BS Dicembre
2023

LE CASE DI DON BOSCO

PIETRO GROSSO

160 anni fa don Bosco a Oropa

Don Bosco salì ad Oropa nel momento di una decisione importantissima e fu veramente colpito dalla bellezza del luogo e della devozione dei pellegrini e della gente del posto, come scriverà nella lettera inviata ai suoi ragazzi di Valdocco.

Il santuario di Oropa si trova tra le Alpi Biellesi a 1176 m ed è luogo di fortissima devozione alla Vergine, con testimonianze che risalirebbero addirittura a sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli (secolo iii). Mèta di continui pellegrinaggi, è uno dei più grandi Santuari mariani d’Italia. Don Bosco vi salì come devoto pellegrino nell’estate del 1863, per chiedere una grazia speciale a Maria.

Qualche mese prima aveva espresso ai suoi più diretti collaboratori il progetto di questo pellegrinaggio, dopo i suoi esercizi spirituali a Sant’Ignazio, sopra Lanzo Torinese: voleva “fare la scelta delle persone da mandarsi nel collegio di Mirabello” (mb vol. VII, p. 482). L’apertura di questa nuova opera, la prima fuori Torino, era molto importante: si trattava veramente di capire come se la sarebbero cavata i suoi figli lontani da lui; ci voleva proprio una protezione speciale di Maria, allora don Bosco scelse il santuario di Oropa, molto vicino alla città di Biella, dove era vescovo monsignor Losana, suo carissimo sostenitore e amico. Vi si recò quindi ai primi di agosto e fu veramente colpito dalla bellezza del luogo e dalla devozione dei pellegrini e della gente del posto, come scriverà nella lettera inviata ai suoi ragazzi a Valdocco. Furono giornate di paradiso, così come descrivono i suoi cronisti e il suo biografo don Lemoyne: “Ivi, dinnanzi a quell’effigie taumaturga, celebrava la Santa Messa e pregava lungamente” (mb vol. VII p. 497).

Poi il pensiero corse ai suoi ragazzi e ai giovanissimi primi salesiani di Valdocco: li avrebbe voluti tutti con sé per vivere le sue stesse emozioni e il suo amore alla Vergine.

E scrisse una delle sue più belle lettere:

“Se voi, o miei cari figliuoli, vi trovaste sopra questo monte ne sareste certamente commossi. Un grande edifizio, nel cui centro havvi una divota chiesa, forma quello che comunemente si appella Santuario d’Oropa. Qui havvi un continuo andirivieni di gente. Chi ringrazia la Santa Vergine per grazie da lei ottenute, chi dimanda di essere liberato da un male spirituale o temporale, chi prega la Santa Vergine che l’aiuti a perseverare nel bene, chi a fare una santa morte. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, contadini e signori, cavalieri, conti, marchesi, artigiani, mercanti, uomini, donne, vaccari, studenti d’ogni condizione si vedono continuamente in gran numero accostarsi ai Santi Sacramenti della confessione e comunione e andare di poi ai pie’ d’una stupenda statua di Maria SS. per implorare il celeste di lei aiuto.

Ma in mezzo a tanta gente il mio cuore provava un vivo rincrescimento. Perché? Non vedeva i miei cari giovani studenti. Ah! Perché non posso avere i miei figli qui, condurli tutti ai pie’ di Maria, offerirli a Lei, metterli tutti sotto alla potente di Lei protezione, farli tutti come Savio Domenico o altrettanti San Luigi?

Per trovare un conforto al mio cuore sono andato dinanzi al prodigioso altare di Lei e le ho promesso che, giunto a Torino, avrei fatto quanto avrei potuto per insinuare nei vostri cuori la divozione a Maria. E raccomandandomi a Lei ho dimandato queste grazie speciali per voi. ‘Maria, le dissi, benedite tutta la nostra casa, allontanate dal cuore dei nostri giovani fin l’ombra del peccato; siate la guida degli studenti, siate per loro la sede della vera Sapienza. Siano tutti vostri, sempre vostri, e abbiateli sempre per vostri figliuoli e conservateli sempre fra i vostri divoti’. Credo che la Santa Vergine mi aver esaudito e spero che voi mi darete mano, affinché possiamo corrispondere alla voce di Maria, alla grazia del Signore.

La Santa Vergine Maria benedica me, benedica tutti i sacerdoti e chierici e tutti quelli che impiegano le loro fatiche per la nostra casa; benedica tutti voi, Ella dal cielo ci aiuti, e noi faremo ogni sforzo per meritarci la sua santa protezione in vita ed in morte. Così sia”.

Dal Santuario d’Oropa, 6 Agosto 1863

La Madonna gli ispirò criteri e nomi per la scelta dei salesiani da mandare a Mirabello; a capo di questa missione, la prima in ordine assoluto per i Salesiani, fu posto il giovanissimo direttore don Michele Rua. Non poteva fare scelta migliore.

Trentacinque anni dopo, il 9 novembre del 1898, don Rua mandava a Biella il primo salesiano, don Luigi Billieni, per fondare l’oratorio di San Cassiano nel popolare quartiere di Riva.

Cento anni dopo il pellegrinaggio di don Bosco, nel 1963 l’allora Rettor Maggiore, don Renato Ziggiotti, saliva anche lui come pellegrino al Santuario per ricordare don Bosco e la fondazione della prima opera fuori Torino. Questo evento è testimoniato dal bellissimo quadro del Crida che si trova nella chiesa di San Cassiano e che rappresenta don Bosco a Oropa (unico nel suo genere) con una giovane famiglia della parrocchia di quel 1963.

La parrocchia-oratorio di S. Cassiano ha avuto le sue origini a partire dal 9 novembre del 1898, con il primo salesiano che timidamente arrivava a quella che allora si chiamava piazza S. Cassiano (ora p.zza S.G. Bosco) nel vecchio cuore di Riva e dava così inizio a questa storia che continua ancora adesso, con il totale inserimento della parrocchia nel rione e nella città. Il centro giovanile la rende tipica come tante altre parrocchie salesiane con l’animazione dell’oratorio quotidiano e della catechesi parrocchiale; ma è proprio l’impegno delle famiglie e dei giovani di “Sanca” che rende attive tante manifestazioni comunitarie e caritative del rio­ne: la S. Vincenzo, la raccolta di generi alimentari del gruppo “Fra Galdino”, la partecipazione alla “Mensa del pane” che distribuisce pasti quotidiani per tutto l’anno e l’impegno dei giovani animatori che assicurano doposcuola, assistenza e animazione all’oratorio e all’“Estate Ragazzi” e infine la gestione della bellissima “Palestra Don Bosco” che è un po’ il fiore all’occhiello di tutta la nostra struttura.

Riconoscenti quindi a don Rua, vero fondatore di Sanca, e nel ricordo del pellegrinaggio di don Bosco a Oropa, anche i ragazzi del nostro oratorio il 4 settembre dell’anno scorso sono saliti a piedi da Biella al Santuario, per ringraziare Maria nel 125° anno della fondazione del loro oratorio.     

IX CONGRESSO INTERNAZIONALE 2024

Maria Ausiliatrice

Proposto dall’ADMA per tutti i gruppi della Famiglia Salesiana

Dal 29 agosto al 1° settembre 2024 si terrà a Fatima, in Portogallo, il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, con l‘obiettivo di conoscere, approfondire e diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice.
Tema del 9° Congresso internazionale di Maria Ausiliatrice: “Ti darò la Maestra”.

www.mariaauxiliadora2024.pt

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