del quarto Paese più soleggiato al mondo
Sembra una beffa, ma in realtà il Ciad avrebbe un’enorme opportunità: l’energia solare. È il quarto paese più soleggiato al mondo. Ogni giorno, per molte ore, il sole batte con una forza che altrove sarebbe fonte di ricchezza e sviluppo: grazie alla tecnologia, questa energia naturale, pulita e inesauribile potrebbe trasformarsi in una risorsa concreta per migliaia di persone.
Installare un impianto di pannelli solari renderebbe il Centro Salesiano di Sahr in grado di soddisfare il fabbisogno energetico della scuola materna, della scuola elementare e del centro giovanile. Una scelta sostenibile, lungimirante e risolutiva.
Il potenziale del Centro Salesiano di Sahr
Molto spesso, la scuola in Ciad si fa ancora sotto gli alberi. Ed è stagionale: il che significa che durante la stagione delle piogge i bambini sono costretti a rimanere a casa. In questo, il Centro Salesiano Don Bosco ha già il potenziale per diventare un’isola felice: se ci fosse illuminazione, nelle sue aule il bambino potrebbe trovare uno spazio coperto e aerato in ogni stagione.
Per i bambini e gli adolescenti del territorio, questo centro è già un punto di riferimento.
Nell’ultimo anno sono stati circa 5000 i giovani a frequentare stabilmente il cortile ricreativo del centro giovanile, un luogo che è anche uno spazio di formazione professionale per i giovani che hanno completato il ciclo elementare.
La scuola materna ed elementare accoglie 500 alunni: un’enorme opportunità per un’area povera e con un tasso di scolarizzazione molto basso.
Nonostante le difficoltà, il centro giovanile continua ad alimentare le proprie ambizioni in ambito educativo, ad esempio formando in media 50 giovani all’anno nel campo dell’informatica, che poi trovano lavori con mansioni di segreteria. In più, la struttura offre ai giovani anche attività sportive, culturali, ricreative e di insegnamento della musica, offrendo spazio ai talenti e a passioni sane.
Ma molto di più si vorrebbe fare: per il nuovo anno sarebbero in programma nuovi settori di formazione professionale, come cucito e serigrafia. Questo è uno dei fronti più urgenti: i bambini che sono riusciti a completare il ciclo primario poi rimangono spesso a casa o vanno a lavorare, pochissimi continuano il ciclo secondario.
I salesiani vogliono offrire a questi ragazzi una nuova possibilità: percorsi di formazione che li tengano lontani dal disagio, dall’alcolismo o dalla microcriminalità. E tutto questo viene concepito in una logica di accoglienza che esclude ogni distinzione di sesso, cultura o religione.
Programmi ambiziosi e necessari che rischiano di restare sulla carta se non si interviene subito sul problema energetico.
Educare, tra blackout e scarsa illuminazione
Gli educatori e gli allievi della scuola primaria di Sahr lamentano costantemente problemi alla vista, perché la scarsa illuminazione dell’aula costringe i bambini a sforzare gli occhi per vedere la lavagna, leggere o scrivere. E alla lunga la vista si indebolisce.
Al centro giovanile, i corsi di formazione spesso non riescono a concludersi. A causa della mancanza di energia, spesso gli studenti si scoraggiano e perdono la motivazione ad apprendere. E non è solo la scuola a soffrire. I continui blackout rendono complesso anche portare avanti attività di musica, danza, teatro e cinema. Sono state annullate attività che erano già state pianificate e questo genera un aggravio di costi. Ogni blackout è un freno alla crescita e alla speranza.
L’APPELLO DEL CONFRATELLO PIERRE
“Quando siamo costretti a fermarci, i nostri giovani perdono l’entusiasmo. E anche le persone che ci aiutano si sentono deluse, perché non possono lavorare e dare il loro contributo” racconta il confratello Pierre. “Quando non abbiamo elettricità a volte accendiamo il generatore elettrico, ma è eccessivamente costoso. Il gasolio è difficile da trovare. L’energia solare ci permetterebbe di lavorare senza interruzioni, offrire continuità ai ragazzi e costruire legami più forti con il centro. Abbiamo un sogno: creare qui una vera comunità educativa. Se qualcuno potesse darci una mano, sarebbe un dono immenso. Non solo per noi salesiani, ma per tutti i giovani di Sarh. Grazie di cuore”.
Per illuminare il futuro del Centro Salesiano di Sahr: https://dona.donbosconelmondo.org/natale/



















