LE CASE DI DON BOSCO
La comunità
CHATILLON
Don Bosco all’ombra del Cervino.
La storia dell’Opera
L’Istituto Orfanotrofio Salesiano “Don Bosco” di Châtillon nasce nell’immediato dopoguerra (1948) allo scopo di accogliere ragazzi bisognosi di sostegno morale, spirituale, sociale ed economico. I Salesiani vengono chiamati in Valle d’Aosta dalla Società “Saifta”, che gestiva lo stabilimento “Soie” di Châtillon. Fu la stessa direzione dello Stabilimento a mettere a disposizione alcuni locali per accogliere, in qualità di convittori, orfani e figli dei dipendenti della “Soie”.
Alla fine di agosto del 1948, 33 ragazzi costituiscono il primo nucleo di allievi. Inizia un regolare corso di Avviamento Professionale di tipo Industriale con specializzazioni per Meccanici-aggiustatori e Falegnami-ebanisti. Con l’introduzione della scuola dell’obbligo, nell’anno 1965 l’Avviamento Professionale viene sostituito dalla Scuola Media e la Scuola Tecnica dall’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (ipia), nelle due specializzazioni di Congegnatori meccanici e di Ebanisti-mobilieri.
In seguito, la “Châtillon-Montefibre”, ultimato il suo corso nell’ambito della lavorazione, non può più sostenere economicamente l’Orfanotrofio e ne mette in vendita la struttura. La Regione Valle d’Aosta, nel maggio 1980, acquista tutta la struttura scolastica e la offre in gestione ai Salesiani.
Nel luglio del 2001 nasce l’Associazione cnos/fap Regione Valle d’Aosta.
A partire dall’anno scolastico 2010-11, con la riforma Gelmini, l’Istituto Professionale passa da percorso triennale a percorso quinquennale.
Il cortile
Pensando all’importanza strategica del cortile secondo lo spirito di don Bosco, il fiore all’occhiello degli spazi offerti ai ragazzi è sicuramente quello che noi chiamiamo “cortile coperto”. Un edificio esteticamente molto bello che contiene un campo da pallavolo, un campo da calcetto ed uno da pallacanestro, il tutto sotto un tetto sostenuto da travi lamellari, per integrarsi nella tipica edilizia valdostana, e completamente finestrato per poter godere del paesaggio delle montagne circostanti. È uno spazio ampio e polifunzionale, progettato per accogliere diverse attività in qualsiasi condizione atmosferica. La sua generosa metratura permette ai ragazzi di muoversi liberamente offrendo un ambiente protetto dove socializzare e svagarsi.
In occasione della festa di don Bosco e al termine dell’anno scolastico il cortile coperto si trasforma in palco per lo spettacolo dei ragazzi/e della scuola media. Questo spazio non è soltanto un luogo di ricreazione e sport, ma anche uno spazio per la cultura, la socializzazione e la celebrazione dei valori educativi ispirati a don Bosco. È uno spazio che ricorda gli oratori di don Bosco, dove il gioco e la sana competizione erano strumenti fondamentali per la crescita e l’educazione dei giovani
Ambiti pastorali
La casa di Chatillon è un’opera “completa e complessa”:
✦ “completa” educativamente perché prende in considerazione ragazzi/e dagli 11 ai 19 anni, un arco di età molto delicato e fondamentale per la costruzione della personalità;
✦ “complessa” perché la gestione e l’interconnessione dei 4 ambiti pastorali non è semplice a livello di orari e spazi. Però questo aiuta molto ad aiutarsi e apprezzarsi vicendevolmente.
I quattro ambiti pastorali presenti sono:
✦ Il Centro di Formazione Professionale che propone un corso triennale di motoristica d’auto e carrozzeria e un corso quadriennale di Tecnico degli impianti elettrici; corsi di riqualificazioni per lavoratori e imprese.
✦ L’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato che propone due percorsi quinquennali: mat (Manutenzione Assistenza Tecnica-meccanica); iam (Industria Artigianato-Made in Italy-arredi-legno).
✦ La Scuola secondaria di primo grado raccoglie ragazzi/e della media-bassa valle. Da quest’anno la nostra scuola ha innovato la sua didattica diventando una scuola certificata d.a.d.a. (Didattica per Ambienti Di Apprendimento).
✦ Il convitto Don Bosco riservato agli studenti frequentanti l’ipia e il cnos, ospita i ragazzi provenienti dal vicino Piemonte o dalle nostre vallate che possono risiedere presso l’istituto dal lunedì al venerdì.
Il bacino di utenza dell’Istituto Salesiano non si limita al territorio comunale, ma si estende a tutta la Valle d’Aosta.
La motivazione fondamentale per cui gli alunni si iscrivono presso il nostro Istituto è quella di crescere in un ambiente sano e pulito come “buoni cristiani ed onesti cittadini”; per gli alunni della Scuola secondaria di secondo grado l’obiettivo è anche quello di imparare un mestiere.
La situazione di partenza è molto variegata: alcuni alunni hanno situazioni e contesti familiari difficili alle spalle e cercano qui un sostegno per crescere come persone autonome e responsabili, per costruirsi un futuro; altri vivono situazioni serene e desiderano prepararsi in modo eccellente al proprio futuro.
Il principale scopo è l’attenzione per gli alunni più bisognosi, più in difficoltà, più a rischio, quelli la cui famiglia bisogna assistere e in qualche caso sostituire o addirittura quelli per i quali rimanere più a lungo possibile in un ambiente “sano” significa essere tolti dalla strada.
Tutto questo in collaborazione con i servizi sociali, con le scuole di provenienza, con le famiglie e con il territorio. L’Istituto don Bosco ha instaurato rapporti sempre più stretti con le Istituzioni e le aziende; la partecipazione a tutte le iniziative promosse sul territorio è considerata una priorità.
Formazione salesiana e cristiana
In ambito salesiano portiamo avanti, per la scuola media, il gruppo “Savio Club”. Lo scopo principale è quello di aiutare i pre-adolescenti a crescere nella fede cristiana e a seguire l’esempio di Domenico Savio nel loro cammino verso la santità. Questo avviene attraverso la scoperta e l’interiorizzazione dei valori cristiani, la crescita spirituale e l’impegno nel fare del bene. Questo gruppo è collegato con le attività proposte dal centro di pastorale giovanile dell’ispettoria e partecipa agli incontri annuali dove ci si incontra con i Savio club delle altre case salesiane del Piemonte.
Per gli adolescenti e giovani della scuola superiore è attivo il gruppo mgs con l’intento di accompagnare i giovani nella loro crescita umana e cristiana, a livello sia personale sia di gruppo, con l’aiuto di Salesiani, Salesiani Cooperatori e Exallievi. L’obiettivo finale è formare “buoni cristiani e onesti cittadini, futuri degni abitatori del cielo”, secondo l’insegnamento di don Bosco.
Periodicamente viene proposta la celebrazione dell’Eucaristia e la possibilità del sacramento della Riconciliazione. I sacramenti offrono risorse di eccezionale valore per l’educazione alla libertà cristiana, alla conversione del cuore e allo spirito di condivisione e di servizio nella comunità ecclesiale. Don Bosco li riteneva le due colonne fondamentali del suo metodo educativo.
Nei periodi liturgici forti (Avvento-Quaresima) vengono proposte giornate in cui, lasciate le ordinarie attività scolastiche, attraverso esperienze mirate, e testimoni significativi ci si confronta con se stessi e con Dio sul cammino di crescita umana e professionale fatto e si impara a progettare il futuro.
All’interno dell’opera sono presenti anche alcuni gruppi della Famiglia Salesiana.
CEP
Un ruolo fondamentale, per il buon andamento dell’opera e per l’efficacia educativa, riveste il Consiglio della cep (Comunità Educativa Pastorale) che coinvolge le figure apicali dei vari ambiti pastorali e coordina le varie attività sia formative sia pastorali affiancato dalle varie équipe di settore. È bello e produttivo condividere con i laici il carisma salesiano.
TRE DOMANDE AL DIRETTORE
Qual è uno degli aspetti peculiari della casa salesiana di Chatillon?
I Salesiani non sono proprietari della struttura, ma semplicemente dei gestori. La nostra opera ha una convenzione quinquennale con l’Assessorato all’Istruzione della Regione Valle d’Aosta. Questo aspetto non è banale perché ci permette di accogliere molti ragazzi che hanno difficoltà economiche e che sono molto vicini, come situazione, ai ragazzi che aveva don Bosco. Inoltre questo aspetto ci permette di avere un ottimo inserimento nel territorio ed un’ottima collaborazione con i vertici della Regione. Il nostro lavoro educativo gode della stima e dell’apprezzamento delle autorità civili e religiose, delle famiglie, dei servizi sociali, di quanti hanno modo di accostarsi alla nostra realtà e di condividerne qualche aspetto. La ricaduta delle buone prassi, dell’attenzione agli ultimi, della cura delle relazioni producono questo risultato di cui siamo ampiamente soddisfatti.
Come sono i giovani valdostani?
I giovani della Valle d’Aosta hanno dei pregi e dei difetti come tutti i giovani di questo mondo. Quelli che conosco io e frequentano la nostra scuola sono molto legati alla loro Valle, affezionati al paese, alla casa, alle tradizioni locali, amanti della musica e del canto. Per la maggior parte la casa paterna è ancora un valore da conservare nel tempo. Sono molto disponibili al lavoro, al pratico, generosi nel prestarsi quando si tratta di spendere le loro energie a favore di un’opera di bene. Religiosamente sono fragili, piuttosto indifferenti alla proposta evangelica specie se non sono sostenuti dalla testimonianza della famiglia. Talvolta faticano ad osservare norme disciplinari e proposte educative, ma con il passare del tempo ne riconoscono il valore e l’importanza manifestando riconoscenza ed affetto.
Qual è il tuo sogno per l’opera salesiana di Chatillon?
Sogno che la nostra opera possa continuare a svolgere il suo servizio di complementarietà alle altre Istituzioni a favore dei giovani valdostani, offrendo loro un cammino formativo che li porti ad essere, secondo il sistema educativo di don Bosco, “buoni cristiani ed onesti cittadini”. Mi auguro che l’Amministrazione Regionale possa continuare a sostenerci economicamente in modo da rendere possibile il servizio che offriamo ai ragazzi meno fortunati e meno abbienti della nostra Regione. Il mio sogno è di mettere in atto tutti i mezzi possibili perché i giovani valdostani possano guardare al futuro con più serenità e fiducia in sé e nelle istituzioni e diventare protagonisti alla luce degli insegnamenti che la Scuola sta cercando di trasmettere loro.

















