COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

AUTOGRILL PER EDUCATORI Tre verbi speciali

Vi sono tre verbi preziosissimi. Perderli, sarebbe un disastro umanitario. Li proponiamo perché il lettore li gusti e ne apprezzi tutta la loro potenza.

Abbracciare

Per guarire l’umanità oggi, così ammaccata, c’è chi scommette sulla terapia della bellezza (“La bellezza salverà il mondo!”); c’è chi punta sulla terapia della gioia (“una risata salverà, il mondo”); c’è chi crede nella terapia del lavoro (“un supplemento di fatica salverà il mondo!”).

Noi crediamo nella terapia dell’abbraccio: la tenerezza ci salverà!

Dobbiamo ammetterlo: ci siamo sbagliati! Da cinquecento anni a questa parte abbiamo pensato che ci bastasse il cervello con le sue idee chiare e distinte come voleva il filosofo francese René Descartes. Errore da cartellino rosso!

Il cervello non basta: ci vuole calore. La tecnica non è sufficiente: ci vuole pietà! Piccoli o grandi, non importa: basta essere uomini per aver bisogno di amore!

Lo stesso Giacomo Leopardi un giorno sentì il bisogno di sfogarsi con il fratello: “Della fama non so che farmene. Amami! Per Dio, amami! Dell’amore mi abbisogna!”

Da Leopardi passiamo ad un commovente fatto avvenuto in un istituto per anziani.

Una sera una ricoverata prega Remo, un volontario: «Fammi una carezza!».

Remo l’accarezza, la bacia, l’abbraccia e si ferma a parlare con lei che è cieca. Da allora ogni giorno va a trovarla e le fa compagnia. Quella donna ogni volta gli dice: «Dio ti benedica!» Gli prende la mano e la benedice come se fosse la mano di Dio.

Gli esperti sono convinti che un bambino privo di coccole, molto facilmente sarà un adulto apprensivo, ansioso, incerto, incapace di serenità e sicurezza.

Una bambina consegnò alla maestra un foglietto su cui aveva scritto, con l’aiuto della nonna, la sua personale «ricetta della vita». Diceva: «Ci vogliono quattro abbracci al giorno per sopravvivere; ci vogliono otto abbracci al giorno per tirare avanti; ci vogliono dodici abbracci al giorno per crescere».

Non è un’esagerazione. Un abbraccio di cinque secondi comunica più di un’ora di parole.

L’abbraccio è il miglior allattamento psicologico indispensabile per crescere umani.

Chi è indifferente non dà niente. Chi abbraccia dà tutto: dà amore, dà stima, dà sicurezza, dà tenerezza, dà forza. L’abbraccio dà sapore umano alla vita.

Una parola si dimentica, un abbraccio no.

Piangere

Le lacrime fanno capire quanto l’uomo è debole, ma anche quanto il suo cuore è buono. Piangere non è disonorevole.

Nell’antichità piangevano tutti: gli eroi greci piangevano più spesso di una adolescente d’oggi, piangevano gli apostoli, ha pianto Gesù stesso (Lc 19,41-42; Gv 11,35).

Il figlio dell’imperatore romano Marco Aurelio di nome Commodo, quando era ancora giovane, si mise a piangere per la morte di uno schiavo che gli era particolarmente caro. I cortigiani cercavano di consolarlo, ma Marco Aurelio disse loro: «Lasciate che mio figlio sia uomo, prima di essere imperatore». Questa è saggezza.

Il pianto è silenzioso, ma dice che si è miti, disarmati, vicini: dice, più di ogni altra voce, che si è umani. Il pianto è una cattedra che fa scuola di umanità. Il poeta francese Alphonse de Lamartine diceva: «Dopo il proprio sangue, quello che l’uomo può dare di meglio è una lacrima».

Ascoltare

“Saper parlare è dono di molti. Saper tacere è saggezza di pochi. Saper ascoltare è generosità di pochissimi”. Chi può negare la verità di queste limpide parole del nostro scrittore Nino Salvaneschi: «Saper ascoltare è generosità di pochissimi».

Anche per questo cresce la desertificazione umana. L’ascolto è una riserva di Valori.

Ascoltare qualcuno è riconoscere che ha importanza per noi, che merita essere preso sul serio, è dimostrargli che siamo disposti a dargli una mano, è un anticipo di fiducia.

‘Ascoltare’, dunque; e non solamente ‘sentire’. ‘Sentire’ è un problema di acustica (anche gli animali ‘sentono’). ‘Ascoltare’ è lasciare che le parole dell’altro penetrino in noi nel profondo e vi risuonino dentro con tutta la loro forza.

‘Ascoltare’ è un’arte.

Si ascolta senza sbirciare l’orologio.

Si ascolta con gli occhi accoglienti che fanno capire a chi parla che rappresenta il mondo.

Si ascolta con simpatia, anche se non sempre si è d’accordo.

Si ascolta senza interrompere tutti i momenti e neppure dando subito giudizi.

Se tale sarà l’ascolto, regaleremo al nostro interlocutore una straordinaria esperienza umana, così soddisfacente da diventare, addirittura, indispensabile.

Lo prova questa dolce favola.

Tanti anni fa vivevano in Cina due amici. Uno era molto bravo a suonare l’arpa. L’altro era molto bravo nell’ascoltarlo. Quando il primo suonava o cantava una canzone che parlava, ad esempio, della montagna, il secondo diceva: «Vedo la montagna come se l’avessi davanti!».

Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, quello che ascoltava diceva, estasiato: «Sento scorrere l’acqua tra le pietre!»

Ma un triste giorno quello che ascoltava si ammalò e morì. Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più. Ecco: esistiamo, veramente, solo se qualcuno ci ascolta.      

Il fido Bracco
I fioretti di Don Bosco

Il fido Bracco

Tota pulchra es Maria
Il messaggio del Rettor Maggiore

Tota pulchra es Maria

Etiopia Il silenzio  degli innocenti
Don Bosco nel Mondo

Etiopia Il silenzio degli innocenti

La Madonna di don Bosco
Tempo dello Spirito

La Madonna di don Bosco

Babu Augustine
Salesiani

Babu Augustine

Don Gildasio dos Santos Mendes
Le Nostre Guide

Don Gildasio dos Santos Mendes

La speranza su due ruote
FMA

La speranza su due ruote

Rimini
Le case di Don Bosco

Rimini

Marco Baù
I Nuovi Salesiani

Marco Baù

Inno a San Giuseppe
Musica

Inno a San Giuseppe

Santa Maria Domenica Mazzarello
I Fondatori

Santa Maria Domenica Mazzarello

AUTOGRILL PER EDUCATORI tre verbi speciali
Come Don Bosco

AUTOGRILL PER EDUCATORI tre verbi speciali

La geografia del buio
La linea d’ombra

La geografia del buio

145 anni… e non li dimostra
La storia sconosciuta di Don Bosco

145 anni… e non li dimostra

Il Santo del mese – Beata Maria Romero Meneses
I nostri santi

Il Santo del mese - Beata Maria Romero Meneses

Don Cosimo Semeraro
Il loro ricordo è benedizione

Don Cosimo Semeraro

SCOPRENDO DON BOSCO
Il Cruciverba

SCOPRENDO DON BOSCO

Un volto e una voce
La buonanotte

Un volto e una voce