BS Maggio
2025

LE CASE DI DON BOSCO

Louis Kannan - Foto di Emanuele Bucci

Colle di VAL D’ELSA

Il 2025 segna una tappa speciale per la comunità di Colle di Val d’Elsa, che celebra il 75° anniversario della presenza dei Salesiani. Un percorso di fede, educazione e impegno sociale che ha arricchito la città, creando legami profondi con generazioni di giovani e famiglie.

Colle di Val d’Elsa è una cittadina al centro della Toscana sulle colline del Chianti Senese, fra Firenze e Siena. La sua vita è legata da sempre al fiume Elsa da cui prende anche il nome.

Nascono così definizioni cambiate nel tempo come “Città della carta” per le numerose cartiere le cui macchine venivano alimentate dalla forza motrice delle acque del fiume canalizzate in città e la più recente “Città del Cristallo” di cui è ancora oggi uno dei maggiori produttori mondiali e alla cui attività è stato dedicato proprio il Museo del Cristallo.

Colle è soprattutto una città d’arte per i suoi tesori presenti in un centro storico rimasto intatto, i bellissimi panorami dalle terrazze dalla parte alta della città e una vita sociale attiva.

La storia dell’Opera Salesiana

Su richiesta del Vescovo di Colle di Val d’Elsa, monsignor Francesco Niccoli, rivolta ai Salesiani nella persona di don Giuseppe Festini, Superiore dell’Ispettoria Ligure-Toscana, i Salesiani iniziarono la loro presenza nella Parrocchia di sant’Agostino l’11 novembre del 1950.

I primi Salesiani furono don Giovanni Raineri e don Dario Dori. Colle, all’epoca era divisa in due schieramenti, tra loro in aspro conflitto: quello cattolico e quello comunista. Questo ambiente stimolò don Raineri, personalità di grande spessore umano e culturale, nel serrato confronto con una piazza “rossa” ed anticlericale, ad intraprendere, nei suoi quindici anni di permanenza, opere e iniziative importanti, il Cinema-Teatro, una cooperativa sociale “bianca”, costituita anche grazie all’operato di don Raineri.

A Colle i Salesiani, fin dal loro arrivo, profusero impegno religioso e sociale, l’attenzione verso il mondo operaio e i giovani. Per i giovani in particolare fu attivato nel 1951 l’Oratorio.

La sua evoluzione in 75 anni

Nel 2000, al compimento dei cinquant’anni della venuta a Colle, i Salesiani avevano evidenziato uno spazio privilegiato nel contesto religioso, sociale e culturale della città, dove operavano nella conduzione delle seguenti parrocchie: S. Agostino, S. Maria Assunta (Spugna), S. Giovanni Bosco (Campolungo) e S. Maria Maddalena (Castiglioni Alto).

I Salesiani anche oggi, a 75 anni dal loro arrivo, continuano a svolgere il loro prezioso ministero a Colle, dove sono una realtà profondamente radicata, non solo nella vita religiosa, ma anche in quella socioculturale.

Una storia di 75 anni caratterizzata da un denominatore comune: la ricerca costante dell’affermazione dei principi cristiani, perseguita in modo particolare nello stile di don Bosco.

Dal 1950 al 2025 sono avvenuti molti cambiamenti culturali e sociali: l’immigrazione dal Sud e a partire dagli anni novanta dall’Albania e Romania.

L’aumento della popolazione ha richiesto la costruzione di nuove abitazioni nelle zone dell’Abbadia, Campolungo e Agrestone. Di conseguenza si è avuta anche la costruzione di due nuove Chiese, di S. Alberto a La Badia e di S. Giovanni Bosco in Campolungo, nonché di una Moschea.

I punti di forza

L’anno 2025 segna il raggiungimento dei 75 anni di presenza dei Salesiani a Colle. Eventi vari si sono succeduti nel corso dell’anno e il primo è avvenuto il 2 febbraio con la concelebrazione presieduta dal cardinale arcivescovo Augusto Paolo Lojudice e i Salesiani.

Don Kannan Louis, intervistato, ha detto: “Questo inizio dei festeggiamenti è l’occasione per ritrovarsi, per condividere ricordi e testimonianze di una storia che ha lasciato un segno indelebile a Colle di Val d’Elsa”.

I 75 anni segnano un percorso di fede, educazione e impegno sociale che ha arricchito la città, creando legami profondi con generazioni di giovani e famiglie. È anche un’opportunità per rendere grazie a Dio per il lungo cammino percorso e per la dedizione dei Salesiani, che hanno sempre messo al centro il bene dei cittadini e giovani, soprattutto quelli più bisognosi.

I Salesiani sono arrivati a Colle di Val d’Elsa nel 1950, quando la città stava attraversando un periodo di trasformazione. In quel contesto, la presenza salesiana si è subito distinta per la sua capacità di rispondere ai bisogni educativi e sociali della comunità. La parrocchia, l’oratorio e il centro giovanile sono diventati punti di riferimento fondamentali, non solo per i ragazzi, ma anche per le loro famiglie.

“Un evento speciale sarà il coinvolgimento della popolazione, che rappresenta la memoria vivente di questi 75 anni di impegno educativo – afferma don Kannan Louis, il Direttore-parroco. Questo anniversario non è solo un’occasione per celebrare il passato, ma anche un momento di rinnovamento”. La presenza salesiana continua a essere un punto di riferimento per la comunità di Colle di Val d’Elsa, pronta a proseguire il suo cammino di educazione e fede, con la stessa passione e impegno che ha contraddistinto questi lunghi anni. I 75 anni dei Salesiani a Colle di Val d’Elsa sono l’occasione per guardare con gratitudine al passato, ma anche per sognare insieme un futuro di speranza, educazione e crescita”.

“Nel corso di questi 75 anni, i Salesiani hanno lavorato incessantemente per trasmettere valori cristiani e umani, seguendo l’esempio di don Bosco, il fondatore della Congregazione – afferma don Guido Tessa – l’educazione, la carità, l’attenzione alle persone più vulnerabili sono stati i pilastri di un’opera che ha saputo adattarsi alle sfide dei tempi, mantenendo però saldi i principi che ne guidano la missione”.

La nostra presenza salesiana a Colle significa molto, in quanto noi ci prendiamo cura dei giovani e specialmente di giovani poveri e bisognosi, avendo un oratorio, che accoglie tanti giovani di diverse etnie e culture. Servire la gente, i giovani, i bambini e offrire loro un ambiente accogliente, educativo, pastorale e spirituale è sempre il nostro sogno attuale ed anche per il futuro.

“In un’epoca in cui le sfide educative e sociali si fanno sempre più complesse, la figura di don Bosco e il carisma salesiano continuano a rappresentare una luce guida per la nostra comunità. Attraverso le loro opere, i Salesiani hanno contribuito non solo alla formazione dei nostri ragazzi, ma anche al rafforzamento di quel tessuto di solidarietà e partecipazione che rende Colle di Val d’Elsa un luogo speciale” afferma Piero Pii, Sindaco di Colle.

I giovani che frequentano l’Oratorio di sant’Agostino

Don Stefano Buri, incaricato dell’Oratorio dichiara: “Il cortile è sempre stato il luogo dell’incontro tra ragazzi, attraverso il gioco e altre attività che vengono proposte. Per un lungo periodo è stato frequentato da ragazzi di origine albanese e ultimamente aumentano quelli di origine africana. Per questi ragazzi l’attività sportiva è sempre stata l’opportunità per superare emarginazione e discriminazione. Per questo sono proposti tornei che permettono agli animatori di educarli e farli crescere.

Lungo gli anni il doposcuola ha aiutato diversi ragazzi a recuperare nello studio e nell’autostima.

Unendo i nostri sforzi con le istituzioni, con la Fondazione Territori Sociali Alta Valdelsa, abbiamo raggiunto diversi ragazzi ai margini dei percorsi scolastici della vita sociale”.

Il Cinema-Teatro S. Agostino

Una sala di oltre 600 posti divisa in una galleria e una platea.

Il Cinema-Teatro, associato al c.g.s., offre un programma di film di ottimo livello, suddivisi per fasce di età, aprendosi anche alle richieste delle scuole cittadine. L’attività del c.g.s. è gestita da un gruppo di giovani coppie, volontarie.

Il Cinema-Teatro ha rappresentato per tanti anni e rappresenta ancora oggi un punto di incontro per i più o meno giovani ed occupa un posto non indifferente nell’ambito culturale colligiano.

Caritas Parrocchiale

La Caritas Parrocchiale non è semplicemente una organizzazione di volontariato, ma un’espressione della pastorale della carità operata dalle Parrocchie con l’obiettivo di portare aiuto a chi è nel bisogno, con lo sguardo di Gesù buon samaritano.

La documentazione evidenzia che il numero dei nuclei familiari in situazioni di particolare bisogno, assistiti dalla Caritas è notevole e pertanto per attuare le varie forme di solidarietà, è necessario l’impegno di numerosi volontari, meritevoli di apprezzamento per l’impegno profuso.

L’opera della Caritas è molto stimata dai Colligiani al tal punto che alla medesima nel 2022 fu conferito il Premio Città di Colle.

Il futuro

“La presenza salesiana continua a essere un punto di riferimento per la comunità di Colle di Val d’Elsa” dichiara don Roberto Colameo, superiore dell’Ispettoria. “Pronta a proseguire il suo cammino di educazione alla fede, con la stessa passione e impegno che ha contraddistinto questi lunghi anni. Guardare e ringraziare per il passato, ma sognare insieme un futuro di speranza, di educazione, di crescita.

Ogni casa salesiana, per essere pienamente tale, deve poter riprodurre la stessa tipica esperienza pastorale che fu di don Bosco e presentarsi come realizzazione nell’oggi di quell’originale emblema che fu l’Oratorio di Valdocco. Rinnovare e discernere. Rinnovare, significa sottoporre a costante verifica le attività e le opere che conduciamo se sono una fedele continuazione della missione di don Bosco. Discernere vuol dire porsi in prospettiva di sviluppo. Il campo di azione è immenso, le domande urgono. La risposta non può mancare!”

Il cardinale Augusto Paolo Lojudice ha scritto: “Ci sono in giro per l’Italia – e per tutto il mondo – un sacco di uomini e donne, e non solo preti e suore, ma laici sposati e con figli al seguito, che continuano a prendere alla lettera l’esempio di don Bosco, occupandosi di oratori, case famiglia, associazioni, luoghi di aggregazione; accogliendo, tenendo compagnia, istruendo chi da solo non ce la farebbe mai, italiani e non italiani, dalla pelle bianca o no. Sono credenti, agiscono in nome e per conto del Vangelo: ce ne sono anche a Colle di Val d’Elsa”.

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