FMA

Emilia Di Massimo

Ciò che nessuno può toglierti

Nella Repubblica Democratica del Congo, le Suore Salesiane celebrano ogni anno, in zone differenti, la Giornata Internazionale dei Diritti delle donne con attività, condivisione di tematiche riguardanti il mondo femminile, dialogo.

Lo sviluppo armonioso della società è impensabile senza la partecipazione attiva del genere femminile, tanto che nel corso dell’ultimo secolo molti territori africani hanno conosciuto lotte riguardo allo status sociale delle donne per garantire loro i diritti elementari.

Se oggi la situazione sociale delle donne è cambiata nel mondo è opportuno non dimenticare le disuguaglianze che persistono, l’oblio nelle quali troppe donne sono relegate. Scrive il magistrato Tom Clark: “Un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti”; con l’obiettivo di conferire dignità alla donna l’associazione vides (Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo) presente nella Repubblica Democratica del Congo celebra ogni anno, in zone differenti, la Giornata Internazionale dei Diritti delle donne: attività, condivisione di tematiche riguardanti il mondo femminile, dialogo, sono gli ingredienti principali per rendere consapevoli le giovani del loro valore. Suor Jeannette Kalume, delegata del vides, con tre giovani ricordano alle ragazze l’importanza della cultura, la necessità di acquisire competenze finalizzate alla formazione integrale.

Mediante le attività dell’oratorio si risveglia nelle giovani il genio femminile così importante per l’innovazione, imparano a prendersi cura di se stesse, ad acquisire risorse che favoriscono la loro crescita anche con la possibilità di mettere in campo talenti tea­trali e musicali. Un’esperienza di formazione completa che ricorda quanto asseriva la scrittrice Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa”.

Ma che cosa si sente ad essere volontario VIDES a 360 gradi?

Lo abbiamo chiesto a Christian Matalatala. “L’associazione vides mi ha dato molte opportunità di vivere concretamente un volontariato salesiano. La donazione di me stesso senza aspettarmi nulla in cambio è un valore importantissimo che ho imparato da don Bosco e di cui sono molto orgoglioso. La situazione socio-economica della Repubblica Democratica del Congo ci ha presentato per diversi decenni la precarietà della vita, pertanto come volontario sento le esigenze più profonde delle persone, la speranza che i giovani rappresentano e che deve germogliare; tramite il volontariato sono diventato sicuramente più empatico.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna mi commuovo guardando molti giovani impegnati a preparare il momento di convivialità, ad accogliere le ragazze delle Case famiglia assicurandosi che ognuna di loro si sentisse a proprio agio.

Durante la Giornata internazionale dei diritti della donna, tre giovani volontari narrano le loro esperienze di vita e al termine invitano le ragazze a vivere la speranza nel quotidiano. Le domande che le giovani rivolgono loro mi convincono del desiderio che hanno di migliorare la loro condizione sociale”.

“La percentuale di iscrizioni scolastiche delle bambine
e delle ragazze permane di gran lunga inferiore rispetto alla percentuale
dei maschi. “

“Il sentimento che più sento sia personalmente sia all’interno del vides è quello della gioia che nasce quando si decide di esistere per amare e servire, vivendo ogni giorno che ci viene regalato come la possibilità di condividere la felicità ponendo gesti di amore e di condivisione che fanno apportare a ciascuno l’umanità di cui è portatore”.

L’arma più potente

Il vides inventa anche svariati progetti per le giovani, tra questi il “Sostegno alle ragazze studentesse di Ruashi attraverso la costruzione di un dormitorio-centro educativo” che ha contribuito a migliorare le condizioni di vita di circa 80 studentesse provenienti dai villaggi più poveri della zona offrendo loro un luogo in cui poter soggiornare e studiare, ma soprattutto socializzare e vivere momenti formativi a livello individuale e di gruppo, in quanto la donna vive ancora troppo frequentemente in una situazione di esclusione dal circuito scolastico: nella Repubblica Democratica del Congo la percentuale di iscrizioni scolastiche delle bambine e delle ragazze permane di gran lunga inferiore rispetto alla percentuale dei maschi.

È fondamentale per lo sviluppo di un paese l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna favorendone l’accesso all’istruzione che fornisce le conoscenze e la fiducia necessarie per prendere decisioni sul proprio futuro sia a livello locale sia a livello nazionale. L’istruzione è fondamentale anche nella lotta contro l’hiv/aids in quanto fornisce gli strumenti idonei a proteggersi e rendersi consapevoli del fatto di essere a rischio. Il processo culturale è condotto dalle suore e dai laici del vides nella convinzione che per cambiare il mondo l’arma più potente è veramente l’istruzione, come sosteneva il celebre Nelson Mandela.

Affermava l’accademica Rita Levi Montalcini: “Se istruisci un bambino, avrai un uomo istruito. Se istruisci una donna, avrai una donna, una famiglia e una società istrui­ta”. Ci sembra che sia proprio quanto si sta realizzando nella Repubblica Democratica del Congo con autentica e tenace speranza.

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