BS Luglio/Agosto
2024

FMA

EMILIA DI MASSIMO

ANGOLA
Il fascino della gioia

Le prime sono arrivate in Angola dal Brasile. Ora le Salesiane animano sette fiorenti comunità.

Trasformazioni in atto

Hanno viaggiato di notte arrivando il 24 ottobre 1983; sono state accolte dai Salesiani e ospitate nella comunità delle suore di San Giuseppe di Cluny, San Paolo. La missione educativa che hanno iniziato è stata per i bambini, gli adolescenti, i giovani, ma anche per le famiglie; si è svolta nelle scuole, nelle parrocchie, nei servizi sociali e nei Centri professionali, secondo il carisma salesiano, con l’impegno di concretizzarlo mediante un progetto di educazione integrale rivolto in particolar modo ai ragazzi poveri ed abbandonati, non solo dal punto di vista materiale. “Educare”, per ogni Figlia di Maria Ausiliatrice, ha la sua radice nel Sistema preventivo basato sulla ragione, sulla religione e sull’amorevolezza; le suore lo hanno vissuto in una società aperta, multiculturale, pacifica, capace di convivenza plurale.

È questa l’impostazione che in Angola hanno dato le prime sorelle giunte dal Brasile: suor Theotonia Thiesen, suor Anna Bello Soares, suor Juraci Maria da Silva, suor Maria das Graças de Souza. Attualmente le Salesiane sono presenti in 7 Comunità nelle Province di Benguela, Cabinda, Kuanza Sul, Moxico e Luanda, le comunità sono tre e sono in Cazenga, Cacuaco, Viana.

“Gli ultimi anni sono stati di profondo cambiamento, pertanto si è fatto un discernimento per comprendere le trasformazioni in atto e sintonizzarsi con il cuore delle persone, con il grido degli esclusi, con le problematiche giovanili”, ci dice suor Maria das Graças de Souza.

L’esito lo possiamo dedurre da due testimonianze di vita che, pur se differenti, sono strettamente collegate l’una all’altra.

Casa comune

“Sono suor Elsa Pulido, ho 53 anni, sono colombiana. Sin da bambina ho sempre fatto parte del gruppo missionario della scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice; la gioia della dedizione e della generosità delle suore mi ha affascinata. Ho sentito la vocazione missionaria quando ho visto un filmato riguardante la missione svolta dalle Salesiane tra gli indigeni. Avevo 16 anni. A 17 anni ho iniziato la formazione per diventare religiosa e, quando lo sono diventata, ho fatto la richiesta di essere missionaria con la convinzione che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Sono stata prima in Colombia, in una missione al servizio delle giovani contadine, in un collegio per 200 adolescenti e ragazzi, in una scuola di educazione sociale.

Nel 1988 sono venuta in Angola; erano tempi di guerra eppure le suore erano molto allegre e cordiali, soprattutto con i ragazzi. Ho lavorato in oratorio, nella catechesi, nei gruppi giovanili, nelle scuole della diocesi ed in seguito nelle nostre. Malgrado il periodo difficile a causa della situazione del paese, abbiamo condiviso tutto tra noi e fatto campi per i giovani in città, in periferia; con i Salesiani abbiamo lavorato per la formazione dei ragazzi. Dopo 35 anni di vita missionaria sono molto felice ed entusiasta di avere l’opportunità di essere attenta agli altri. Attualmente mi trovo a Luena, dove faccio assistenza all’asilo nido. Siamo 6 suore ed abbiamo una scuola con 3000 alunni, inoltre 18 giovani di diverse province che vivono con noi perché hanno scelto di vivere la vita consacrata”.

«La terra è la nostra crisalide»

“Sono Roseira Correia, exallieva di Benguela; provengo da una famiglia cattolica, ho frequentato la scuola “Laura Vicuña” dove, oltre ad arricchirmi culturalmente, sono maturata come “buona cristiana ed onesta cittadina”. Con lo scorrere degli anni ho appreso le prime catechesi, ho intensificato l’amore e la devozione a Maria Ausiliatrice, a Maria Mazzarello, a Laura Vicuña, a don Bosco. Vivere e sperimentare l’amore di Dio per gli altri mi ha portata ad essere attenta alla casa comune, ovvero il creato. Ho imparato a scuola a pregare prima delle lezioni, a curare l’igiene della nostra classe e molto altro che mi ha maturata; è stato in questo ambiente educativo che si è svegliato in me il forte desiderio di conoscere meglio Dio e di fare un’esperienza personale con Lui, ciò che, con l’aiuto delle suore è stato possibile. Quanto sono oggi lo devo principalmente al clima vissuto nella scuola salesiana, agli svariati momenti formativi, alle celebrazioni di fede, alle feste, al dono di sé ai più poveri. Tutto questo ha fatto nascere in me il desiderio e l’impegno di lasciare il mondo migliore di come l’ho trovato. Alle Figlie di Maria Ausiliatrice la mia gratitudine per la dedizione ai bambini, agli adolescenti ai giovani di Benguela. La loro presenza nelle terre di Ombaka ha portato e continua a portare molti frutti trasformando il cuore e l’esistenza di quanti vi si avvicinano”.

Suor Elsa e Roseira, che con la loro testimonianza indicano come ci si può prendere cura del creato, ricordano quanto afferma la sceneggiatrice LeeAnn Taylor. “Siamo tutti farfalle. La terra è la nostra crisalide”.

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