BS Gennaio
2024

L'INVITATO

B.F.

Don Gildasio Mendes
Consigliere per la Comunicazione Sociale della Congregazione Salesiana

«Siamo tutti chiamati a educarci per vivere in modo sano, più umano e fraterno all’interno dell’universo digitale.»

(continua dal numero di dicembre)

Perché è importante per la Famiglia Salesiana comprendere la metodologia digitale a favore dell’evangelizzazione dei giovani?

La Congregazione Salesiana, nelle sue diverse aree di intervento, si pone l’obiettivo di rimanere sempre al passo con i tempi. Un atteggiamento che negli anni ci ha portato alla continua ricerca di un dialogo tra fede e scienza, Vangelo e cultura giovanile, Sistema Preventivo e mondo digitale. Come educatori dei giovani abbiamo certamente trovato i modi per rispondere alla grande transizione della comunicazione verso le tecnologie dell’informazione, Internet e le reti sociali.

Insieme ai laici e agli educatori, vogliamo accostare la realtà ascoltando le nuove generazioni, accompagnando gli adolescenti nei loro mondi social, trovando nuovi linguaggi e nuovi metodi per educarli all’amore, al senso della vita e della responsabilità, alla costruzione del loro progetto personale partendo dai valori del Vangelo e del Sistema Preventivo.

Attraverso innumerevoli opere salesiane, soprattutto in Africa e in America Latina e Caraibi, educhiamo i giovani di diverse classi, in particolare quelli più bisognosi, a prepararsi a livello tecnico e umano all’uso delle nuove tecnologie applicate all’istruzione, alle arti, al lavoro, alla promozione sociale e al tempo libero.

In che modo, come educatori, potremmo avere più spirito d’iniziativa e dipendere meno da videogame e programmi Tv per tenere occupati i ragazzi?

Considerando che viviamo in un mondo digitale e che attraverso la televisione, internet e i social network siano tutti collegati, non credo che limitare l’uso dei media sia educativo. Impedirgli di giocare ai video game e trovare un’altra attività per tenerli occupati può produrre un minimo risultato. Il punto non è limitare o evitare, ma educare ad un uso creativo, sano, responsabile ed etico. Ogni famiglia deve pensare a come creare uno stile di vita sano e in equilibrio con i propri figli all’interno dell’habitat digitale.

Lei ha affermato in un recente articolo che “l’arte è il cuore della comunicazione”. Che cosa significa?

Ricordiamo che il nostro padre e fondatore don Bosco suonava il piano, cantava, utilizzava in modo meraviglioso il teatro per educare.

L’arte è il cuore della comunicazione umana. Quando parliamo di arte, si fa riferimento alla musica, alla danza, alla letteratura, al teatro, alla pittura e a numerose altre manifestazioni artistiche. In un certo senso, tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione economica, sociale, culturale ecc., fanno esperienza della realtà artistica.

Tutte le forme di arte sono un linguaggio visivo dei sentimenti e dei desideri della persona. L’arte permette inoltre a ciascuno di definire o conquistare il suo spazio sociale e politico all’interno della comunità umana.

Mediante la diversità dei suoi linguaggi, l’arte fa sì che l’essere umano possa manifestare le sue emozioni, i suoi valori, la sua fede e la sua visione del mondo.

A mio avviso, approcciare i giovani per far loro imparare alcuni tipi di arte e sport è un modo creativo di educare per abitare il digitale.

Come deve essere una scuola salesiana nel contesto digitale?

La scuola salesiana è un luogo privilegiato e speciale per educare bambini e giovani, in qualsiasi realtà culturale del mondo. Innanzitutto, ci sono i valori del sistema preventivo, il valore dell’amore, dell’amicizia, del dialogo, della riflessione, l’importanza di Dio e della religiosità, con i suoi simboli, i suoi riti e le sue esperienze di preghiera, liturgia, canto e servizio per gli altri. L’educazione salesiana ha un ambiente educativo che permette il movimento, lo sport, la musica, la danza, il contatto amichevole con gli educatori, con esperienze educative e culturali.

La scuola salesiana, partendo da questa base umana cristiana, può e deve sviluppare l’educazione digitale, riflettendo con i giovani su come funziona il mondo e la logica digitale.

Quali dovrebbero essere alcune buone pratiche educative?

Educare alla responsabilità e allo spirito critico verso il digitale. Sappiamo che abitare il digitale condiziona il nostro modo di esprimere le idee, di creare la nostra politica di comunicazione, di condividere le informazioni, di esprimere noi stessi, di vedere il mondo e le realtà in cui viviamo. Questo richiede una grande responsabilità, affinché si possa sempre comunicare senza dominare, relazionarsi senza controllare le persone, esprimersi senza la tentazione del potere mondano.

Come affrontare il tema della pornografia?

Partendo dalla prospettiva del digitale, ritengo che i genitori e gli educatori siano chiamati ad affrontare inizialmente la questione della pornografia dal punto di vista della logica del digitale come la questione dell’accelerazione psicologica e psico-fisica che viviamo all’interno del mondo digitale. Partendo da questa visione, possiamo farci alcune domande: che cosa succede a livello psicologico con un adolescente che si espone al mondo digitale in modo continuo e intenso? Che cosa accade a livello fisico ed emozionale con la conseguente accelerazione del suo cervello, con i suoi aspetti cognitivi ed affettivi, sull’ansia, la paura, l’insicurezza e conseguentemente con la sessualità? Che cosa fa questo adolescente, con pieno accesso a tutte le logiche del mondo digitale con così tante immagini e video per gestire i suoi sentimenti, emozioni, desideri, ormoni e così via?

Viviamo oggi quello che prende il nome di iper-sessualizzazione, una nuova realtà nel mondo digitale. L’iper-sessualizzazione si manifesta nella iper esposizione del corpo, della performance, del potere e del successo che inducono gli adolescenti e giovani a sperimentare la sessualità attraverso gli stimoli. Nella logica digitale, come abbiamo detto, gli stimoli governano l’immaginazione e le azioni. È quindi importante che i genitori e gli educatori parlino con gli adolescenti e i giovani su come funziona la logica digitale nel contesto dei social network e di internet, in primo luogo, per comprendere queste dinamiche e approfondire i valori umani e cristiani della sessualità.

Un secondo argomento è l’aspetto fisico che si riferisce all’ideologia che guida il mondo digitale, internet e i social network e al modello di persona umana che viene proposto in questo universo. Il simbolismo e i segni che vengono utilizzati in modo subliminale dalla pubblicità rendono le persone consumatori affamati. C’è tutta una pubblicità che è presente per gli adolescenti e i giovani. Sono strategie di consumo con prodotti che portano il loro impiego fino al punto di essere praticamente “divinizzati” e dove le persone vivono consumando attraverso continui e intensi messaggi. Tutto ciò arriva con immediatezza nel mondo digitale creando un circolo vizioso attraverso un desiderio di consumo continuo e inarrestabile. Tendenzialmente questa dinamica di accelerazione dei sentimenti, delle emozioni e dell’immaginazione rende le persone indifferenti al loro mondo di consapevolezza critica e riflessione.

Quindi il digitale stimola le persone a entrare in un circolo di costante consumo di sesso?

C’è il rischio che le persone cerchino il sesso senza considerare l’intero aspetto della sessualità umana, che coinvolge i sentimenti, l’amore, i valori, la coscienza, la responsabilità verso gli altri e la fedeltà alla persona.

A volte questi stimoli sono rafforzati dall’uso di suoni che amplificano i desideri e la libido. Altre volte, l’uso di alcune sostanze chimiche, psicotrope, droghe e alcol, porta i giovani a vivere situazioni estreme di perdita di senso, di radicalità verso se stessi e gli altri, perdendo totalmente il controllo emotivo. Tutto questo diventa per loro un’attrazione a guardare la pornografia come un modo per liberarsi.

Naturalmente la pornografia esisteva anche prima della digitalizzazione e di internet. Dobbiamo inoltre ricordare che il tema della pornografia è anche legato a questioni formative, a disturbi psicologici e a realtà culturali e queste sono tematiche complesse che meriterebbero un approfondimento ulteriore.

Seguendo le indicazioni della Chiesa è fondamentale educare a una sessualità matura partendo dall’amore donato, costruendo un progetto di vita in cui la sessualità sia vissuta nella sua interezza come dono responsabile.

Ha mai avuto esperienze di cyberbullismo o conosce qualcuno che ne abbia avute?

Sì, ho visto alcuni casi di cyberbullismo, soprattutto tra gli studenti delle scuole medie. Questo argomento è legato a quanto ho detto prima sulle reazioni intense e talvolta irrazionali causate dagli stimoli aumentati dalla tecnologia digitale. Anche in questo caso, la persona è sempre responsabile delle proprie azioni. Spesso il cyberbullismo dipende dall’educazione della persona, da problemi di natura psicologica, ma la tecnologia diventa nelle mani della persona un pericolo che minaccia l’altro.

Ricordiamoci sempre che uno dei problemi seri del mondo digitale è il potere. Il potere di sedurre, manipolare, mentire, provocare odio e violenza contro gli altri. Ecco perché l’educazione etica alla vita nel mondo digitale è una questione della massima urgenza nelle scuole e nelle nostre famiglie.

Come si può applicare “ragione, religione e amorevolezza” alla generazione touch?

Prima di tutto, confidare nei giovani! Loro sono i veri protagonisti del digitale.

Secondo, non dobbiamo avere paura del digitale, perché rimane una grande opportunità per educare ed evangelizzare, ma richiede sempre riflessione e discernimento. Partendo dal Vangelo, è importante mettere la comunione fraterna al centro di qualsiasi forma di comunicazione, mantenendo una visione educativo-pastorale salesiana e un’etica che assicuri il rispetto della persona umana e di tutta la comunità.

Terzo, al fine di avere una sana relazione con il digitale, dobbiamo mettere al centro i giovani. L’approccio del salesiano non può infatti ridursi al suggerimento banale e superficiale che invita a scaricare le App dei social sul proprio smartphone o a diventare in prima persona protagonista di Instagram o Twitch. Educare sempre per la creatività e responsabilità.

Quarto, è molto importante assumere piuttosto l’approccio dell’accompagnamento dinamico, che si traduce nel “camminare a fianco” dei giovani che vivono gran parte della loro vita con gli occhi concentrati sullo schermo dei loro telefoni cellulari. Più necessario, come direbbe don Bosco, è sapere di essere amati!       

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