DON BOSCO NEL MONDO

ANTONIO LABANCA

A scuola per la vita

La Learn to Live School of Skills è ciò che si propone già nel nome: insegnare a vivere. Ancora meglio: accogliere studenti che vogliano imparare a vivere. Sono allievi particolari: ragazzi considerati scarto della società e che rischiano di diventarlo assai presto perché a loro non vengono dati strumenti per riscattarsi dalla condizione di povertà e di emarginazione.

Cassidy è un giovane talento dell’arte dell’acconciatura. Un anno fa si è diplomato alla Learn to Live School of Skills di Città del Capo, Sudafrica, ed ha sùbito trovato lavoro in un salone di prestigio, il Waterfront. Di solito alla sua età, vent’anni, si entra come apprendisti e si deve aspettare del tempo prima di vedere consolidato il contratto.
La società che lo ha assunto fa parte di una catena a servizio dei turisti oltre che dei benestanti della capitale. Collocato su un promontorio, gestisce un grande centro di cura estetica e di rivendita di prodotti per il corpo. La sede è collocata tra alberghi internazionali e ristoranti di prestigio, vicino al Museo dell’Africa contemporanea e al porto, a cui si accede anche dalla vicina pista di atterraggio degli elicotteri.
Insomma, per Cassidy un ottimo inizio del percorso professionale, sul quale aveva scommesso convintamente il suo insegnante e tutore Namhla.
Ma la pandemia di Covid-19 non ha risparmiato Città del Capo, che sul turismo fonda una buona parte dei suoi affari: voli dall’estero bloccati, alberghi chiusi, safari impraticabili. Mancando il pubblico ed essendo sottoposti a pesanti limitazioni per la prevenzione sanitaria, molti locali del centro città hanno dovuto chiudere e licenziare i dipendenti. A inizio 2020 questo masso è precipitato anche sulla strada percorsa da Cassidy.
Il suo insegnante era molto preoccupato, anche perché l’esempio di questo allievo è di incoraggiamento per i suoi compagni. Dopo qualche mese si sono incontrati casualmente al Somerset Mall, un grande centro commerciale raggiungibile con l’autostrada nell’hinterland della metropoli. Cassidy è stato assunto a tempo pieno al Partner Gents, per fare il parrucchiere da uomo. La soddisfazione di Namhla è duplice: il suo exallievo incarna non solo la capacità tecnica di svolgere al meglio il proprio mestiere ma anche l’intraprendenza che la scuola ha cercato di trasmettergli: la capacità di autogestire le opportunità.

Radici salesiane
La Learn to Live School of Skills è ciò che si propone già nel nome: insegnare a vivere. Ancora meglio: accogliere studenti che vogliano imparare a vivere. Sono allievi particolari: ragazzi considerati scarto della società e che rischiano di diventarlo assai presto perché a loro non vengono dati strumenti per riscattarsi dalla condizione di povertà e di emarginazione a cui sono sottoposti. Cassidy è nato a Mitchells Plain, una delle tante città sorte intorno a Città del Capo negli anni Settanta per attuare la politica di segregazione razziale voluta dal governo di allora. Una grande periferia di “persone di colore” tenute sufficientemente a distanza dalle residenze dei bianchi. Questo ventenne oggi sta riscattando la sua storia, quella della sua famiglia e della comunità in cui è nato.
La “formula” della Scuola per Imparare a Vivere affonda le sue radici e si sviluppa nel carisma salesiano. In questo tempo che si considera quello della “quarta rivoluzione industriale”, l’esempio e il metodo di don Bosco esercitati durante la prima rivoluzione industriale a Torino danno buoni frutti anche in questa parte di mondo dall’altra parte dell’emisfero.
I salesiani sono giunti in questa città 110 anni fa. Alle spalle del porto, dove era più facile incrociare ragazzi alla ricerca di qualche chiamata per caricare e scaricare le navi mercantili, i Figli di Don Bosco fondarono lo loro Casa a Greenpoint, punto nevralgico della città.
È un’Opera che si occupa di formazione scolastica. Ha attraversato le vicende controverse di un colonialismo particolarmente opprimente, della lotta contro l’apartheid diventata impegno anche delle Chiese cristiane, della speranza popolare quando Nelson Mandela fu scarcerato e divenne il presidente del nuovo Sud Africa. Ora sta attraversando la diffusione del Covid-19, che in Sudafrica fra gli altri effetti ha quello di un aumento esponenziale della disoccupazione e della segregazione di fatto.

Fra le cento scuole del mondo
Intanto l’attività della Learn to Live School of Skills non si ferma, e semmai prevede di consolidare le sue capacità di intervento coinvolgendo nuovi partner. È stata scelta fra le 100 scuole di tutto il mondo per la Giornata Mondiale dell’Istruzione, voluta dalle Nazioni Unite, tenutasi tra il 5 il 9 ottobre 2020. Collegati via Web, insegnanti e allievi hanno raccontato al mondo come creare, sulla base delle proprie esperienze innovative e dei risultati ottenuti, un cambiamento radicale nel mondo dell’educazione.
Con la concretezza di cui sono campioni, i responsabili della Scuola si sono posti anzitutto il problema di come consentire ai ragazzi “a rischio” di frequentare le lezioni.
Prima questione: come fanno ad arrivare alla sede? Il costo del trasporto è alto per l’economia delle loro famiglie, le distanze a Città del Capo sono elevate, i sobborghi patiscono le carenze del servizio pubblico. Ecco dunque il Transport Scheme Project, che procura e distribuisce le risorse per consentire agli studenti di utilizzare mezzi di trasporto più accessibili, dei minibus, quando treno o pullman non sono adeguati. Un investimento da poco meno di 14.000 euro per coprire l’intero ciclo annuale.
Seconda questione: come si può studiare a pancia vuota o con un’alimentazione inadeguata allo sforzo fisico e mentale richiesto a scuola? I salesiani hanno servito 47.354 pasti nel corso del 2019, con l’intenzione di ripetersi non appena gli allievi potranno tornare in presenza. Il costo del Feeding Scheme (piano alimentare) è di circa 70 centesimi per allievo. Il reddito giornaliero di metà della popolazione è inferiore a questa cifra.
Terza questione: nessuno dei ragazzi ha possibilità di pagare una tassa di iscrizione. La risposta della scuola è che i quattro anni dei corsi sono accessibili del tutto gratuitamente ai 230 studenti di età compresa fra i 14 e i 18 anni.
Assicurata così la frequenza alla Scuola, i salesiani possono svolgere i loro programmi formativi spalmati su 202 giorni di frequenza. Oltre ai corsi di acconciatura, che promettono buone possibilità per i diplomati, ci sono laboratori di elettrotecnica in cui sono state introdotte le competenze per l’uso dell’energia solare. Un corso intende intercettare la richiesta di operatori qualificati per l’accoglienza turistica: il Sudafrica scommette sulla conferma del Paese come meta scelta dai grandi operatori internazionali una volta passata la pandemia.
Recentemente un’impresa ha proposto di sviluppare i corsi di falegnameria proponendo la specializzazione in ebanisteria e l’addestramento all’assemblaggio di parti in melammina.
La formazione professionale si completa con quella più generale della persona: musica e sport sono due capisaldi dell’approccio olistico propugnato dai salesiani, che ha portato anche a ottenere una sovvenzione da parte del Consiglio nazionale delle arti per la formazione di un coro.
Un effetto indiretto ma non per questo non previsto dai programmi educativi della Learn to Live School of Skills è il sollievo anche psicologico e ambientale di cui i ragazzi beneficiano. Il fatto di stare insieme in gruppo, lontano dai loro ambienti, è di per sé terapeutico. L’esperienza massima in proposito è quella del campo-scuola, l’escursione di una giornata intera compiuta dalle classi quarte insieme. “Ciò ha permesso di abbattere diverse barriere emotive durante i momenti di conversazione in gruppo” spiega un educatore, “c’erano tante lacrime quante erano le risate. I ragazzi si sentivano più aperti e in grado di comunicare senza paura del ridicolo.”
Fuori dalla Scuola per loro spesso è vita da inferno.
“Sono approdati a questi corsi attraverso l’intervento dei tribunali, degli assistenti sociali, dei dirigenti scolastici locali o dei genitori disperati” spiega padre Pat Naughton, salesiano incaricato dell’esecuzione della Learn to Live School of Skills. “Gli studenti sono e sono stati gravemente colpiti da famiglie e da comunità molto povere, disfunzionali e svantaggiate”. I casi sono costituiti dall’affiliazione a bande criminali (in un caso avvenuta a 5 anni di età), dall’aver subito abusi sessuali, fisici, emotivi o mentali, dalla denutrizione grave con effetti sulle capacità cerebrali. Il 90% degli allievi ha fatto consumo di droghe. A 14-18 anni hanno la capacità di lettura e comprensione di un testo come quella di un bambino di 9 anni.
Padre Pat è realista ma determinato: “Non possiamo combattere le bande, ma possiamo e dobbiamo offrire un’alternativa!”.
E i risultati si vedono. Il giovane Cassidy, che i suoi fratelli vedono come un modello riuscito che dà speranza anche a loro, ha detto una frase emblematica a conclusione del suo percorso alla Learn to Live School of Skills: “Gli ostacoli sono nella tua mente e puoi fare tutto ciò che vuoi se le opportunità ti vengono presentate”. Dice tutta la consapevolezza di chi ha appreso un mestiere ed è certo che il futuro è nelle sue capacità di farlo valere: il risultato migliore che potevano aspettarsi i salesiani che gli sono stati vicino.

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