BS Luglio/Agosto
2025

LA NOSTRA FAMIGLIA

Marta Rossi

“CON DON BOSCO NEL CUORE, ovunque mi trovo”
Incontro con Antonio Boccia

Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, il terzo ramo della Famiglia Salesiana.

Nel 2026 l’Associazione dei Salesiani Cooperatori festeggerà 150 anni dalla fondazione, a opera di don Bosco: la data coinciderà con il congresso mondiale, appuntamento importante per tracciare una linea ma, soprattutto, per guardare al futuro.

Da Torre Annunziata nella provincia di Napoli, dove vive, al mondo intero, con lo spirito di don Bosco come guida. Antonio Boccia è il Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, gruppo della Famiglia Salesiana, realtà viva e diffusa in tutti i continenti.

Terzo ramo della Famiglia Salesiana, dopo sdb e fma, i Salesiani Cooperatori nacquero dall’intui­to profetico di don Bosco nel 1876: fin dall’inizio della sua opera apostolica, si circondò di amici, uomini e donne, che potevano dargli una mano nelle attività che prendevano forma, dalla scuola all’oratorio, dall’assistenza in cortile fino ai laboratori professionali. In quel suo “ho sempre avuto bisogno di tutti”, don Bosco ha sempre incluso i suoi numerosi collaboratori e amici laici. Nel 1876 dà forma associativa a questo numeroso gruppo di persone entusiaste di stargli accanto: nascono così i Salesiani Cooperatori. Don Bosco stesso ne traccia una regola spirituale, da “salesiani nel mondo”: siamo lontani dal Concilio Vaticano II e nonostante i suoi numerosi tentativi di inserire i Salesiani Cooperatori nelle Costituzioni della Congregazione che stava per nascere, non gli fu permesso. Ha continuato però a lavorare fino alla fine con i laici, dando loro responsabilità e offrendo amicizia e profondo senso di corresponsabilità nell’educazione dei giovani.

Oggi, i Salesiani Cooperatori sono circa 30mila in tutto il mondo, in 102 nazioni. Sono organizzati in diversi livelli: il cuore dell’associazione è il centro locale, presente prevalentemente nelle case salesiane, poi il livello provinciale, quello regionale e infine, il consiglio mondiale. Antonio ne è il coor­dinatore mondiale dal 2018.

Sposato con Franca, 64 anni, Antonio è padre di Giuseppe, Carolina (Figlia di Maria Ausiliatrice) e Vincenzo (sposato con Katia), nonno di Antonio Savio e Matteo. Salesiano cooperatore da oltre 40 anni, dal 2018 appunto è coordinatore mondiale dell’Associazione, dopo aver prestato il suo servizio a livello locale, provinciale e regionale.

Con entusiasmo e spirito di servizio, guida questa comunità laicale impegnata a vivere il Vangelo nello stile salesiano, dentro la quotidianità delle famiglie, dei luoghi di lavoro, delle opere salesiane, delle parrocchie e delle periferie esistenziali.

Nel 2026 l’Associazione dei Salesiani Cooperatori festeggerà 150 anni dalla fondazione, a opera di don Bosco: la data coinciderà con il congresso mondiale, appuntamento importante per tracciare una linea ma, soprattutto, per guardare al futuro.

“Il mio sì è nato nella semplicità dell’Oratorio Salesiano”

Antonio, com’è nato il suo legame personale con don Bosco e che cosa l’ha portata a diventare salesiano cooperatore?

Fin da ragazzino frequentavo l’Oratorio salesiano della mia città. Ricordo ancora il primo giorno: gli amici mi portarono dal Direttore per presentarmi; quando, dopo qualche ora, stavo uscendo, lui mi salutò chiamandomi per nome. In mezzo a tanti ragazzi si era già ricordato di me: quella carezza di attenzione mi conquistò, e l’oratorio divenne la mia seconda casa. Crescendo ho trovato lì un ambiente accogliente, vivace, innamorato dei giovani. Dopo gli anni dell’adolescenza, un salesiano che seguiva la nostra squadra di basket ci provocò: «Non potete fare gli animatori per sempre, scegliete una forma adulta di fede». Così ho incontrato l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e ho capito che, da laico, potevo vivere pienamente lo spirito di don Bosco. Ho detto il mio “sì” quasi 46 anni fa. Da allora l’opera di Torre Annunziata ha accompagnato i momenti più importanti della mia vita: il matrimonio con Franca e il cammino di fede dei nostri figli.

“La vocazione si vive anche nel lavoro”

Nella sua esperienza professionale, quali valori salesiani ha cercato di incarnare e trasmettere nel quotidiano?

La gentilezza, l’ascolto e quella pazienza educativa che ho respirato in famiglia e all’oratorio li porto con me ogni giorno al lavoro. Sono in un’azienda che sviluppa software gestionali e, occupandomi dell’area commerciale, incontro persone di ogni tipo. Spesso non servono discorsi altisonanti: basta il modo in cui tratti un cliente o un collega perché passi il messaggio del “metodo preventivo”. Da una decina d’anni lavoro accanto a molti giovani, quasi coetanei dei miei figli; con loro parliamo spesso di sogni, di scelte e di futuro. Per me il lavoro non è separato dalla vocazione: è uno dei luoghi privilegiati in cui la testimonianza laicale prende corpo.

“Uniti nella diversità, per una missione comune”

Come Coordinatore Mondiale dell’Associazione, quali sono le sfide più importanti che ha affrontato e quali i traguardi raggiunti finora?

La sfida più grande è farci sentire un’unica famiglia pur parlando lingue diverse e vivendo in contesti culturali, sociali e politici molto lontani. Nei viaggi nei cinque continenti ho visto crescere la coscienza di essere laici salesiani nella Chiesa e nel mondo, anche se con ritmi diversi. Come Consiglio Mondiale puntiamo su formazione, comunicazione e corresponsabilità. Il passo decisivo, direi, è stato adottare uno stile di animazione sinodale: lavorare insieme, ascoltarci, decidere insieme. Così è nato un nuovo slancio missionario dentro l’Associazione e in piena sintonia con tutta la Famiglia Salesiana.

“Ci sentiamo una grande famiglia salesiana”

L’Associazione promuove un forte spirito di famiglia e corresponsabilità: come viene vissuto questo spirito a livello locale e internazionale?

Il clima di famiglia è la prima cosa che colpisce chi ci incontra. A livello locale si traduce in incontri semplici, preghiera e iniziative educative. Sul piano internazionale è più complesso, ma anche affascinante: durante la pandemia abbiamo imparato a usare le piattaforme online e oggi ci ritroviamo regolarmente in rete per formazione e condivisione. Poi ci sono i Congressi: quelli regionali, già celebrati nelle nostre undici regioni, e il Congresso Mondiale che, a maggio 2026, vivrà la sua sesta edizione in occasione dei 150 anni dell’Associazione, fondata il 9 maggio 1876. In quei momenti senti davvero di appartenere a una famiglia carismatica che ha qualcosa da dire alla Chiesa.

“Un sogno, una promessa e il futuro”

L’Associazione è in cammino verso questo appuntamento storico che è quello della celebrazione dei 150 anni dalla fondazione. Come si stanno preparando i Salesiani Cooperatori a questo evento?

Il 9 maggio 2026 celebreremo i 150 anni dell’Associazione. Per non arrivare impreparati abbiamo avviato nel 2023 un cammino triennale che ruota attorno a tre parole: sogno, promessa, futuro. Nel primo anno abbiamo fatto memoria delle origini, rileggendo i fatti, anche personali di ogni Cooperatore, che ci hanno generato. Nel secondo – quello che si avvia alla conclusione – vogliamo rinnovarci, attingendo linfa dal nostro Progetto di Vita Apostolica e rafforzando il senso di appartenenza. Il terzo anno sarà il tempo del rilancio: rilanceremo l’Associazione verso le sfide che ci attendono, facendo emergere con più forza la nostra identità laicale. Tutto il Consiglio Mondiale sta animando questo percorso perché diventi un’esperienza corale vissuta da ogni cooperatore.

“Dico ai giovani: non abbiate paura di mettervi in gioco”

Quale messaggio sente di voler lasciare oggi ai giovani che desiderano impegnarsi nella Famiglia Salesiana
come Salesiani Cooperatori?

Ragazzi, non abbiate paura di sognare in grande e di sporcarvi le mani! Vivere da laico lo spirito di don Bosco è una strada entusiasmante e molto concreta, fatta di relazioni vere. Don Bosco ci ha voluti semplici e profondi: capaci di portare speranza ovunque ci troviamo. Dio ha un sogno unico per ciascuno di voi: la felicità nasce quando quel sogno incontra il vostro. Ascoltate il cuore, distinguete le voci che vi parlano dentro e assumetevi la responsabilità delle vostre scelte. Serviranno umiltà, forza e costanza, ma ne vale la pena. Il mondo ha bisogno di giovani adulti gioiosi, affidabili e generosi. Mettetevi in gioco: scoprirete che la santità è una vita piena e felice.          

Per conoscere meglio l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e le attività a livello mondiale, si può visitare il sito ufficiale: www.asscc-mondiale.org

doc02265820250530144311_001
I fioretti di Don Bosco

Il PIEDE del PAPA

05_54428057804_b388b6b580_o
Il messaggio del Rettor Maggiore

La SINDROME di Filippo e quella di Andrea

08_Immagine209560
In Prima Linea

UNGHERIA. Intervista a Gábor Vitális, ispettore

11_IMG-20250509-WA0007
Le case di Don Bosco

FERRARA. Una formidabile lezione di speranza

15_Immagine210406
Salesiani

DON UMBERTO BOLIS. Ho sentito «seguimi» e sono partito

19_DSC_0438
La nostra famiglia

“Con Don Bosco nel cuore, ovunque mi trovo”. Incontro con Antonio Boccia

Nostra Basilica
La nostra Basilica

DUE SCULTURE interessanti

Magic,Pink,Rhododendron,Flowers,On,Summer,Mountain
Tempo dello Spirito

Il MESSAGGIO del CIELO

28_8-Il-Collegio
FMA

Cammini di SPERANZA

33_86903ac7ff73196880d253be24f32baf_XL
Giovani santi

CEFERINO. Santo eroe della Patagonia

shutterstock_2583096005
Come Don Bosco

I verbi dell'educazione 18 - GUARDARE e VEDERE

Happy,Young,Indian,Parents,With,Their,Cute,Little,Daughter,Sitting
La linea d’ombra

LA FELICITÀ... nonostante tutto

38_iStock-2214330528
La storia sconosciuta di Don Bosco

PAPA LEONE XIII e don Bosco

40_Valsè
I nostri santi

Il Santo del mese - La Venerabile Teresa Valsé Pantellini

41_491888613_1089330283239267_8954722311982893874_n
Il loro ricordo è benedizione

Don Luigi Ricchiardi

42_RELAX luglio 2025 Schema
Il crucipuzzle

Scoprendo Don Bosco

Screenshot
La buonanotte

LA CAROVANA nel deserto