FMA
Monica Sana
Continua dal numero precedente
Cammini di SPERANZA
Sulle orme di Maria Domenica Mazzarello
Arrivare per la prima volta oppure ritornare a Mornese è, per ogni fma e per ogni membro della Famiglia Salesiana, ritornare alle proprie origini carismatiche.
Mornese fu il luogo testimone dello svolgersi della vita di Maria Domenica Mazzarello per 42 anni. Per Main, Mornese fu una porta aperta, che allargò il cuore agli orizzonti del mondo.
A Mornese è nato un progetto di Dio che raggiunge oggi i 5 continenti: l’Istituto delle fma. A questo riguardo è molto significativa la lettera scritta da don Costamagna in viaggio verso l’America: «È così piccolo codesto paese, è un nonnulla codesta casa, eppure per noi è un gran che, per noi è ancora il centro attorno a cui si raggiran le ruote della nostra vita raminga» (don Giacomo Costamagna).
Casa del Sarto Valentino Campi
Maria Domenica, consapevole che lei e Petronilla non possono andare a lavorare in campagna e che entrambe desiderano fare del bene alle giovani del Paese, propone all’amica di imparare il mestiere del sarto e di aprire un laboratorio con il fine principale di togliere le ragazze dai pericoli, farle buone, insegnare loro il mestiere di sarta, a conoscere ed amare il Signore.
Con l’approvazione di don Pestarino e dei loro genitori, le due amiche iniziano “l’apprendistato” dal sarto Valentino Campi e, oltre al mestiere, imparano anche il valore delle stoffe.
Casa Pampuro
Alla fine del 1861, Teresa Pampuro, una Figlia dell’Immacolata, ospitava in casa Petronilla, su indicazione di don Pestarino, dopo la morte del padre.
In questa casa a maggio del 1862, Maria Domenica e Petronilla iniziarono un piccolo laboratorio con tre alunne in una stanza.
Le tre compagne cominciarono entusiaste la loro attività. Le madri erano contente dei progressi delle loro figlie e continuavano a mandarle.
Le alunne aumentavano, lo spazio disponibile ben presto fu insufficiente, l’illuminazione si rivela scarsa, perciò presero la decisione di cercare un locale più adeguato.
Casa Maccagno (1862)
Angela Maccagno, fondatrice della Pia Unione delle Figlie dell’Immacolata, offrì loro gratis una stanza al pianterreno della sua casa situata vicino alla Parrocchia. Vi rimasero circa due mesi.
Su consiglio di don Pestarino, Maria Domenica e Petronilla cercarono un nuovo ambiente ed affittarono dalla signora Birago una piccola stanza ma, ben presto non risultò adeguata e cercarono un altro luogo.
Contrattarono in seguito con il fratello della Maccagno una stanza spaziosa ed arieggiata e un piccolo giardinetto. Il luogo era molto indicato per accogliere le ragazze: qui continuarono il laboratorio quotidiano e iniziarono l’Oratorio festivo.
Casa Bodrato
Nel 1863 si presentò una situazione che, poco a poco, portò alla nascita del primo internato (casa-famiglia). Un commerciante rimasto vedovo chiese a Maria Domenica e a Petronilla se potessero tenere durante tutto il giorno le sue figlie di sei ed otto anni. Poco dopo, la richiesta fu di tenerle anche la notte.
Dopo aver consultato don Pestarino e ricevuto il suo parere positivo, affittarono un’altra stanza sullo stesso corridoio per sistemare i letti. Ma anche questa non si rivelò una soluzione ideale.
Il sig. Antonio Bodrato offrì loro due stanze in affitto nella casa di fronte a quella della Maccagno. Erano stanze ampie e vi si potevano sistemare 5 letti in ognuna. Il dormitorio venne trasportato nella casa del Bodrato mentre il laboratorio continuò in quella della Maccagno.
Quella può essere considerata una vera scuola di lavoro. Contemporaneamente cominciò, senza conoscere ancora don Bosco e la sua opera, il primo oratorio festivo per le ragazze.
Casa delle Figlie dell’Immacolata
Nel 1861, alla morte del padre, don Pestarino, diviso il patrimonio familiare, decide di costruire una casa vicino alla Chiesa parrocchiale. È aiutato economicamente da Angela Maccagno, Teresa Pampuro e Petronilla.
Nella nuova costruzione vive con il suo segretario Giovanni Bodrato per quasi un anno fino all’agosto del 1867 e poi, con l’approvazione di don Bosco, si trasferisce al Collegio lasciando libera la casa per le Figlie dell’Immacolata.
Nell’ottobre del 1867, dopo aver preparato il laboratorio e i dormitori, iniziano la vita comune Maria Mazzarello, Petronilla Mazzarello, Giovanna Ferrettino, Teresa Pampuro e tre fanciulle.
Le Figlie dell’Immacolata rimangono in questa casa fino al 23 maggio del 1872, data in cui di sera vanno a vivere al Collegio.
IL COLLEGIO
Il Collegio è la prima casa madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Vi si accede per la stretta via di Borgoalto che dalla piazzetta del paese sale verso il castello dei Doria, oppure da via Mario Ferrettino (una volta via Valgelata), che dalla piazzetta attraversa un gruppo di case ed arriva all’antica entrata.
Nel 1861, durante la convalescenza, a Maria Domenica passando per una collinetta di Borgoalto, parve di trovarsi di fronte a un caseggiato, mai visto prima, con numerose ragazze e si disse: “Ma qui non c’è mai stato questo palazzo! Che succede?” E sentì una voce che le disse: “a te le affido!!!”
La proposta di costruire un collegio per i ragazzi del paese venne da don Pestarino con l’approvazione data da don Bosco, come collegio per i ragazzi. Il 13 giugno 1865 si fece la cerimonia di “posa” della prima pietra. Poi, nel 1871, giunse il veto dalla curia di Acqui: non si poteva destinare il collegio per i ragazzi; don Bosco decise che sarebbe diventato la casa per l’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Nel 1872 vi si trasferì Maria Mazzarello con le sue giovani, che divennero Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il Pozzo
L’antico pozzo, da cui le prime Figlie di Maria Ausiliatrice attingono l’acqua per i bisogni della casa, si trova allo stesso posto nel cortile del collegio ed è stato ristrutturato conservando le sue linee essenziali e le dimensioni.
Simbolo emblematico e custode dello spirito delle origini, rappresenta la freschezza di tale spirito, della povertà vissuta con serenità, del lavoro corresponsabile, dello stile di relazioni semplici ed aperte, di disponibilità ed allegria.
La cameretta di Madre Mazzarello
La cameretta è situata al primo piano. Madre Mazzarello occupò questa camera dal 1872 al 1879. Piccola ed essenziale, è un luogo ricco di ricordi ed insegnamenti. Da qui la Madre scriveva le lettere alle sorelle con il desiderio di raggiungere le figlie lontane, in modo particolare quelle partite per le missioni in America Latina. In questa camera alimentava il suo desiderio di essere missionaria e scriveva alle figlie: “Sebbene vi sia il mare immenso che ci divide, possiamo vederci ed avvicinarci ad ogni istante nel Cuore Sacratissimo di Gesù […]” (L 22).
La Cappella del Collegio oggi
È stata benedetta e inaugurata il 16 aprile 1995, giorno della Pasqua del Signore.
La ristrutturazione è stata realizzata su disegno dell’ing. Innocenzo Timossi, sdb, che, attraverso la linearità architettonica, ha saputo far emergere i tratti fondamentali della spiritualità di santa Maria Mazzarello.
Il presbiterio è stato realizzato utilizzando marmi, colonnine, tessere di mosaico della cappella precedente. Due sono i punti di attrazione nel presbiterio:
✦ Il tabernacolo-croce: la croce e il tabernacolo costituiscono un unico blocco. Gesù continua a dare la sua vita per noi nel Pane dell’Eucaristia.
✦ La statua di Maria Ausiliatrice: è al centro della piccola abside. Non si può dissociare l’Eucaristia dalla devozione a Maria. L’amore a Maria è stato intenso nella vita di Maria Mazzarello.
Le vetrate realizzate dall’artigiano Franco Cristiani su disegno del pittore Nino Marabotto, parlano dello “spirito di Mornese” vissuto nei vari momenti della vita di santa Maria Mazzarello.
IL ROVERNO: LUOGO DI SOLIDARIETÀ
Dalla strada che porta ai Mazzarelli, dopo la piazza Gustavo Doria, si svolta a destra per via san Carlo e si continua fino al bivio dove si prende la strada di sinistra e si scende inoltrandosi sempre più nel bosco. Si giunge così al torrente Roverno.
Per ogni Figlia di Maria Ausiliatrice il Roverno è un luogo simbolo che racchiude molti temi della spiritualità mornesina.
Le prime sorelle, aiutate e guidate dalla Madre, Maria Domenica Mazzarello, hanno compreso che la vita salesiana consiste nella condivisione semplice, operosa e lieta di un lavoro quotidiano – spesso duro – che le rende vicine alle persone, alla gente del paese, alle ragazze. Non ci sono privilegi, come le donne di Mornese si va al torrente per lavare la biancheria e, sotto il sole cocente, si piega la schiena tutto il mattino.
CONTATTI
Casa per Ferie S. Maria Mazzarello
Via M. Ferrettino 18-15075 Mornese AL
Tel. 0143887860 www.fmamornese.org
email: accoglienza.mornese@fmapiemonte.it
Casa per Ferie Mazzarelli
Via S. M. Mazzarello 44 – 15075 Mornese AL
Tel. 0143875334 www.fmamornese.org
















