LE CASE DI DON BOSCO
Santo Russo
BARCELLONA POZZO DI GOTTO
Cento anni d’amore per don Bosco
Barcellona Pozzo di Gotto si trova nella Provincia di Messina a circa 40 km sulla costa tirrenica andando verso Palermo. Conta più di 40 000 abitanti ed è la città più grande della provincia, dopo il capoluogo. È un fiorente centro commerciale grazie alla sua posizione geografica: si estende in una vasta pianura verdeggiante che arriva fino al mare.
L’Opera Salesiana di Barcellona è stata preparata prima ancora dell’arrivo dei Salesiani. Fin dall’inizio del 1900 erano presenti alcuni Cooperatori e Cooperatrici. Anche la presenza dell’Istituto Salesiano “S. Luigi” di Messina, i cui giovani spesso venivano a Barcellona, contribuì a far conoscere don Bosco e a far nascere nel cuore dei barcellonesi la speranza di un Oratorio nel proprio paese.
Ma il merito più grande spetta al Reverendo Sacerdote Nunziato Bonsignore che fin dal 1906, personalmente, perorava la causa della presenza salesiana a Barcellona al Rettor Maggior don Michele Rua.
Così lui stesso racconta l’accaduto nel commemorare il “Primo lustro della Fondazione” dell’Oratorio di Barcellona (1928): “Reverendissimo Sig. Don Rua, vorrà concedere Vostra Signoria un Oratorio a Barcellona? Io piglierò su di me il fitto di una casa che già ho in vista”. Dopo breve riflessione il Sig. D. Rua rispondeva: “I Salesiani verranno in Barcellona ma… ci vuole…” fece quindi dei segni di attesa con la mano ed infine continuò: “Dunque verranno, quando avranno una casa propria con un cortile…” ed allargando le braccia accennava alla vastità del cortile.
Il terreno era preparato, la speranza sempre accesa, l’insistenza sempre più frequente. Bisognava però aspettare circa 20 anni prima che questo sogno si realizzasse.
Infine la grande munificenza di due persone il Commendator Salvatore Cattafi e Signora Maria Teresa De Luca, che donarono una casa con un cortile ai Salesiani per la loro opera, permisero la realizzazione di questo sogno dei barcellonesi. A questi coniugi il grazie e la riconoscenza illimitata ed eterna dei Salesiani e dei barcellonesi, perché con questo loro gesto sublime di carità e di amore hanno permesso a tanta gioventù di Barcellona di trovare nell’Oratorio un “oasi di pace”, un punto di riferimento, un luogo di formazione umana, sociale e religiosa, un luogo di socializzazione e di sano divertimento.
Una bella sassaiola
E il 17 gennaio 1924 arrivavano i Salesiani a Barcellona. Così il Cronista della Casa descrive l’arrivo: “17 gennaio 1924. Don Spitale, Direttore parte da Catania con D. Salini, il Chierico Faillace e il Coadiutore Castiglione per aprire la nuova Casa. I quattro Salesiani arrivano alla stazione di Barcellona alle ore 15,41 e sono fraternamente ricevuti da una larga rappresentanza del clero”.
Don Tullio Rizzo, uno dei primi salesiani di Barcellona, in una sua memoria, così racconta il primo impatto dei Salesiani con l’ambiente: “Proprio il 17 gennaio 1924 i giovani di Barcellona e i “Marsalinoti” di Pozzo di Gotto si erano dati appuntamento su ambo le sponde del torrente Longano, perché schierati, rispettivamente, gli uni presso il parallelepipedo dell’enel, gli altri presso l’attuale monumento ai Caduti, si potessero cimentare in prima linea a furore di sassate onde sfogare l’obbrobrioso vicendevole astio per lo stupido e malaugurato campanilismo”.
Questo era il campo di lavoro dei primi Salesiani.
Essi si “rimboccarono le maniche” e subito incominciarono il lavoro salesiano. Inizi difficili ma superati dall’intelligenza, dall’abilità e dallo spirito di sacrificio dei confratelli che ottennero subito grossi risultati. Il 27 gennaio 1924 diedero ufficialmente avvio all’Oratorio Festivo, che poi era sempre quotidiano, l’opera principale dei Salesiani, con 126 giovani presenti al mattino e 322 alla sera. Fu l’inizio promettente di una numerosa schiera di ragazzi, giovani e adulti che cominciavano a frequentare l’Oratorio e che di giorno in giorno si vedeva sempre più numerosa.
L’Oratorio Salesiano sorge nella città in un punto strategico: alla confluenza dei due borghi, Barcellona e Pozzo di Gotto. Strategico sia dal punto di vista urbanistico sia dal punto di vista educativo-pastorale.
Attaccato ai margini del torrente e limitrofo al Municipio, l’Oratorio fa da cerniera ed è punto di incontro e di unione fra le due zone e, dal punto di vista salesiano, in tale posizione, abbraccia tutta quanta la città essendo accessibile da parte di tutti i giovani.
Un ambiente povero di cui soprattutto i giovani erano le naturali vittime.
La presenza dei Salesiani è stata provvidenziale. Con il loro lavoro, con tanti sacrifici, con tanto ingegno, a poco a poco, col sorriso e lo stile di don Bosco, i Salesiani riuscirono a conquistare gli animi di questi ragazzi.
I quali, dopo qualche diffidenza, incominciarono a frequentare l’Oratorio e a gustare la gioia di crescere nella serenità e nella pace: giocare liberamente in cortile al pallone, alla sbarra, alla giostra, all’altalena e ad altri semplici giochi. Allontanati dalla strada, potevano liberamente esprimere se stessi e dare sfogo alle loro potenzialità.
La scuola, le preghiere, le varie associazioni, il teatro, la musica trasformarono questi giovani, diventati oggi, con grande soddisfazione della società e dei Salesiani, “buoni cristiani e onesti cittadini”.
Un’immensa solidarietà
Sono anche anni difficili, gli anni della seconda guerra mondiale, ma vissuti e affrontati, pur fra tante difficoltà, con coraggio, forza e amore per i giovani. La tenacia, il coraggio, la fiducia dei Confratelli, assieme alla solidarietà della città di Barcellona, compatta e unita ai Salesiani, permisero all’Oratorio di sopravvivere e riprendere nuova forza ed energia.
Gli anni che si susseguirono furono anni un po’ particolari: l’Oratorio era ormai cadente, aveva bisogno di continue attenzioni: le esigenze cominciavano ad essere diverse e vi era bisogno di modernizzarsi. Ma come fare? Anche se la generosità del Commendatore Cattafi che lasciava i Salesiani suoi eredi universali aveva dato uno spiraglio, l’impresa sembrava difficile e quasi impossibile.
Salesiani, giovani ed amici sognavano un nuovo Oratorio. Da allora un altro sogno “perseguita” i Salesiani e la Città di Barcellona: al posto del “vecchio” Oratorio sognano una Palestra coperta con nuove sale per un moderno Centro Giovanile e Sociale o una nuova vera Chiesa.
Il sogno, oggi, sta per realizzarsi per un rinnovato servizio ai giovani e alla città.
Un roseo futuro
Ancora oggi l’Oratorio gode di stima e riconoscenza nella Città e centinaia di giovani affollano ogni giorno i cortili e le associazioni.
La copertura del torrente Longano ha cambiato il volto alla città odierna, tutta la città ha beneficiato di continui interventi urbanistici, sociali, culturali ed economici, da parte delle varie Amministrazioni Comunali succedutesi, fino ad avere oggi una collocazione di rilievo fra le città messinesi.
Certo non mancano difficoltà proprie delle città moderne che pongono ancora problemi di fragilità giovanile, insicurezza sociale, illegalità diffusa, incertezza nel futuro, residui di degrado sociale ed economico. Sono sfide da accettare e, con l’impegno di tutti, da vincere.
L’Oratorio oggi si pone come un punto di riferimento educativo per la città, pronto a collaborare con la Chiesa locale e con l’Amministrazione civile e le altre agenzie educative, per venire incontro, con tutti i mezzi a disposizione, alle richieste e ai bisogni dei giovani per aiutarli a crescere e costruire un futuro sereno. Tutto questo con lo stile di sempre fatto di familiarità, accoglienza, dialogo, rispetto dell’altro e attraverso attività di animazione sportiva, culturale e sociale, e di formazione civile, morale e religiosa.
L’amore di don Bosco e l’amore dei giovani, in particolare per quelli più difficili, spinge i Salesiani a credere in questa Opera così tipicamente salesiana e a lavorare con tutte le loro forze, perché sanno che l’Oratorio rimane ancora punto di riferimento essenziale per tanti giovani e adulti di Barcellona P.G., oasi di serenità, luogo di crescita umana, religiosa e sociale.
IL SOGNO CONTINUA
Fra le strutture di una Casa salesiana non possono mancare tre cose: una Cappella o Chiesa, un Teatro e un cortile. Per don Bosco erano luoghi fondamentali per l’educazione e la crescita dei giovani.
Quando i Salesiani giunsero a Barcellona avevano ricavato nella Casa, unificando due saloncini, una Cappella interna perché i ragazzi potessero dire le preghiere. Essendo però troppo piccola per le celebrazioni con il popolo, fu loro affidata dall’Arcivescovo di Messina la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano che era posta accanto all’Oratorio.
Date le precarie condizioni questa chiesetta fu lasciata e il sogno dei Salesiani di avere una grande Cappella che potesse contenere tanti ragazzi e persone, in modo particolare la Domenica e le feste, poiché l’affollavano all’inverosimile, si attuò con la ricostruzione del nuovo Oratorio ad opera della Regione Siciliana.
Anche questa chiesa si è rivelata molte volte insufficiente a contenere la moltitudine di ragazzi e fedeli che vengono numerosi per le varie celebrazioni, specialmente Prime Comunioni, Cresime, Natale, Pasqua, don Bosco, Maria Ausiliatrice.
Ma i salesiani sono figli di un sognatore, così presto sarà pronta una nuova magnifica chiesa.
















