BS Aprile
2022

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

IVO COELHO

Don Giuseppe (Joe) Casti Tocco

Morto a Roma il 29 gennaio 2022, a 90 anni

Missionario in Goa portoghese e in India dal 1958, tornò in Italia nel 2002. Sarà ricordato come formatore (fu maestro di novizi in India) e successore di don Aurelio Maschio nella procura missionaria di Mumbai. In questa ultima capacità era conosciuto a migliaia di benefattori di don Bosco in Italia e altrove.

Joe è nato da Salvatore Casti e Concetta Tocco a Borbona (Rieti), Italia, il 28 settembre 1931. La sua famiglia era originaria della Sardegna. Suo fratello gemello Francesco è anche lui un salesiano dell’ispettoria ICC.

Fece gli studi teologici a Torino, alla Crocetta (1954-1958). È stato ordinato a Torino il 1° gennaio 1958.

Subito dopo l’ordinazione, nel 1958, lo troviamo come catechista e prefetto degli studi a Panjim, nella Goa portoghese. Nel 1965-1966 è stato viceparroco a Valpoi, Goa, nel 1966-1968 catechista a Yercaud – Sud India.

Dal 1968 al 1974 è stato direttore della casa di Panjim, Goa. Dal 1973 al 1979 è stato vicario ispettoriale della ispettoria INB, nel 1973-1974 e di nuovo nel 1976-1978. Fu direttore dell’aspirantato di Lonavla dal 1975 al 1978. I ragazzi erano innamorati del loro nuovo direttore, reputato di essere un “black belt” in judo.

Fu probabilmente a Lonavla che Joe fece la conoscenza di Tony De Mello, SJ, il cui Istituto Sadhana era proprio dall’altra parte del piccolo paesino, dove si trova ancora. Fece un lungo corso di formazione con il grande maestro gesuita, e ne divenne non solo discepolo ma anche amico. Diceva che Tony lo aveva liberato: non era più don Giuseppe Casti, era semplicemente Joe. Ma Joe era davvero un uomo libero: prendeva da Tony ciò che voleva, ma rimase sempre profondamente cattolico e salesiano.

Dal 1978 al 1991 fu maestro dei novizi a Nashik (INB). Sapeva rispettare, “pazientare” e toccare i cuori. I suoi novizi, quando venivano a Roma, volevano sempre salutarlo con affetto.

Nel 1991 Joe si è trasferito al­la Casa Ispettoriale, Matunga, Mumbai. Era direttore dal 1991 al 1996, con il compito di accompagnare l’ormai anziano don Aurelio Maschio, procuratore e patriarca dell’ispettoria di Mumbai. Ha assicurato una transizione serena quando don Maschio morì nel settembre 1996.

Dopo la morte di don Maschio, Joe assunse l’incarico di procuratore e rettore del Santuario della Madonna di Don Bosco, Matunga – Mumbai, nel 1996 e mantenne questo incarico fino al 2002. Durante questo periodo, sicuramente non facile per lui, ha sofferto di un grave ictus cerebrale che ebbe conseguenze sulla sua salute. Nel 2002 scelse di tornare nella sua ispettoria d’Italia – Ligure Toscana (ILT).

Don Giuseppe Casti era un uomo buono. Era riuscito a rivestire di bontà tutto il suo modo di essere e di fare. E alla bontà don Casti aggiungeva un’allegria tutta sua. Era famoso per le sue storielle e le sue barzellette, e aveva un suo stile nel raccontarle, inimitabile. Non era una fotocopia di nessuno. Era un uomo profondamente salesiano e profondamente libero e felice.

Don Savio Silveira, Ispettore di Bombay, testimonia: «Don Casti è stato uno dei fondatori e grandi pilastri della nostra Ispettoria. Fu il primo Vicario e il primo Maestro dei Novizi della nostra Ispettoria. Ha assistito don Aurelio Maschio, il patriarca della nostra Ispettoria nei suoi ultimi anni, e poi è stato il suo successore nel Santuario della Madonna e della Procura di Don Bosco. Era anche una delle grandi guide spirituali della nostra ispettoria, che ha accompagnato molti salesiani nel loro cammino vocazionale. Ma soprattutto è stato uno dei salesiani più amati dell’Ispettoria, un salesiano gentile, mite, amorevole, generoso e gioioso. Addio carissimo don Giuseppe Casti. Rimarrai sempre nei nostri cuori e nelle nostre memorie».

Don Joe Casti sarà ricordato come un grande salesiano. Era sempre gentile e premuroso, tutto ciò che un salesiano di don Bosco dovrebbe essere.

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