FMA
Emilia Di Massimo
Cento anni di sorrisi salesiani
a SPEZZANO ALBANESE
“Le amate suore salesiane, infatti, giunte a Spezzano nel 1924, da subito – si legge in un comunicato – sono diventate una presenza importante che, nonostante la carenza di vocazioni, sotto il segno vincente degli insegnamenti di don Bosco, resiste e dona al tessuto sociale spezzanese luce e vigore, fornendo sempre nutrimento a schiere di nuove generazioni”.

Donne coraggiose che hanno saputo dare la vita con passione educativa, accogliendo un popolo che ha aperto loro il cuore ed assunto il carisma salesiano come stile di vita. Cento anni di volti che hanno disegnato con creatività tante esistenze, da quando le Figlie di Maria Ausiliatrice sono giunte a Spezzano Albanese, in Calabria, nel 1924. Celebrare un centenario è accorgersi del cammino fatto, rendersi consapevoli che si possiede un memoriale da custodire, radici forti e robuste che aggiungono vita agli anni.
Lasciamo la parola a Salvatore Marco Montone. “È un anno di fermento per la Comunità Educante che desidera ringraziare il buon Dio per il dono prezioso di ogni singola Salesiana vissuta a Spezzano e spiegare le vele al soffio dello Spirito per proseguire la missione. Sono tante le iniziative che si sono susseguite durante il centenario, numerose le attività che hanno coinvolto ragazzi e giovani oratoriani, ma desidero narrare la mia esperienza in cui memoria grata e stupore si intrecciano. Avevo due anni quando entrai nella casa delle fma e da allora, prima nella scuola materna, poi all’Oratorio ed in seguito nel Movimento Giovanile Salesiano (mgs). Mediante la testimonianza delle suore ho imparato che “la santità consiste nello stare sempre allegri” ed oggi sono sacerdote da tre anni e mezzo, ovviamente con cuore salesiano. Riguardo indietro e ripenso alle “mie” suore, ai loro sorrisi, ai loro insegnamenti, alle loro fragilità, al loro farsi madri: è questo che mi ha cambiato”.
Le suore di Spezzano, coralmente, ci dicono che: “Sognare non è facile, ma continuiamo sulla scia di due grandi sognatori: don Bosco e Madre Mazzarello, perché crediamo che la nostra presenza a Spezzano deve avere “futuro”: la nostra casa deve continuare ad essere il “centro” in cui si matura come “Buoni Cristiani, onesti Cittadini e futuri abitatori del cielo”. Vogliamo essere persone di speranza che abitano il tempo con gli Spezzanesi, condividano la vita, aspirino a mete alte, umane e spirituali. Vogliamo “rimetterci in viaggio”, riattivare una relazione positiva, semplice e gioiosa tra l’Istituto delle fma e la città, aprire le nostre porte e lasciare che la vita di ogni persona entri e scombini i nostri luoghi con domande e doni inaspettati. Vogliamo imparare a visitare i luoghi dove i giovani vivono, “uscire” verso le periferie esistenziali con il cuore di Gesù Buon Pastore!”
Inizi inimmaginabili
La Presidente delle exallieve/i, Maria Chiurco, racconta: “Il 12 agosto del 1924 iniziava per noi spezzanesi una nuova epoca sebbene nessuno, in quel momento storico, avrebbe potuto minimamente immaginare quanto importante sarebbe stata la presenza delle fma per la nostra cittadina. Mia mamma, una delle prime allieve, mi raccontava che sua madre le diceva di come quelle suorine venute da lontano fossero un vero dono del cielo. Fin da subito tutti poterono apprezzare l’opera educativa delle suore che, attivissime, fondavano il laboratorio di ricamo e la prima scuola dell’infanzia educando con l’amorevolezza le prime generazioni spezzanesi. Il Carisma si è radicato ben presto nel cuore di tutti, in particolare in tredici ragazze spezzanesi che diedero tutta la loro vita al Signore nell’Istituto delle fma. Alle sorelle dell’attuale comunità, la direttrice suor Elvira, suor Filomena e suor Maria, auguro un apostolato fecondo custodito sempre da Maria Ausiliatrice”.
La voce dei giovani è rappresentata da Rosina Alessio, responsabile del Movimento Giovanile Salesiano. “Con te o senza di te non è la stessa cosa”, così don Bosco diceva ai suoi giovani, così continua a dirmi ancora oggi. Senza di te la mia vita e quella di tanti giovani non potrebbe essere la stessa, non avrebbe quel profumo buono che ci riconduce alla tua essenza. Ho capito negli anni che lo sguardo di don Bosco portava lontano, che guardava già a me, ai tanti ragazzi del mio oratorio, dove ho vissuto e vivo la bellezza di un sogno fatto molti anni fa, il quale prende forma ancora oggi attraverso le vite delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Un sogno che continua a declinarsi nonostante le difficoltà e le fatiche quotidiane, ci dà prova di quanto sia necessario spendere la vita per l’educazione dei giovani. Attraverso le vite delle nostre suore, don Bosco, ci dai testimonianza che il profumo di santità è reale, è visibile negli occhi e nel cuore di chi accompagna i giovani; mettersi accanto a loro non è semplice, richiede un grande impegno ed un cuore pronto ad accogliere, ad affidarsi. Mi sono ritrovata spesso a pregare così: “Io mi affido a te, rendimi migliore. Guidami.” E così tante vite sono state trasformate, ascoltate, accompagnate nella preghiera, amate. La dedizione e la cura fa sì che il carisma raggiunga in profondità il cuore di ogni persona, lo testimonia un amore che dopo cento anni continua a travolgerci con un dono che ha il sapore di una felicità “nel tempo e nell’eternità!”

















