I FONDATORI

T.B.

Don Carlo DELLA TORRE

Servo di Dio. Fondatore dell’Istituto Secolare delle Figlie della Regalità di Maria Immacolata, il 19° della Famiglia Salesiana.

Don Carlo Della Torre nacque da una famiglia di contadini poveri, ma molto religiosi a Cernusco sul Naviglio (Milano) il 7 luglio 1900.

Aveva 17 anni quando l’Italia, in piena guerra mondiale e scossa dalla disfatta di Caporetto, chiamò anche lui alle armi. Fu al fronte per un anno e mezzo.

Tolta la divisa militare, sentì il bisogno di realizzare la vocazione che gli era nata tra gli orrori delle trincee: diventare sacerdote e missionario per insegnare a tutti il messaggio di pace e di amore di Gesù.

Fu ricevuto tra «le vocazioni adulte» nell’Istituto Cardinal Cagliero di Ivrea, dove rimase dal 1923 al 1926. Di lì partì per l’Oriente, dove avrebbe fatto il suo noviziato. Lo iniziò a Macao (colonia portoghese sulla costa cinese), e lo terminò a Bangnok-Khuek in Thailandia, dove i Figli di Don Bosco stavano iniziando una nuova missione. Qui emise i suoi primi voti religiosi, diventando uno del gruppo salesiano che iniziò le Opere di Don Bosco in Thailandia.

Negli anni 1932-36, mentre compiva gli studi teologici, fu incaricato dai superiori di dirigere, come assistente spirituale, un gruppo di signorine impiegate presso la Missione. Quando egli si accorse che quelle ragazze erano pronte a vivere la vita consacrata, costituì con loro il nucleo di una nuova famiglia religiosa, cioè la «Congregazione delle Ancelle del Cuore Immacolato di Maria».

Mentre la nuova istituzione cresceva, Carlo Della Torre fu ordinato sacerdote e destinato dall’obbedienza ad altri incarichi.

Nel 1940 la seconda guerra mondiale invase le nazioni del Pacifico. Don Della Torre, nel piccolo centro di ThàMuang dove risiedeva, radunò un altro gruppo di signorine che manifestavano inclinazione alla vita consacrata. Aveva intenzione di fondare con loro un’altra famiglia religiosa.

Dopo poco tempo il gruppo di religiose e il loro fondatore si trasferirono a Bangkok, la capitale dello Stato.

Qui nel 1950 don Carlo Della Torre, con il consenso dei Superiori dei Salesiani e l’approvazione del vescovo Chorin, lasciò la Congregazione salesiana per dedicarsi totalmente alla formazione spirituale del nuovo gruppo di consacrate.

Esso prese il nome di «Istituto Secolare delle Figlie della Regalità di Maria Immacolata», fu benedetto dal Vescovo e nel 1954 eretto canonicamente. Don Carlo diresse con sapienza l’Istituto Secolare da lui fondato, lo animò di spirito salesiano e di dedizione apostolica, specialmente verso la gioventù più povera. Fondò scuole affinché le Consorelle vivessero la missione di educatori della gioventù, formando la mentalità e la vita cristiana dei giovani.

Nel 1974 don Carlo sentì che la sua Opera poteva ormai camminare da sola, sotto la direzione dell’Arcivescovo di Bangkok, e chiese ai Superiori di poter rientrare in Congregazione. Ma l’Arcivescovo non era d’accordo: voleva che don Carlo rassodasse ancora di più la sua nuova famiglia religiosa con la sua presenza, la sua parola e la sua direzione. Solo il 5 dicembre del 1981 (don Carlo aveva ormai varcato la soglia degli 80 anni!) il cardinale arcivescovo Michai Kitbunchu comunicò all’Ispettore Salesiano che dava il suo permesso perché don Carlo Della Torre rientrasse nella Congregazione salesiana.

Il 9 dicembre di quel 1981 don Carlo faceva nuovamente la sua professione religiosa nelle mani del Superiore salesiano, attorniato dalle sue Figlie della Regalità di Maria Immacolata.

La sua salute era ormai molto logorata. Visse gli ultimi mesi da Salesiano, vero figlio di don Bosco, che tanto aveva amato durante la sua vita.

Passò alla Casa del Padre il 4 aprile 1982.

Appartenenza alla Famiglia Salesiana

Le “Figlie della Regalità di Maria” diventarono un gruppo della Famiglia Salesiana il 12 luglio 1996. Hanno un rapporto speciale con la Congregazione Salesiana, sia attraverso il suo fondatore sia attraverso lo spirito tramandato alle sodali. L’Istituto riconosce il Rettor Maggiore come il successore di don Bosco, padre e guida di tutta la Famiglia Salesiana, chiamato a promuoverne la crescita e l’unità. Gli aspetti tipici dell’Istituto che si rifanno al carisma salesiano sono: l’impegno verso i giovani, che è la condivisione più significativa nella Famiglia di Don Bosco; lo Spirito di Don Bosco, che costituisce l’anima della Famiglia Salesiana; l’accoglienza del Sistema Preventivo con gratitudine e amore verso don Bosco, prendendolo come maestro e modello concreto di come operare con la gioventù e con gli adulti, per offrire proposte efficaci di crescita umana e cristiana.

Identità

Poiché le Figlie della Regalità di Maria sono delle laiche consacrate, la missione dell’Istituto si concretizza essenzialmente nella testimonianza di vita. Inoltre l’Istituto svolge alcune attività evangelizzatrici, come ad esempio:

✦ l’istruzione e la formazione della gioventù nelle scuole;

✦ la catechesi e attività catechetiche secondo le necessità;

✦ gruppi di persone che volontariamente aderiscono alla recita giornaliera del Rosario;

✦ attività giovanili del gruppo “amici di Maria”;

✦ attività caritative di vario tipo, per esempio durante le inondazioni;

✦ organizzazione di gruppi “Single Mums’, cioè di madri che sono state lasciate sole ad allevare i figli;

✦ collaborazione in attività ecclesiali nelle commissioni della Conferenza Episcopale della Thailandia, quali “mass media”, ufficio liturgico e la società missionaria.

Sfide per il futuro

✦ Vivere nella semplicità: scelgono una povertà concreta nell’alloggio, nel vestito, nella vita quotidiana, nel posto di lavoro. Hanno Maria come modello di vita.

✦ Educare la gioventù: promuovere la persona umana, guidare i giovani nella vita spirituale, aiutarli a coltivare buone abitudini e a promuovere i valori del Vangelo.

✦ Formare buoni cristiani: giacché i cristiani in Thailandia sono una piccola minoranza, offrono ai giovani figli l’opportunità di sperimentare un’atmosfera di famiglia con adulti che si prendano cura di loro.

✦ Promuovere la preghiera del Santo Rosario: la recita del Rosario e la sua promozione sono un’eredità di don Carlo e un compito molto impegnativo per l’Istituto.      

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