BS Settembre
2023

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Aria di famiglia

Uno spazio per le famiglie dove le relazioni permettono l’incontro e la crescita della famiglia dai più piccoli ai più grandi.

Insieme si cerca la felicità “come un processo che nasce dalla relazione con l’invisibile, con la magia della creazione”, afferma la scrittrice Claudia Fabris; i più felici dovrebbero essere i genitori, i contadini, gli artisti. Possiamo immaginare di donare felicità creando le condizioni per vivere le relazioni, sostenerle e tessere legami dentro le famiglie e tra le famiglie.

La narrazione non è una cronistoria, è il momento della vita nel quale comprendo il mio percorso e quello dell’altro, per questo è sempre nuova e ricca nello scambio: ciascuno comprende meglio sé grazie al fatto che si sta palesando all’altro” (Enrica).

È questa la principale esperienza di Casa di famiglia, uno spazio per le famiglie dove le relazioni permettono l’incontro e la crescita della famiglia dai più piccoli ai più grandi e ciascuno sviluppa i suoi talenti.

Arte, educazione, socialità e spiritualità

Siamo al numero 11D di via Castelgomberto a Torino; suor Carmela Santoro, Responsabile della fondazione, ci dice di che cosa si tratta: “Uno spazio per la famiglia: persone di qualsiasi età, con figli o senza, di diverse nazionalità, religioni e culture, con una particolare attenzione al contesto nella quale è inserita la famiglia, un contesto che ha sempre più complesse sfide sociali e culturali, è messa in discussione ma è oggetto di aspettative impegnative. Tutto ciò che si cerca di proporre e vivere è per la famiglia, per riconoscerne il valore e le difficoltà, per promuoverla e sostenerla.

Uno spazio per l’incontro con l’arte: un metodo per arrivare alla relazione autentica tra le persone, e con il Signore”.

“Dall’arte si può apprendere a ricercare e riconoscere il bello in ciò che viviamo”, aggiunge Salvatore.

Egidio sottolinea che “l’arte è lo strumento per aprire dentro di sé spazi di riflessione, nuove conoscenze, facendo prendere contatto con la propria fragilità. L’arte abbatte il limite del pregiudizio e mette a proprio agio le persone; è incontro con il bello, con la gioia, con il mistero”.

“L’Arte fa leggere luci e ombre delle relazioni familiari. È veicolo di legame, confronto, incontro, dà incentivi nuovi, fa ascoltare il proprio vissuto e lascia risuonare dentro domande, intuizioni, prospettive nuove”, afferma Aurelio.

Casa di famiglia è uno spazio per prendersi cura del famigliare mediante l’incontro, operando per far crescere il senso di libertà e responsabilità nelle coppie e rafforzare i legami tra le famiglie e nelle comunità.

Casa di famiglia condivide con le famiglie lo “spazio della casa”, “dà la possibilità di vivere momenti di incontro, di attività, di aggregazione, con genitori, bambini, nonni, offre esperienze di formazione e di confronto su temi educativi”, spiega Sara, è esperienza di armonia, rispetto e fraternità”.

Casa come spiritualità salesiana

Casa di famiglia nasce come Associazione nel 2009, si riconosce nella spiritualità salesiana che cerca di vivere concretizzando il Sistema Preventivo, è aperta al confronto con le altre culture ed espressioni religiose, costruisce reti con vari Enti nello stile della sinergia e dell’integrazione di risorse.

Si basa sull’idea di lavorare con gruppi familiari per promuovere e rafforzare i legami di coppia, intergenerazionali, sociali, comunitari. Il fulcro delle attività associative è dato dall’integrazione di due dimensioni: artistico-spirituale e conviviale.

Roberto ci racconta che l’arte è una forma importante per il potenziamento dei legami familiari, non è mai fine a se stessa ma ha lo scopo di orientate la famiglia a sperimentare, dialogare, crescere. Abbiamo organizzato incontri per approfondire temi legati alla vita delle famiglie, gite, feste, per imparare a vivere la ferialità come luogo privilegiato di relazione; Andrea aggiunge che “Abbiamo imparato che è bello pregare insieme, condividere gioie e fatiche del quotidiano; da soli non si può vivere pienamente. La scoperta della forza dei legami familiari, il riconoscerne le radici ed il ravvivare le relazioni con più attenzione all’ascolto reciproco sono punti di forza. Come dice papa Francesco, rileggere la propria vita «educa lo sguardo, ci fa vedere i «piccoli miracoli» che Dio compie per noi e ci indica nuove strade da percorrere”.

Alessio, Martina e Johnny ci dicono che: “Il dialogo nasce dall’esperienza perché è in essa e con essa che si instaura la relazione; quello tra generazioni nasce mediante occasioni di educazione informale, con la creazione di spazi e tempi in cui la famiglia può stare insieme in modo nuovo; le generazioni dialogano a partire dal racconto e dalle esperienze vissute, da tematiche culturali. Un esempio fra tutti? Una tovaglietta, simbolo di convivialità, diventa lo spazio per raccontare la famiglia, riconoscersi e condividere insieme e con la comunità”.

“Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia”, suggeriva madre Teresa di Calcutta, proprio come accade a Torino.  

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