LE CASE DI DON BOSCO
La comunità
Don Bosco e
VALLECROSIA
Un amore che dura da 150 anni
Don Fabio Attard, nelle giornate 6, 7 e 8 marzo ha soggiornato nell’Istituto di Vallecrosia per celebrare, insieme alla Comunità Salesiana e alla Parrocchia di Maria Ausiliatrice, l’anniversario del 150° della fondazione della Casa Salesiana avvenuta il 10 febbraio del 1876 per volere dello stesso don Bosco.

Narra un’antica memoria che quando papa Pio VII tornò dalla prigionia in Francia, diretto a Savona, passò nella zona del Torrione. Da Vallecrosia alta, scese numerosa la popolazione ad accoglierlo. Stupito, il Papa chiese da dove venisse tanta gente, gli risposero da Vallecrosia, una cittadina nell’interno della vallata. Allora il Papa si volse verso quella direzione benedicendo. I vecchi dicono che proprio nel luogo benedetto dal Santo Padre, 60 anni dopo, don Bosco fece erigere la sua chiesa di Maria Ausiliatrice.
La cittadina che conosciamo ora, affacciata sul mare, proprio non c’era. Era poco più di una strada che collegava le più famose Bordighera e Ventimiglia.
Sul finire dell’Ottocento la costruzione della ferrovia e l’introduzione della coltivazione dei fiori importata dal botanico tedesco Lodovico Winter, cominciarono a popolare la costa. E qui arrivarono i Valdesi a istituire una scuola elementare gratuita che attirava fanciulli e famiglie.
“Ho bisogno che don Bosco venga in mio aiuto”
Con queste parole, il vescovo monsignor Lorenzo Biale si rivolse, piangendo, a don Cerruti, Direttore di Alassio, dopo averlo invitato a Ventimiglia – don Bosco era già noto in tutta Italia per la sua opera educativa – e gli dipinse a tinte fosche la situazione della Diocesi per la scarsità del clero, delle vocazioni e per quest’ultimo grave pericolo per i giovani.
Don Cerruti ne fu impressionato, immediatamente raggiunse don Bosco che si trovava a Cuneo, lo trovò che stava pregando il Rosario in località Beinette, lo fece chiamare e gli riferì a calde parole l’ansia di quel pastore. Don Bosco rifletté, concentrato nel pensiero della Madonna che stava pregando, e rispose: «Ritorna a Ventimiglia e dì al Vescovo che da questo momento siamo a sua disposizione». Era il 1874.
Tavoli traballanti e sedili incerti
Di ritorno da Nizza Mare, don Bosco giunse nel 1875 a Vallecrosia e… fu amore a prima vista. Visitò la Casa Lavagnino e il terreno acquistato e subito si delinearono i programmi. I salesiani avrebbero tenuto le scuole maschili, le Figlie di Maria Ausiliatrice le scuole femminili. Alle prime spese avrebbe provveduto il Vescovo. Nel corso del colloquio don Bosco vide il Vescovo un po’ preoccupato.
«Eccellenza, avete qualche dubbio?»
«Nulla, nulla! Solo pensavo se volete la mobilia tutta nuova, sarà una grave spesa».
Al che don Bosco rispose: «Purché i tavoli non ballino la monferrina, le sedie tengano su quelli seduti e sui banchi si possa scrivere, mi accontento».
Arrivarono, il 9 febbraio del 1876, tre suore e tre salesiani ad alloggiare in quella misera casetta. Il 14 febbraio iniziarono le scuole e l’oratorio. Il successo superò ogni attesa, i locali si rivelarono subito insufficienti. L’oratorio si faceva all’aperto, itinerante tra la spiaggia e le colline, per la scuola si adattarono la sacrestia, il ballatoio, perfino un corridoio lungo e stretto. Don Bosco, che seguì da vicino lo sviluppo dell’opera e il Progetto della Chiesa, tornò a Vallecrosia ben 12 volte.
Si raccontano in merito episodi gustosi e fatti prodigiosi.
Una volta don Bosco veniva in carrozza da Ventimiglia a Vallecrosia, si voltò e vide una folla ansimante che correva a piedi, dietro la carrozza per vederlo, allora pregò il cocchiere di procedere a passo d’uomo perché non si affaticassero troppo. Diversi miracoli operati in questa zona sono raccolti nella Guida turistica della città di Vallecrosia e testimoniati da una lapide del Seminario vescovile Pio XI, già Villa Moreno.
L’entusiasmo di don Bosco per Vallecrosia appare in una lettera a don Cagliero in cui dice: «La casa di Bordighera è avviata eccellentemente. Si sono già sottratti ai protestanti un centinaio di giovani…».
Cittadella salesiana
Vallecrosia è cittadella salesiana. Ancora oggi tra le “vecchie” famiglie non ce n’è una che non vanti (anche millantando un po’) qualche antenato che ha servito messa a don Bosco o l’ha servito a tavola o gli ha portato il caffè. Lo stuolo di exallieve ed exallievi è davvero imponente. Se ne trovano in tutte le funzioni pubbliche, a tutti i livelli.
Scava scava, siamo un po’ tutti salesiani.
Il possente abbraccio dell’istituto Don Bosco e dell’istituto Maria Ausiliatrice alla Chiesa, caratterizza il paesaggio urbano di Vallecrosia e ne testimonia, in parte, la storia.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice vi hanno dato vita ad uno storico istituto Magistrale che ha formato generazioni di “maestre”. “Va a scuola al Torrione”, si diceva delle giovani di belle speranze, per indicare un privilegio e una qualità distintiva.
La scuola ricevette riconoscimenti pubblici tra cui la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per meriti educativi e didattici. Si distinguevano le “alunne delle suore” per la solidità delle conoscenze, per l’educazione, per il tratto gentile e per la creatività che ne facevano maestre ricercate e stimate.
Lo stesso dicasi degli alunni del “Don Bosco”, noti per la disciplina, la tenacia nel lavoro, l’amore per lo sport e per la musica.
“Dire e fare” don Bosco oggi a Vallecrosia
Ci si orienta verso strutture più agili e verso forme di presente più rispondenti alle esigenze di oggi. Il progetto di ristrutturazione è in corso già da anni ed è in continua revisione. L’Istituto Don Bosco ospita oggi corsi cnos-fap, molto apprezzati e ricercati sul territorio. Iniziato nel 2002, in questi ultimi anni la sede di Vallecrosia ha erogato servizi di formazione professionale nei seguenti ambiti: attività rivolta all’obbligo formativo (diritto-dovere alla formazione e istruzione), svolgimento di corsi di prima formazione nel settore amministrativo segretariale; attività per disoccupati maggiorenni e diplomati; attività di aggiornamento in formazione continua rivolta a soggetti lavoratori; attività di orientamento e di prevenzione della dispersione scolastica.
IL RETTOR MAGGIORE PER IL 150° DELLA FONDAZIONE DELL’ISTITUTO
La “tre giorni di festa” organizzata per i 150 anni di presenza Salesiana a Vallecrosia è culminata con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria e della consegna delle chiavi della città al Rettor Maggiore svoltasi, in un’atmosfera veramente solenne ed emozionante, nella chiesa santuario di Maria Ausiliatrice piena di pubblico, al massimo della propria capienza.
Alla conclusione della cerimonia hanno poi preso il via giochi, spettacoli e intrattenimento e un’apericena offerta dai tanti volontari che hanno collaborato.
Il Rettor Maggiore, negli intensi tre giorni passati a Vallecrosia, è stato accompagnato in alcuni luoghi cari a san Giovanni Bosco che soggiornò in vari momenti nella cittadina per veder crescere il proprio Istituto e la grande Chiesa di Maria Ausiliatrice, come ad esempio la prima ubicazione del 1876 chiamata Casa Lavagnino, di fronte all’attuale Istituto, l’ex Seminario (all’epoca Villa Moreno) dove è ancora presente la cameretta da letto dove dormiva e, all’esterno, la lapide che lo ricorda. Don Fabio Attard è poi voluto entrare nella Chiesetta degli Angeli Custodi dove don Bosco si raccoglieva in preghiera e, insieme agli accompagnatori, ha recitato un’Ave Maria, preghiera che ha sempre recitato al termine di ogni incontro con la Comunità di Vallecrosia, come del resto aveva insegnato don Bosco.
Domenica 8 marzo è stata infine celebrata la Santa Messa nella Chiesa Santuario di Maria Ausiliatrice, presieduta dall’XI Successore di don Bosco, don Fabio Attard, coadiuvato da altri undici sacerdoti salesiani, tutti legati alla Casa di Vallecrosia, religiosi provenienti da Roma, da Genova e da tutta la Circoscrizione. È stato utilizzato per la solenne occasione un calice donato dallo stesso don Bosco alla Casa di Vallecrosia.

















