BS Ottobre
2025

SANTI

Paul Ripaud (da Don Bosco aujourd’hui)

CAMILLE COSTA DE BEAUREGARD
Il “don Bosco savoiardo”

Nel 1954 i Salesiani furono chiamati a Chambéry per occuparsi dell’orfanotrofio del Bocage, opera fondata da Camille Costa de Beauregard, ereditando una casa che ospitava un gruppo di bambini, un terreno devastato e anche la causa di canonizzazione del Fondatore, in corso da trent’anni (1925). Padre Chambe, il primo direttore salesiano, scoprì la personalità di questo sacerdote diocesano, la cui fama di santità non era cessata dopo la sua morte.

Camille Costa de Beauregard nacque nel febbraio 1841 da una nobile famiglia savoiarda. Suo padre, il marchese Pantaléon, era un proprietario terriero molto ricco, Grand Ecuyer del re di Piemonte-Sardegna, Carlo Alberto. Fu membro del Parlamento di Torino, dove si scontrò in particolare con Camillo Cavour, piuttosto anticlericale. La famiglia viveva nel castello di La Motte-Servolex, vicino a Chambéry, nel cuore di un grande appezzamento di terreno irrigato da un piccolo fiume e da uno stagno. Il giovane Camille era il quinto di nove fratelli. All’età di 11 anni viene mandato dai gesuiti a Brugelette, in Belgio; a 15 anni va a Tolosa, sempre dai gesuiti, prima di tornare al castello con un precettore, l’abbé Chenal, che sarà al suo fianco per decenni.

Dalle serate mondane al sacerdozio

Attratto dalle serate mondane, sempre vestito all’ultima moda, Camille attraversa un periodo di dubbi, una crisi profonda che lo porta ad abbandonare quasi ogni pratica religiosa. Rimane però fedele alla preghiera a Maria.

L’abbé Chenal lo accompagna senza mettergli fretta. Un giorno fa uno strano sogno. Si trovava a Parigi, all’uscita da una riunione sociale con i suoi genitori. Sul marciapiede, due bambini con lo scialle tendono la mano per ricevere una moneta. Camille dà loro una stretta di mano e sale in macchina. Cullato dai sobbalzi, si addormenta. In sogno, si vede accogliere questi due ragazzi, educarli e dar loro un mestiere. Poi ne arrivano molti altri. Si sveglia turbato. Da quel momento in poi, il suo comportamento inizia a cambiare e le sue letture diventano più serie.

Un giorno, nella cattedrale di Chambery, ebbe un’illuminazione! Ritrovò il Dio che stava fuggendo, versò lacrime dolci (come lui stesso racconta) e sentì la chiamata alla donazione totale nel sacerdozio. Dopo un ritiro spirituale, entrò nel Seminario francese di Roma nel settembre 1863. Ebbe molta difficoltà a rinunciare ai suoi gusti lussuosi e l’austera tonaca, che ora indossava, era molto difficile da portare. L’abbé Chenal, che lo aveva accompagnato nella città santa, un giorno gli regalò un quadro raffigurante san Benedetto Labre, il povero mendicante morto in condizioni di estrema povertà, dicendogli: «È lì che bisogna arrivare!». Camille capì la lezione.

Si rivolse dapprima ai bambini di un quartiere povero di Roma, poi, nel giugno 1867, tornato a Chambery, una volta diventato sacerdote, chiese al suo vescovo un posto di quarto vicario nella cattedrale, senza stipendio né alloggio, per mettersi al servizio degli operai. Fondò inoltre, per loro, una «Società di Mutuo Soccorso San Francesco di Sales».

Una vita per gli orfani

Pochi mesi dopo la sua nomina, il colera colpì la città e decimò intere famiglie. Gli orfani si moltiplicarono e si ritrovarono per strada. Il cuore di Camille non poteva rimanere insensibile. Ne accoglie alcuni nel bilocale che occupa. Ma questa situazione non può durare, tanto più che altri bambini arrivano in soccorso. Il conte di Boigne, benefattore della città di Chambéry, gli propone l’antica casa delle dogane. È l’inizio dell’opera della sua vita, al servizio dei bambini privi di genitori; è qui che il suo umile lavoro con i piccoli lo porterà a una santità riconosciuta da tutti i suoi contemporanei, compresi gli anticlericali.

L’edificio era sufficientemente grande e adatto e poteva essere utilizzato come giardino. L’ambiente naturale di questo luogo contribuì a far sì che il quartiere venisse chiamato “Le Bocage”. Il proprietario li accolse calorosamente e, in una lettera datata 7 dicembre, offrì loro un contratto di locazione per diciotto anni.

Questa offerta diede impulso al nuovo orientamento di Camille: da quel momento in poi sarebbe stato il “padre degli orfani” e avrebbe sacrificato la sua vita e la sua salute a questa responsabilità. I primi mesi del 1868 furono dedicati alla realizzazione dell’opera.

Il Conte trasformerà presto l’affitto in donazione, firmando l’atto l’11 marzo 1868.

Da aprile, nella nuova casa furono ospitati dieci ragazzi di età compresa tra 6 e 13 anni. Alla fine dell’anno erano 21 e presto molti di più. Camille chiese ai Fratelli delle Scuole Cristiane di prendersi cura di loro durante il giorno e di istruirli.

Dalla mattina alla sera, al servizio dei suoi ragazzi, sviluppò un metodo di insegnamento ereditato da san Francesco di Sales (“Nulla con la forza, tutto con l’amore”), molto vicino a quello di don Bosco, che aveva visitato a Torino nel 1869. Il pilastro centrale di questa pedagogia è l’affetto: “Spesso mi si chiedeva quale sistema, quale metodo speciale usassimo per formare i nostri figli in questo modo. Il nostro segreto è molto semplice, rispondevo, non è affatto complicato: li amiamo molto, e questi bravi bambini lo capiscono; ed è senza dubbio questo affetto che ci fa trovare i modi migliori per raggiungere i loro cuori e le loro menti, per formarli bene.

Questa intuizione, giudicata audace per l’epoca, gli consentiva di mantenere una “giusta distanza” con i ragazzi, come ricorda spesso l’associazione “Amici di Camille Costa de Beauregard”. E di avvicinarsi all’insegnamento di san Giovanni Bosco, da cui deriva il soprannome di “don Bosco savoiardo”. Benché Camille non sia mai entrato nella Congregazione Salesiana, i due si incontrarono a Torino nel 1879. Il legame si mantenne nel tempo: nel 1954, Ernest, nipote di Camille, gli succedette alla guida dell’orfanotrofio e affidò la fondazione ai salesiani, secondo le ultime volontà dello zio. La sua opera continua ancora oggi attraverso il liceo professionale agricolo Costa-de-Beauregard e una casa-famiglia a carattere sociale che accoglie 149 giovani.

Campeggiare sotto il cielo stellato

Uno dei primi orfani del Bocage era allievo di don Bosco, fondatore dei salesiani che sarebbero poi succeduti ai Costa nell’opera di Chambery. Si trattava di un certo Victor Berthollier (1855-1928), nato a Chambery ma portato all’età di cinque anni dai genitori nel capoluogo piemontese e affidato a don Bosco che lo preparò per la prima comunione. Rientrato con la madre a Chambery in una situazione di grande disagio familiare, il giovane Victor fu accolto da Camille il 15 aprile 1868. Imparò il mestiere di orticoltore e divenne responsabile della coltivazione a La Villette, poi all’orfanotrofio delle Marches che il fondatore avrebbe creato con la sorella Alix.

Uno dei primi grandi progetti, nello stesso anno 1868, fu l’inizio della costruzione di una cappella e l’innalzamento dell’edificio di un secondo piano. Il costo del lavoro fu sostenuto dalla madre. Il prio­re della Grande Chartreuse, informato dall’abbé Chenal dell’inizio dei lavori, fornì anche assistenza finanziaria per cinque anni. Fu l’inizio di una lunga solidarietà tra i Certosini e i Bocage.

Il 18 novembre, dopo un anno e qualche mese di sacerdozio, Camillo venne insignito del titolo di canonico della cattedrale di Chambéry, allora molto invidiato e ammirato. Il giovane sacerdote, appena ventottenne, non fece mai sfoggio di questa distinzione, tanto che perfino alcuni dei suoi amici più intimi ne vennero a conoscenza solo molto più tardi.

In poco tempo Camille gettò le basi dell’opera di Bocage alla quale si sarebbe dedicato completamente.

L’orticoltura era al centro della formazione impartita ai giovani del Bocage. Camille voleva evitar loro una vita da operai e vedeva nel lavoro dei campi la garanzia di un impiego ben remunerato presso famiglie notabili della Savoia, alcune delle quali impiegavano centinaia di giardinieri. In tal modo, poteva collocare i suoi protetti. “Per lui era anche una garanzia morale per i ragazzi, che desiderava tenere fino ai 16 anni”, riporta Xavier de Roissart, Direttore della Fondazione del Bocage.

Camille voleva formare i giovani a un mestiere, ma, spinto dall’amore per la musica e la pittura, lasciava ampio spazio al tempo libero nella loro educazione. Teatro, giochi e fanfare facevano parte della quotidianità dei ragazzi, insieme alle lunghe passeggiate.

La vita a contatto con la natura faceva parte delle sue intuizioni pedagogiche. Accompagnava regolarmente i giovani in escursione sulle montagne: al Monte Granier, nei massicci delle Bauges o fino al Monte Nivolet, che domina Chambéry. “Stare nella natura impone il senso del reale, della precauzione, ma anche una dimensione di trascendenza che si percepisce quando si campeggia sotto un cielo stellato”, aggiunge ancora Xavier de Roissart.

La vita di Camille Costa de Beauregard fu interamente donata, con una carità senza limiti, una povertà scelta e un’umiltà senza pari. All’età di 69 anni, logorato dalle preoccupazioni e dalla salute cagionevole, morì all’alba del 25 marzo 1910, Venerdì Santo di quell’anno. Pochi mesi dopo la sua morte, al termine di una novena, un ragazzo con una grave ferita agli occhi guarì per intercessione di Camille. Questa guarigione, che la scienza non riusciva a spiegare, fu riconosciuta come miracolosa.

02_dbLa carezza
I fioretti di Don Bosco

La CAREZZA

Vienna,-,July,27:,Fresco,Of,Jesus,Christ,As,Seedsman
Il messaggio del Rettor Maggiore

LA FOLLIA DIVINA DEL SEMINATORE che “semina nel buio”

06_Immagine238659
Missioni 150

Era un VESCOVO A CAVALLO

09_Padre Mathew e Petra
In Prima Linea

BENGALA. Un'eredità di compassione

11_Immagine239322
India

Un ARTISTA Salesiano

15_20250911151203795
In Prima Persona

«STIAMO TUTTI BENE»

17_Immagine232913
Missionari

Don José-Luis CARREÑO. Il salesiano più amato dell’India

Aerial,View,Of,The,Papal,Palace,Of,Castel,Gandolfo,,Near
Le case di Don Bosco

CASTEL GANDOLFO

26_Immagine234737
Riscoperte

TI ADORO (DEL MATTINO)

30_chapelle_costa-de-Beauregard
Santi

CAMILLE COSTA DE BEAUREGARD. Il “don Bosco savoiardo”

34_shutterstock_2433214663
Come Don Bosco

I verbi dell'educazione 20 - RINGRAZIARE i figli

Transform,And,Succeed,Or,Success,Transformation,And,Improving,As,A
La linea d’ombra

IL CAMBIAMENTO che vogliamo nel mondo

Conveying,The,Child's,Coffin,(a,Child's,Funeral),,1879,,By,Albert
La storia sconosciuta di Don Bosco

I primi mesi nella TERRA SOGNATA

40_1939.03 Don Elia con alcune colombelle
I nostri santi

Il Santo del mese - Il Servo di Dio Elia Comini

41_Immagine237274
Il loro ricordo è benedizione

DON GIORGIO GRAMAGLIA

42_RELAX ottobre 2025 Schema
Il crucipuzzle

Scoprendo Don Bosco

Screenshot
La buonanotte

Le MONTAGNE