LA LINEA D'OMBRA
ALESSANDRA MASTRODONATO
Come FOGLIE al GELO
A volte basta poco per dare il via a questa inversione di rotta: è sufficiente un gesto di fiducia, un nuovo incontro, una piccola o grande novità che venga a illuminare la nostra quotidianità perché «cambi il cielo sopra di noi» ma soprattutto perché si diradi il buio dentro di noi.

Congelati in un presente incerto e senza prospettive. Strapazzati dal vento impietoso di cambiamenti che ci travolgono e ci stravolgono. Aggrappati con tutte le nostre forze a quelle poche certezze che ancora ci restano, a quei sogni di felicità in cui, nonostante tutto, continuiamo a credere. Proprio come «bianche foglie al gelo» che, fragili e insieme tenaci, sfidano gli ultimi freddi di un irriducibile inverno.
Appare così, nel momento storico che stiamo vivendo, la condizione esistenziale di tanti giovani adulti, sempre più in difficoltà nel vivere con pienezza la propria età, consci dello scorrere inarrestabile del tempo che – silenziosamente, ma inesorabilmente – porta via con sé occasioni perse, promesse non mantenute, aspirazioni rimaste chiuse in qualche cassetto di cui abbiamo smarrito la chiave. Una condizione che talvolta viene subita in modo passivo e rassegnato, come un dato di fatto ineludibile, fino a perdere di vista il senso stesso del proprio camminare e la consapevolezza della propria dignità di uomini e donne alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Se è vero, però, che oggi più che mai il futuro ci sembra gravato da onerose ipoteche e dalla fatica di scrollarci di dosso quella coltre di paure e preoccupazioni che spesso ci appesantisce e ci sbarra la strada sulla via verso l’adultità, non dobbiamo dimenticare che anche il più gelido degli inverni nasconde in sé il seme della rinascita. I momenti bui che inevitabilmente ci capita di affrontare nel nostro percorso, con il loro torpore e la loro apparente immobilità, sono i muti custodi di più profonde inquietudini che, agendo sotterraneamente dentro di noi, ci sollecitano a resistere, a sperare e ad agire, innescando in noi un rinnovato dinamismo. Senza fretta, ciascuno con i propri tempi, arriviamo infatti a comprendere che il domani è sempre gravido di possibilità, che la vita ci offre infinite occasioni per ricominciare a camminare e rimetterci in gioco: tutto sta nel saperle riconoscere, ponendoci in una prospettiva nuova e cambiando il punto di vista da cui guardiamo la nostra vita e la realtà che ci circonda.
A volte basta poco per dare il via a questa inversione di rotta: sono sufficienti un gesto di fiducia, un nuovo incontro, una piccola o grande novità che venga a illuminare la nostra quotidianità perché «cambi il cielo sopra di noi» ma soprattutto perché si diradi il buio dentro di noi, restituendoci una leggerezza e una luce interiore che pensavamo di aver smarrito per sempre. È allora che scopriamo di custodire dentro di noi un giacimento di risorse preziose che non immaginavamo di possedere, una forza e una resilienza che andavano solo risvegliate: e come piccole gemme in procinto di aprirsi alla vita ritroviamo in noi il coraggio di fiorire, ancora fragili nel vento e senza difese mentre aspettiamo che il sole torni a splendere nelle nostre vite, ma pronte ad accogliere l’arrivo della primavera e a riprendere il cammino laddove lo avevamo interrotto.
Perché, in fondo, è in questo che risiede la nostra dignità: nella capacità di riconoscere, anche nei momenti di stanchezza e disorientamento, il valore inesauribile della vita che abbiamo ricevuto in dono e nella disponibilità a lasciarsi trasfigurare da quei segni anche minimi di luce che, giungendo talvolta inaspettati a rischiarare la nostra esistenza, ci invitano a non sprecarla e a non permettere che appassisca prima di aver portato frutto.
Un fiore cade senza far rumore,
senza colpa né dolore,
senza chiedersi perché.
Dal sonno prende forma un’illusione,
che la vita è un’occasione
e domani si offrirà.
Cambia il cielo sopra di noi,
non c’è fretta e poi
al risveglio il buio si spaventerà;
fra le mani una novità,
la mia dignità
come neve bianca al sole splenderà…
Ritorneremo,
bianche foglie al gelo, nude, senza peso;
ritroveremo
chiuso in un cassetto un altro sogno arreso,
senza chiedersi perché
ieri c’era e oggi non c’è…
Leggero come un cambio di stagione,
voglia di ricominciare,
anche poco basterà.
È come se non fosse mai successo,
la bellezza di un inizio
sembra non finire mai.
Cambia il cielo sopra di noi,
non c’è fretta e poi
al risveglio il buio si addormenterà;
fra le mani una novità,
la mia dignità
come neve bianca al sole splenderà…
Ritorneremo,
bianche foglie al gelo, nude, senza peso;
ritroveremo
chiuso in un cassetto un altro sogno arreso,
senza chiedersi perché
ieri c’era e oggi non c’è…
Come foglie arrese,
senza più difese,
nonostante il vento siamo ancora appese!
Gemme ormai dischiuse,
vene d’acqua e luce,
aspettando il sole mentre il cielo tace…
(Francesco Gabbani, Foglie al gelo, 2016)


















