IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE
B.F.
Don Secondo Rastello
(1881-1945)
Don Secondo Rastello è stato un personaggio importante della Famiglia Salesiana, in particolare per gli inni da lui composti in onore di san Giovanni Bosco. Era nato in mezzo alle risaie, a Prarolo in provincia di Vercelli. Dopo avere frequentato le scuole elementari di Prarolo, Secondo Rastello entrò nell’oratorio salesiano di Torino all’età di 11 anni; completò i suoi studi presso varie istituzioni salesiane, fu ordinato sacerdote nel 1907 a Venezia e, nel 1912, conseguì la laurea in lettere a Bologna. Dopo servizi svolti a Mogliano Veneto e a Borgo S. Martino, dal 1919 fu direttore della casa di Chieri. Dal 1923 fu a Torino presso il collegio di Valsalice; nel 1924 fondò il gruppo “Studenti universitari exallievi don Bosco”, trasformato poi in “Associazione universitaria exallievi don Bosco”. Nel 1929 fu trasferito da Torino e da allora vagò per varie sedi salesiane: Gualdo Tadino (1929-1932), Ferrara (1933-1937), Mogliano Veneto (1937-1940) e Chiari (1940-1945). A Chiari, l’11 giugno 1945 morì investito da un autocarro mentre, di notte, si recava in bicicletta a Treviglio per avvertire i genitori di alcuni alunni che i loro figli non potevano tornare a casa quella sera); è sepolto nel cimitero di Chiari.
Singolari i ricordi di Mogliano Veneto. Parlano di due chierici salesiani vivacissimi, dinamici e quindi simpatici a tutti. Un ragazzino di allora (anno 1900) li ricordava così: «Il primo episodio primaverile che mi viene incontro, fu la gita di tutto il collegio, circa duecento ragazzi, a Conegliano. Nella prima fermata a Spresiano, riempimmo la vasta chiesa parrocchiale per ascoltarvi la Messa, in mezzo alla folla del paesotto agricolo, accorsa in massa. A un certo punto quella folla si irrigidì in un silenzio estatico. Dall’orchestra scendeva, tra un severo commento di organo, la lauda “Memorare, o dulcissima Virgo Maria”, modulata a due voci alternate dal coro di voci bianche. I due solisti erano un ragazzo, dalla voce intonatissima, e un tenore in piena forma artistica. Il tenore era don Rastello, l’organista don Gregorio. Ricordo l’entusiasmo che quel canto produsse sul popolo, che si assiepò, delirante di applausi, attorno ai tavolati, allestiti in piazza per la nostra colazione. Il resto lo fece la banda, che benché tutta di giovani, se la cavò bene perfino a Conegliano, che già allora aveva delle esigenze cittadine».
Don Secondo fu anche poeta e scrittore; gli exallievi di Mogliano Veneto hanno pubblicato una raccolta di suoi versi (Prime poesie, Treviso 1950). Altre composizioni sono riportate in un opuscolo del 1957 degli exallievi dove, affettuosamente, a pagina 100 sta scritto: “Le nostre mogli, quasi tutte, hanno avuto anch’esse una poesia, non da noi ma da don Rastello, il giorno delle nozze. I nostri figli hanno ricevuto da Lui il primo saluto in rima”. Tra le composizioni riportate nel volumetto vi è Don Bosco ritorna (nota anche come Giù dai colli), le cui parole furono musicate da don Michele Gregorio a Casale Monferrato.
L’inno che tutto il mondo salesiano canta nacque così. Un mese prima della beatificazione di don Bosco (che avvenne il 2 giugno 1929) a don Michele Gregorio, che era direttore dell’Oratorio di Casale Monferrato, arrivò un biglietto di don Rastello dove c’era scritto: “Si avvicina la festa di don Bosco e non abbiamo ancora un inno da cantare il giorno della Beatificazione. Io ho buttato giù i versi che ti allego, se ti sembrano buoni cerca di scrivere la musica”. Don Gregorio si recò immediatamente in una sala dell’Oratorio per scrivere la musica; in circa mezz’ora l’inno fu musicato ed inviato a don Rastello. Questi, lo gradì, ma scrisse che avrebbe preferito un inno più marziale. Don Gregorio scrisse una seconda partitura e, d’accordo con don Rastello, lasciarono a don Pietro Ricaldone di decidere tra le due versioni: il futuro Rettor Maggiore con fare bonario, ma deciso, escluse quello più marziale ed approvò il primo, dicendo che era molto più adatto.
Ne risultò l’inno che i salesiani intonarono nel 1929 a Roma in occasione della beatificazione di Giovanni Bosco. Don Rastello compose pure l’inno Campane suonate, musicato da don Giovanni Pagella, per la canonizzazione di don Bosco nel 1934. In tale occasione si intonò pure l’inno del 1929.


















