I FIORETTI DI DON BOSCO
B.F.
Al ladro! Al ladro!
Un’umile vigna cresceva sul lato sud della collina dei Becchi. Era una parte dell’eredità che Francesco Bosco aveva lasciato alla moglie e ai tre figli. Mamma Margherita la coltivava con grande cura. Era lei che la potava al momento giusto, mentre i tre figli avevano il compito di zappare il terreno per tenerlo soffice e sgombro dalle erbe infestanti. Il più piccolo, Giovannino, voleva zappare anche lui, anche quando non riusciva neanche ad alzare la zappa. Ma era del tipo “io non mollo”: stringeva i denti e teneva dietro ai fratelli.
La vigna ricambiava, quando il tempo la aiutava, con generose vendemmie. Ma su tutti incombeva un pericolo.
Margherita era sola con tre ragazzi e l’anziana suocera. In caso di pericolo aveva poche possibilità di difesa. Al tempo del raccolto si aggiravano per le campagne dei farabutti che rubavano pannocchie di granoturco e grappoli d’uva. Qualche vite lungo il sentiero era già stata spogliata dai malviventi.
Quell’anno aveva fatto un lavoro alla grande! Le viti erano cariche di grappoli floridi e turgidi che facevano presagire una vendemmia memorabile. Margherita la teneva d’occhio. Così vide quell’uomo che passeggiava lungo il sentiero che la costeggiava. L’uomo, di quando in quando, osservava la siepe e le ripe quasi per studiare un passaggio. Margherita sospettò come in quella notte le si volesse fare un brutto tiro, e, decisa e coraggiosa come sempre, chiamò a sé i figli, dicendo loro: «Temo che questa notte ci vogliano rubare l’uva: quindi staremo all’erta. Ma voi non dite una sola parola, osservate un profondo silenzio, e griderete con quanta voce avete in gola e con il maggior fracasso possibile al ladro! al ladro! quando io ve ne darò il segnale».
Quando scese la notte, Margherita uscì fuori dall’uscio di casa, e senza alcun lume si sedette per terra con i figli, che si strinsero intorno a lei.
Passò qualche tempo, ed ecco comparire un’ombra in fondo alla vigna, girare intorno alla siepe, e poi entrare nel podere, inoltrarsi lungo un filare e quindi fermarsi. Margherita osservava. Tutto era avvolto dal silenzio. I figli attenti, con un po’ di batticuore, aspettavano il segnale.
Quell’uomo aveva già staccato un grappolo, quando Margherita gridò: «Assassino! Dunque vuoi andare all’inferno per un po’ d’uva?» E i tre ragazzi la imitarono urlando a squarciagola: «Al ladro, al ladro! Presto, presto, gendarmi da quella parte; il ladro è là! Forza, forza, gendarmi, gendarmi!» E, sbatacchiando mestoli e padelle di ferro, facevano un fracasso dell’altro mondo.
A quelle grida improvvise il ladro, fuori di sé per lo spavento, lasciò l’uva, si precipitò giù dalla collina, e si dileguò non senza cadere a rompicollo in qualche fosso.
Margherita, soddisfatta di quella vittoria, abbracciò i figli: «Vedete, anche senza fucili noi abbiamo fatto scappare i ladri». Tutti scoppiarono in una risata liberatoria e, tenendosi per mano, fecero ritorno a casa.
















