BS Aprile
2024

DON BOSCO NEL MONDO

Marcella Orsini

ACCOMPAGNARE
alla VITA

La formazione tecnico-professionale in agricoltura dei salesiani di Calulo in Angola come modello di crescita e autonomia.

La missione salesiana nel mondo, nel 2025, compirà 150 anni dalla prima Spedizione Missionaria Salesiana (Torino, 11 Novembre del 1875). La Congregazione si prepara a festeggiare la presenza dei Figli di Don Bosco tra i giovani e le loro comunità più svantaggiate attraverso iniziative ed eventi e anche attraverso il ripensamento dei suoi interventi che le numerose realtà della famiglia salesiana realizzano in maniera sempre più pertinente e corrispondente alle esigenze dello scenario internazionale attuale.

La Fondazione don bosco nel mondo, come nel 2023, anche nel 2024 risponde a questa chiamata, contribuendo allo sviluppo di interventi “pilota”, a lungo termine, attraverso l’impiego delle risorse del 5×1000 dell’imposta sui redditi e concentrando l’attenzione sull’impatto di questi interventi sulla qualità stessa della vita dei giovani più in difficoltà e a rischio di esclusione sociale.

In particolare, in Angola, presso la Scuola Agraria Salesiana della Missão Santo António di Calulo, insieme alla Visitatoria Salesiana dell’Angola Mamã Muxima, al Planning and Development Office (pdo) e alla comunità locale dei Salesiani di Don Bosco e con la consulenza tecnica della Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco, Torino, la Fondazione don bosco nel mondo con i fondi provenienti dal 5×1000, anche nel 2024 sta dando supporto al progetto Agricoltura per la vita per l’inclusione lavorativa e sociale delle giovani e dei giovani più a rischio di marginalizzazione, attraverso la formazione tecnico-professionale in agricoltura di base e per la tutela dell’ambiente, attraverso l’utilizzo efficiente delle risorse naturali.

Del progetto sono beneficiari diretti i giovani e gli adolescenti della città di Calulo, molti di loro migranti dai villaggi del municipio di Libolo, privi di qualsiasi opportunità di accesso allo studio e a una formazione tecnico-professionale di qualità che miri a ridurre il rischio di inoccupazione. Prendono parte alla formazione tecnico-professionale in agricoltura di base 20 ragazze e ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni per i quali la Scuola Agraria di Calulo è l’unica opportunità, educativa e formativa, per un progetto di vita sicuro e a lungo termine.

Il progetto va anche a vantaggio delle loro famiglie, circa 240 persone, provenienti dalle fasce della popolazione con scarse possibilità di accedere a un reddito sicuro, dei salesiani della comunità, degli studenti della scuola primaria, della scuola secondaria di primo grado e di quelli a cui i salesiani impartiscono corsi di alfabetizzazione per un totale di 2140 persone. Infine, sono beneficiari indiretti anche i 25 studenti del noviziato.

Un ricco Paese povero

Il contesto nel quale il progetto si sviluppa è quello di un Paese, l’Angola, che conta una popolazione di 21.471.000 abitanti, su una superficie che è quattro volte quella dell’Italia. È un Paese ricco di risorse e potenzialità, ma è caratterizzato da una forte stratificazione sociale e dalla mancanza di accesso ai beni essenziali e ai servizi di base per la maggior parte della popolazione, in particolare nelle aree rurali.

Nonostante le ricchezze derivanti da petrolio, gas e diamanti, l’Angola è uno dei paesi più poveri del mondo, collocandosi al 149º posto su 187 Paesi per Indice di Sviluppo Umano (undp, Human Development Report 2014).

La città di Calulo, estesa per 46.000 km2 e con una popolazione di 84 000 abitanti, vive di agricoltura. La maggiore causa di povertà è la chiusura di centri di produzione agricola, particolarmente di produzione di caffè. Molto diffuso è il fenomeno dell’immigrazione dei giovani dai villaggi alla città di Calulo e da Calulo alle grandi città. Spesso i ragazzi migrano verso paesi fuori dal continente africano per mancanza di formazione e di lavoro, lasciando alle spalle un Paese che si impoverisce sempre più.

La missione di Santo António presente da quasi quarant’anni a Calulo, nella Regione di Kwanza Sul è l’unica istituzione in grado di fornire un percorso formativo significativo in termini di impatto e di miglioramento delle condizioni di vita dei giovani in difficoltà, partendo dai loro bisogni, dalle loro aspirazioni e ambizioni.

I Salesiani di Don Bosco di Calulo hanno individuato come necessità primarie per il loro centro missionario quelle di costruire una scuola di formazione tecnico-professionale agraria di qualità per le ragazze e i ragazzi di Calulo e delle zone rurali limitrofe alla città a rischio di inoccupazione ed esclusione sociale e di favorire il ripristino del suolo e un sistema agricolo che miri principalmente a coltivare la terra in modo tale da mantenere vivo e in buona salute il suolo per una maggiore produzione sostenibile, in un ambiente privo di inquinamento ecologico, pienamente adeguato alle necessità dell’intera comunità locale.

Acquisire competenze

La formazione impartita presso la scuola agraria di base, ma sempre più specializzata ed estesa, permette alle giovani e ai giovani di Calulo di acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro, riducendo la mancanza di accesso alle opportunità per un progetto di vita completo e il rischio di essere richiamati da una spinta migratoria irregolare, insicura e violenta, che contrasta e restringe il diritto umano alla libertà di movimento nel rispetto delle leggi internazionali.

La Scuola Agraria Salesiana di Calulo viene riconosciuta dalle ragazze e dai ragazzi stessi che la frequentano come un vero e proprio nucleo di educazione, formazione e lavoro per lo sviluppo economico sostenibile e di promozione e diffusione della consapevolezza ambientale tra i giovani e della parità di genere nell’accesso alla formazione tecnico-professionale “verde”.

Obiettivo del progetto Agricoltura per la Vita è rendere il suolo produttivo per la distribuzione dei prodotti sia per il sostentamento della missione salesiana stessa sia per la generazione di reddito attraverso canali locali come il mercato e le catene di piccoli e grandi negozi, da reinvestire nel mantenimento della scuola agraria, rendendola autosufficiente.

Inoltre, contribuisce a ridurre l’inoccupazione e la migrazione delle e dei giovani di Calulo attraverso l’accesso a un percorso innovativo di Technical and Vocational Education and Training (tvet) in campo agricolo, di qualità, inclusivo ed equo e attraverso l’accesso a opportunità di apprendimento permanente, volte a rafforzare l’autonomia e la crescita economica e personale in una prospettiva integrale.

Agricoltura per la Vita promuove e favorisce, infine, non soltanto azioni e programmi per la tutela ambientale, ma risponde alla vocazione all’ecologia integrale della Chiesa universale e della Congregazione salesiana in particolare, impegnata a rendere le proprie opere sostenibili entro il 2032 e orientate all’inclusione nel mondo del lavoro per tutte e tutti i giovani a rischio di marginalizzazione, come indicato dalle Linee strategiche del sessennio 2020 – 2026, individuate all’indomani del Capitolo Generale 28 e dall’Articolo 23 della stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani secondo cui “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione”.

LE STORIE

António Avelino Pedro, 16 anni

«La mia vita cambierà, ne sono certo»

António Avelino Pedro ha 16 anni e frequenta la Scuola Agraria del Centro Don Bosco di Calulo. È venuto a conoscenza del progetto Agricoltura per la vita a inizio dei corsi di formazione in Agricoltura di base.

“Ero in ritardo” – ci ha detto, quando gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia – “i corsi erano già cominciati… non volevo perdere questa opportunità, così ho parlato con un giovane del centro, Bernado e lui, a sua volta, ha parlato di me con suo fratello, un formatore presso la scuola e presso il centro salesiano stesso. Grazie a Dio sono riuscito a entrare nel progetto in modo che possa costruirmi una formazione orientata alla realizzazione dei miei sogni!”

Gli abbiamo chiesto che cosa significhi per lui prendere parte a questo progetto, sentirsi coinvolto e ci ha risposto: “Per me significa darsi, dare un contributo, ma in modo positivo, educato, soprattutto responsabile”.

António ci racconta qual è il suo progetto di vita e come si vede tra qualche anno, quando avrà terminato gli studi e appreso un mestiere. La sua priorità è acquisire uno spazio per la produzione, immettere i suoi prodotti sul mercato formale, ma ciò che più colpisce è il pensiero che rivolge agli altri ragazzi che, come lui, si ritroveranno nelle sue stesse difficoltà e dice: “Voglio aiutare i più bisognosi come il Centro salesiano ha fatto con me e con i miei compagni”.

È certo che i salesiani di Calulo e questo progetto possano aiutarlo a realizzarlo, ma sottolinea quanto importante sia la fiducia in se stessi: “Basta avere fiducia in noi e continuare a sostenerci perché grazie a Dio abbiamo formatori molto competenti e responsabili; quindi, con i loro insegnamenti riusciamo a non deludere chi ci sostiene”.

Ritorna la consapevolezza di essere corresponsabili e non soltanto fruitori di iniziative individuate fuori dal contesto locale, tanto da scoprire risorse inaspettate come la passione per l’agronomia e per la propria terra, da valorizzare e da proteggere, grazie alle nuove competenze e conoscenze date da un corso formativo aperto a molte speranze e che stimola la curiosità nei confronti dell’ecologia e del clima non solo a Calulo, in Angola, ma in altri paesi e continenti.

Alla domanda: “Come credi che cambierà la tua vita, prendendo parte al progetto Agricoltura per la vita?” António risponde: “La mia vita cambierà, ne sono certo, miglioreranno le mie condizioni di vita, come le mie competenze e potrò inserirmi nel mercato del lavoro con i miei prodotti. Non c’è abbastanza cibo… il mio obiettivo è anche quello di cambiare non solo la mia vita ma anche quella degli altri e di chi ne ha più bisogno”.

Irene Amélia Adão Filipe, 18 anni

«Tanti sono i progetti che voglio realizzare nella vita»

Irene ha 18 anni ed è una delle ragazze inserite nel progetto Agricoltura per la vita di cui è venuta a conoscenza tramite il passaparola. Essendone molto interessata, ha chiesto ai salesiani di Calulo se quel corso in agricoltura di base ci fosse davvero. Alla risposta affermativa si è immediatamente iscritta, lasciando da parte alcune resistenze.

“Per me partecipare significa fare qualcosa di buono, acquisire conoscenze sull’agricoltura e svilupparle ulteriormente per diventare una buona agronoma e per imparare di più sulla vita”; con queste parole Irene ci ha raccontato quanto importante sia per lei avere un’opportunità formativa, un’opportunità per la sua stessa vita, per raggiungere i suoi obiettivi e andare avanti, non soltanto con il corso in Agricoltura di base, ma anche per quelli in programma per i livelli formativi successivi.

“Tanti sono i progetti che voglio realizzare nella vita e non voglio fermarmi nell’acquisire conoscenze sempre più importanti”, ci racconta Irene con determinazione e consapevolezza. E ogni giorno sperimenta quanto i salesiani siano attenti e presenti, affinché questi progetti si realizzino per lei e per tutte le giovani e i giovani che intendono creare le proprie fattorie, i propri orti in cui poter produrre in maniera sostenibile e autonoma.

Le risorse che sta scoprendo di sé Irene grazie a questo progetto sono la passione per l’agronomia e il buon uso che ne sta facendo per curare la sua terra, per creare le sue colture e per produrre i suoi prodotti con cui rifornire il mercato locale, a volte non arricchito da tutti quei prodotti di cui la comunità di Calulo ha bisogno.

Anche la vita di Irene sarà profondamente trasformata dalla partecipazione al progetto Agricoltura per la vita, potrà sostenersi, aiutare chi ha bisogno e sentirsi libera di raggiungere condizioni di vita più giuste e più gratificanti.

AGRICOLTURA PER LA VITA E SDGS (Sustainable Development Goals)

Con il progetto Agricoltura per la vita di Calulo, in Angola, la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO aderisce all’Agenda 2030 introdotta dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per la protezione della salute, del clima e dell’ambiente e per la riduzione delle disuguaglianze.

Obiettivo 3 • Salute e benessere • Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età. 

Obiettivo 4 • Istruzione di qualità • Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

Obiettivo 5 • Equità di genere • Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

Obiettivo 6 • Acqua pulita e servizi igienico-sanitari • Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

Obiettivo 7 • Energia pulita e accessibile • Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

Obiettivo 10 • Ridurre le disuguaglianze • Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni.

Obiettivo 11 • Città e comunità sostenibili • Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Obiettivo 13 • Lotta contro il cambiamento climatico • Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico.

Obiettivo 15 • La vita sulla terra • Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre.

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